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Chiamatela anche zona-Lazio

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ROMA, 1 ottobre - La Lazio vince e fa punti nell’ultima mezz’ora: sei gol se­gnati nella ripresa, tutti decisivi, sui sette sinora realizzati nelle prime cinque giornate di campio­nato. Chiamatela zona Lazio: col­piscono e affondano gli avversari tra il 15’ e il 45’ del secondo tem­po. Segno di maturità e controllo della partita, non solo di una buo­na condizione fisica. Lo racconta la storia del campionato: soltanto a Marassi, nella sera del debutto, la Lazio venne piegata dalla Sam­pdoria e accusò il gol realizzato su rigore da Cassano subendo anche il raddoppio da Gu­berti. Dieci minuti di sbandamento proprio mentre la squadra biancoce­leste si stava pren­dendo la partita e poi la reazione inu­tile nel finale.


CONDIZIONE - Ma la Lazio viene fuori al­la distanza, l’ha di­mostrato nelle par­tite successive. Cu­cina gli avversari a fuoco lento, riesce a metterli sotto con personalità. Controlla la partita, magari ci mette più degli altri a carburare. Dipende dalle caratteristiche dei giocatori, ha spiegato Reja. E’ un diesel la Lazio. Si accende, si scal­da, poi prende il suo ritmo e co­mincia a macinare gioco. Senza farsi prendere dal panico se pas­sa in svantaggio. Questo è il dato che conforta di più il tecnico friu­lano. Non c’è solo la consapevolez­za di aver svolto una buona prepa­razione estiva. La Lazio ha lavora­to sul fondo, tiene novanta minu­ti, non si sgonfia, sta bene e non è sulle ginocchia, come zio Edy latrovò a febbraio, appena arrivato da Spalato. Quel mago di Ballardi­ni non l’aveva proprio allenata la Lazio dal punto di vista atletico.


RIMONTE - Ora la Lazio corre e si prende le partite con il palleggio dei suoi centrocampisti, con l’au­torità di un gruppo che non si fa mettere sotto. La Fiorentina era passata in vantaggio al «Franchi» ed è stata subito schiacciata nella propria area: il pareggio di Lede­sma, unico gol realizzato dai bian­cocelesti nel primo tempo, il rad­doppio decisivo di Kozak al 22’ del secondo tempo. Stessa capacità di reazione con il Mi­lan, tenuto a bada per settanta minuti, quasi soffocato il suo gioco sino al gol di Ibrahimovic. Ba­starono dieci minu­ti a Floccari per fir­mare il pareggio ( 35’ st) nell’ultima fase della ripresa.


PALLEGGIO - La per­sonalità nelle occa­sioni in cui è passa­ta in svantaggio, la calma e la tranquil­lità con cui ha ge­stito partite difficili da sbloccare. Questo ha dimo­strato la Lazio all’Olimpico con il Bologna, tutto chiuso nella pro­pria area di rigore: 45’ di soffe­renza, poi ritmi più alti e la dop­pietta di Rocchi e Mauri a metà del secondo tempo. E ancora, ar­rivando all’impresa di Verona, il guizzo di Zarate a venti minuti dalla fine dopo una valanga di oc­casioni non capitalizzate nel pri­mo tempo. Un segnale di maturi­tà e di grande presenza sul cam­po. Ora Reja prepara la partita con il Brescia, augurandosi di vincerla anche prima dell’ultimamezz’ora.

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