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Juve, ci pensa Iaquinta. Pari con il City di Mancini

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MANCHESTER, 30 settembre - La Juve esce imbattuta dalla tana del City. A Manchester finisce 1-1 con i gol di Iaquinta al 10' e il pari di Johnson al 37'. Partita all'italiana dei bianconeri che colpiscono in avvio di match con un gran gol dell'attaccante calabrese, giocano venti minuti di grande calcio e poi impostano un match di chiusura e ripartenze lasciando spazio e manovra agli inglesi. Che pareggiano su un errore di De Ceglie e comandano il gioco per tutti i restanti 70', mettendo in mostra una Juve alla quale manca il gioco da grande del calcio ma che non manca di grinta operaia, di asfissiante copertura e di calcioni dalla difesa, a scapito di qualsiasi azione che non sia un contropiede. Grinta che permette di tornare a Torino dalla trasferta di Europa League con un punto prestigioso che fa morale in vista del big match contro l'Inter.


SBLOCCA IAQUINTA - La Juve, con la novità Martinez titolare, affronta con un piglio inglese il match, aggressiva e veloce, mettendo in difficoltà gli avversari. Iaquinta fa le prove del gol al 4', con un gran destro da fuori area che trova pronto Hart alla risposta. L'estremo difensore inglese deve però arrendersi alla cannonata dello stesso attaccante sei minuti più tardi: bomba da distanza siderale che si infila a fil di palo sulla destra del portiere. La reazione del City non si fa attendere: sono potenti ma non precise le conclusioni di Tevez (che Grygera soffre terribilmente), Adebayor, Johnson e Adebayor che arrivano dalle parti di Manninger prima della mezz'ora, ma la Juve recrimina per un clamoroso rigore negato a Krasic attorno al quarto d'ora del match: il serbo viene steso da Zabaleta con un fallo da dietro in piena area, il direttore di gara Gonzalez lascia inspiegabilmente continuare a pochi metri dall'intervento.


PARI DI JOHNSON - Il Manchester però è padrone della partita, la Juve piano piano scompare e soffre. Al 34' Barry colpisce il palo di testa su un cross di Tevez, poi nei minuti seguenti i bianconeri capitolano sul taglio di Johnson, servito perfettamente da un passaggio filtrante di Yaya Touré: il mancino dei Citizens si beve De Ceglie, che non solo lo tiene in gioco ma lo lascia partire senza contrastarlo: l'uscita di Manninger è incomprensibile e a porta spalancata l'esterno di Mancini non può sbagliare. Del Piero un fantasma, Martinez abbandonato sulla fascia, i bianconeri cercano sempre Krasic che si esalta e viene toccato di nuovo in area di rigore da Kompany: il contatto c'è ma il serbo accentua la caduta e Gonzalez decide per un cartellino giallo quasi fuori luogo. Il primo tempo si chiude sul pari.


DEL PIERO, CHE TRAVERSA - Un tiro centrale di Del Piero apre la ripresa ma la danza la conduce sempre il City. Del Neri cambia Martinez, evanescente, con Pepe dopo otto minuti. Johnson, galvanizzato dal gol, è in ogni manovra offensiva e prova a impegnare Manninger mentre la manovra bianconera latita, senza idee. Barry ci prova da fuori senza precisione, che manca anche a Del Piero su punizione al 21'. Iaquinta vanifica per egoismo un contropiede poco prima della mezz'ora, mentre anche De Ceglie lascia il posto a Motta. Mancini prova la carta Silva per Adebayor, Del Neri rinforza il centrocampo con Melo per un esausto Krasic. Anche il City rallenta e la Juve sfiora il colpaccio con il suo numero 10, ancora su punizione, a pochi minuti dal termine: traversa e palla che rimbalza sulla linea prima di uscire. Sissoko al 90' con un destro fa gridare al gol ma il tiro esce a lato di poco. Finisce dopo tre minuti di recupero, la Juve torna a casa consapevole di non essere ancora tornata grande, ma di avere il carattere per farlo.

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