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Perisic, centrocampista rivelazione del Bruges

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ROMA, 30 settembre - La sua crescita è ancora in una fase intermedia, per questo motivo ha costi di mercato piuttosto contenuti (meno di due milioni di euro) e sta attirando l'attenzione di club come l'Ajax e il Psv Eindhoven, sempre a caccia dell'investimento e della plusvalenza: Ivan Perisic ha potenzialità importanti e si prepara a dare un indirizzo definitivo alla sua carriera. Ha ventuno anni, è un centrocampista croato dalle caratteristiche offensive e si sta mettendo in luce nel campionato belga con la maglia del Bruges: gioca a ridosso degli attaccanti in un 4-3-1-2, è un fantasista, inventa passaggi filtranti e lanci da applausi, ma si inserisce anche in area di rigore e segna con la regolarità di una punta. Ecco la sua principale diversità: rifinisce l’azione e in alcuni casi cerca la porta con la forza e l’istinto di un centravanti, saltando di testa o provando la conclusione in acrobazia. E’ una minaccia costante proprio per la sua capacità di cambiare ruolo e maschera all'improvviso, sfruttando gli scatti e la rapidità.


Perisic ha un tocco morbido, vellutato, regala ricami e sostanza: colpisce per la padronanza tecnica, per la qualità delle sue intuizioni, per l’abilità nel dribbling. Supera l’uomo in dribbling e guadagna centimetri decisivi. Nove gol nello scorso torneo, in trentatré partite: tre reti in questa prima parte della nuova stagione (una doppietta al St. Truiden e un’altra perla contro il Charleroi), oltre a tre assist (nelle sfide con Germinal Beerschot, Eupen e Charleroi).


E’ nato a Spalato il 2 febbraio del 1989 e ha iniziato a farsi largo nelle giovanili dell’Hajduk. E’ alto un metro e 87 per un peso di 79 chili. In Croazia è considerato un talento che può ripetere la scalata di Robert Prosinecki, ex trequartista del Real Madrid e del Barcellona, medaglia di bronzo al Mondiale del 1998 in Francia con la nazionale di Miroslav Blazevic. Ma la stampa di Spalato lo ha spesso paragonato anche a un’altra mezzala di talento, sempre fra i protagonisti di quella magica avventura di dodici anni fa, conclusa con la vittoria (2-1) nella finale per il terzo posto contro l’Olanda di Dennis Bergkamp e Clarence Seedorf: per i giornalisti del suo Paese, Perisic somiglia a quel giramondo di Aljosa Asanovic, stesso ruolo, sessantadue gare e quattro gol con la Croazia, lanciato dall’Hajduk e passato poi al Metz, al Cannes, al Montpellier, al Valladolid, al Derby County, al Napoli (1997-98, 15 presenze), al Panathinaikos, all’Austria Vienna e al Sydney United.


Adrie Koster, l’allenatore olandese del Bruges, arrivato in Belgio dopo un’esperienza sulla panchina dell’Ajax, ha messo Perisic al centro del suo progetto: gli ha affidato il timone della squadra nera-blu. E’ il croato a colorare la manovra e a imporre i ritmi: un copione che riesce a interpretare con sicurezza, senza viaggiare a corrente alternata e senza commettere peccati di gioventù. Prove di maturità che hanno consentito a Perisic di diventare il perno più influente del Bruges, che lo aveva scoperto e acquistato nel giugno del 2009 per 250.000 euro. Nello spazio di sei mesi, giocando da gennaio del 2009 in prestito nel Roeselare (serie A belga, 17 partite e 5 gol), aveva richiamato l’attenzione dei nuovi dirigenti. Ma il centrocampista croato aveva già lasciato l’Hajduk nel 2007. E prima di volare in Belgio era stato tesserato dal Sochaux, che in quell’anno - sotto la guida del tecnico Alain Perrin - aveva appena conquistato la Coppa di Francia. Ancora diciottenne, Perisic aveva scelto il Sochaux rinunciando alle offerte dell’Anderlecht e dell’Amburgo: in Francia, però, era stato aggregato alla formazione B e non aveva esordito in Ligue 1.


A maggio ha prolungato di altri tre anni il contratto con il Bruges, che l’ha blindato così fino al 2015. Maglia numero 44, Perisic ha fatto parte delle nazionali under 17 e 18 della Croazia, così come ha patecipato alle qualificazioni per l’Europeo under 21 del 2011, realizzando anche due gol. Perisic è un destro, ma in alcune partite è stato utilizzato sulla fascia sinistra: posizione che gli permette di accentrarsi e di arrivare al tiro con il piede preferito.


Gioca nel Bruges da poco più di un anno: una partenza spigliata e una brillante ascesa. Nel 2009-10 aveva segnato nove gol in campionato (contro il Genk, il Westerlo, il Roeselare, il Kortrijk, ancora il Westerlo, il Germinal Beerschot, più una doppietta nei play-off al Korteijk e un altro centro al Gand) e quattro reti in Europa League (due al Tolosa e due al Partizan Belgrado). Nello scorso torneo aveva contribuito al terzo posto del Bruges nella Jupiler League, ma Perisic si era già distinto nel Roeselare, allenato all’epoca sempre da un altro olandese, Dennis Van Wijk.


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