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La Commissione disiplinare della Campania riscrive le regole del calcio a colpi di delibere. Continuano le brutte figure.

Dal sito Calcionqapoletano.it

Ci risiamo. La commissione disciplinare ne combina un’altra e questa volta neanche il “campo” è riuscito a mettere le cose a posto. Se il “caso” del reclamo della Sanità potrà essere dai più dimenticato perché, alla fine, la dea Eupalla ha messo tutto a posto e la società partenopea è approdata sul campo nella categoria superiore, in eccellenza, non così sarà per il nuovo incredibile e assolutamente screditante caso che pone nuovamente seri dubbi sulla commissione ed, inevitabilmente, sul Comitato Figc Campania.

Questa volta Calcionapoletano ha preferito lasciar parlare prima il rettangolo verde, evitando di aggiungere pressione ad una partita, quella tra Acciaroli e Club Battipaglia che non si sarebbe dovuta giocare. A farne le spese sono, come sempre, le persone perbene, chi sempre è rispettoso delle regole, chi crede di essere uguale tra eguali.

I fatti sono molto più semplici e, di conseguenza, ancor più “raccapriccianti” di quelli riguardanti il caso “Sanità-Anacapri”. Protagonista indiscussa è nuovamente la Commissione Disciplinare Territoriale che, dopo aver riscritto il significato della locuzione “Causa di forza maggiore”, riscrive il diritto sportivo annullando l’efficacia di quelle “inutili” procedure quali tesseramento e consegna liste dirigenti.

Per dirla alla Totò: “O fatto è questo, statemi a sentire”.

IL RICORSO - La società Club Battipaglia, militante in Prima Categoria, presenta un ricorso per la gara Polisportiva Ascea Onlus-Club Battipaglia terminata con il risultato di 2 a 2 giocata il 24 Aprile 2010. Motivo del ricorso? Semplice, il Club Battipaglia asserisce che diversi giocatori e l’assistente di parte, tale Pasqualino Gaeta, non sono tesserati per l’Ascea. Ebbene, il Giudice Sportivo Territoriale, con delibera pubblicata il 20 Maggio sul Comunicato Ufficiale del Comitato Regionale Campania, appurato che i calciatori tirati in ballo risultavano regolarmente tesserati in data anteriore alla gara in oggetto scopre anche che il sig. Gaeta non risulta censito a favore della società Ascea. Ragion per cui applica, così come diritto sportivo vuole, l’art. 17, comma 5 lettera B del Codice di Giustizia Sportivo (La punizione sportiva della perdita della gara è inflitta alla società che utilizza quali assistenti dell’arbitro soggetti squalificati, inibiti o che comunque non abbiano titolo) e commuta il risultato della gara in partita persa a tavolino per l’Ascea e, quindi, tre punti in classifica al Club Battipaglia. L’Ascea ricorrerà alla Commissione Disciplinare Territoriale.

IL CAMPIONATO CONTINUA -  Il torneo di Prima Categoria va avanti ed il Club Battipaglia continua la sua corsa in testa alla classifica tampinata da vicino dall’Acciaroli, unica vera antagonista dei salernitani insieme alla Real Agropoli. Il 27 maggio attraverso il Comunicato Ufficiale n°111 il C.R. Campania omologa i risultati delll’ultimo turno di campionato. Il Club Battipaglia festeggia l’approdo in Promozione chiudendo un annata strepitosa per le squadre di Battipaglia (Battipagliese promossa in Serie D, Baratta Battipaglia promossa in Eccellenza e Club Battipaglia promosso in Promozione). Con 74 punti il Club Battipaglia taglia il nastro davanti all’Acciaroli a 72 e Real Agropoli a 67; chiude invece con 32 punti e l’undicesimo posto l’Ascea.

IL RICORSO DELL’ASCEA – La palla passa alla Commissione Disciplinare Territoriale, secondo grado di giudizio, che scrive una sentenza, pubblicata nel Comunicato Ufficiale del C.R. Campania del 4 Giugno 2010, che equivale ad un aberrazione giuridica. Da premettere che lo studio che difende il Club Battipaglia è quello dell’avvocato Chiacchio (non certo l’ultimo arrivato in quanto a diritto sportivo). La Commissione ribalta quanto disposto dal Giudice Sportivo applicando il criterio “sostanziale” e non quello formale. La Commissione appura che il sig. Gaeta non risulta indicato nella iscrizione al campionato regionale di Prima Categoria 2009/2010 dell’Ascea (così come sostenuto dal Club Battipaglia) ma che lo stesso risulta indicato su un modello (appare il suo nome e la sua firma in fondo al documento quasi come a voler indicare un'aggiunta all'ultimo momento fra l'altro, come dichiaratoci dal presidente del Club Battipaglia, con una penna di colore diverso rispetto ai precedenti nominativi) protocollato al Comitato Regionale Campania ed in uso presso questi allegato all’iscrizione della medesima società anche al campionato di Terza Categoria, girone E, come squadra di riserva.

A far da cornice al tutto la lesione del diritto di difesa del Club Battipaglia impossibilitato a preparare le proprie controdeduzioni poiché il ricorso inviato alla società era mancante degli allegati (così come facilmente evidenziabile dal costo della raccomandata e quindi dal peso della busta contenente il ricorso).

CAMBIA IL RISULTATO SPORTIVO – La delibera della Commissione Disciplinare Territoriale incide pesantemente sul risultato finale. I due punti tolti al Club Battipaglia fanno chiudere così la classifica: Club Battipaglia 72, Acciaroli 72. Si deve giocare lo spareggio per decidere la squadra che il prossimo anno giocherà in Promozione.

NON C’E’ IL LIETO FINE – Questa volta il campo non restituisce il mal tolto così come per il caso che ha coinvolto la società partenopea della Sanità. L’Acciaroli vince 1 a 0 e festeggia il salto di categoria. Al Club Battipaglia resta la rabbia e la disperazione per essere stata vittima di un illecito sportivo avallato dal Comitato Regionale attraverso la delibera della Commissione Disciplinare Territoriale.

DUBBI E DOMANDE – Impossibile non chiedersi cosa sta succedendo al Comitato Regionale Campania; cosa accade ad una Commissione Disciplinare Territoriale che con due sentenze si erge a protagonista ed unico giudice capace di decretare la vita e la morte, sportiva ovviamente, di un club. Così si disperdono passione ed entusiasmo ed è lecito chiedersi perché un presidente di calcio dovrebbe investire il suo tempio e le sue risorse in uno sport che sempre più appare “truccato”. A cosa servono, a questo punto, i tesseramenti e la consegna delle liste dei dirigenti a inizio anno? Con l’ultima delibera la domanda è tutt’altro che banale.

IL NOSTRO IMPEGNO – Se fino ad oggi qualcuno a creduto di poter fare il bello e cattivo tempo, di guidare la carrozza portandola dove preferiva, a costoro avvertiamo che quei tempi sono finiti. Noi non siamo al soldo di nessuno, non siamo sul mercato e quindi non siamo acquistabili. Di personaggi così ce ne sono schiere e schiere che riempiono giornali e televisioni. Fino a quando ci saremo, continueremo per ridare dignità a questo sport ed ai migliaia di tifosi che lo seguono indicibili sacrifici.

Fonte: 

Calcionapoletano.it

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