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Zarate: «Obiettivi Lazio? Ce la giochiamo con tutti»

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ROMA, 29 settembre - Mauro Zarate è diventato una sorta di oggetto misterioso per la Lazio. Il giocatore che due anni fa aveva fatto impazzire i tifosi biancocelesti adesso è in una sorta di limbo. Dopo un’annata più che deludente, il talento argentino ha cominciato questa terza stagione a Formello circondato da molto scetticismo. Edy Reja, dal canto suo, non gli ha dato moltissimo spazio. Ma quando gliel’ha concesso, come domenica a Verona col Chievo, è stato ripagato con il gol della vittoria. E proprio da qui Zarate vuole ripartire: «Sono contento - dice - perché il gol mi mancava da tanto tempo. E poi è servito per prendere 3 punti a Verona dove non è facile per nessuno».


La curiosità più grande, però, riguarda la netta involuzione che Zarate ha avuto nel suo secondo campionato alla Lazio: «Ho fatto il primo anno molto bene - ammette - ma il secondo è stato “malo” (lo dice in spagnolo, ndr). Quest’anno dobbiamo aspettare di vedere che cosa succede». Quando gli viene chiesto se si senta aiutato dalla squadra per uscire dalla crisi (se di crisi si può parlare), Zarate fa sfoggio di umiltà: «Penso che non devono aiutarmi. Io devo aiutare la squadra come tutti gli altri».


L’argentino, poi, nega di avere cambiato modo di giocare. «Penso di no - scherza -. È vero che prima non passavo mai la palla, ma pure adesso non lo passo mai. Il problema è che il secondo anno facevo le stesse giocate del primo con la differenza che andavano fuori. Sono la stessa persona e cerco di fare lo stesse cose. Dite che rinuncio al dribbling perché ho l’ossessione di passare la palla ai compagni? Può essere, ma è una questione di fiducia: il primo anno puntavo chiunque e sapevo che lo saltavo. Quest’anno mi sento bene e ho fatto la preparazione bene, mentre il secondo anno l’ho finito che stavo male».


Zarate parla poi degli obiettivi della Lazio: «Non abbiamo un obiettivo, dobbiamo giocare partita dopo partita. Adesso abbiamo il Brescia. Dobbiamo fare bene. Una cosa è certa: possiamo giocarcela alla pari con tutti».


L'attaccante argentino non ha nessuna intenzione di lasciare la Lazio: «Dopo l’anno che ho passato - spiega - era difficile partire ed era anche difficile per la Lazio vendermi. Se un giorno lascerò questa squadra sarà soltanto perché lo avrà deciso la dirigenza di fronte a un’offerta importante»


Infine, un breve cenno a una possibile convocazione da parte del ct azzurro Cesare Prandelli: «L’Italia ha tanti attaccanti. A me farebbe piacere giocare con la nazionale argentina». 

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