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MONDIALI, IL MINISTRO RONCHI: "E' ABETE IL VERO RESPONSABILE"

Dopo Calderoli, anche il ministro delle Politiche comunitarie critica e chiede "un passo indietro dei vertici delle istituzioni del calcio"

Roma, 26 giugno 2010 - "È ora che molta gente si faccia da parte. Perchè non cambiare i vertici significa non cambiare filosofia e Abete non può far finta di non essere lui il vero responsabile di questo disastro": è l'attacco di Andrea Ronchi, ministro delle Politiche Comunitarie, commentando il ‘flop’ dell’Italia ai Mondiali di Sudafrica 2010. "Un passo indietro dei vertici delle istituzioni del calcio lo ritengo indispensabile e eticamente doveroso", dice evidenziando la necessità di cambiamenti radicali nel governo del calcio.


"È scandaloso -prosegue Ronchi facendo riferimento al panorama nazionale- ciò che sta accadendo ed è scandaloso anche il comportamento dei presidenti delle squadre di calcio, questa esterofilia da accatto che ha imbastardito lo sport più bello del mondo e ha portato ad avere una squadra italiana che non è italiana.
Ci sono tanti giovani impossibilitati ad esprimere potenzialità per favorire scarti stranieri rispetto a valori italiani. Qualcuno mi spiegherà tanti passaggi economici su calciatori stranieri perchè di campioni ce ne sono pochi, di brocchi tanti e di soldi tantissimi".


"Abete, invece di ammettere come un politico di serie B le proprie colpe pensando alla poltrona, deve riflettere su quante sono state le dimenticanze, quanti gli errori e quanti i silenzi rispetto all’invasione di giocatori stranieri di pessima qualità che hanno certamente impoverito il calcio italiano, impedendo a giovani di talento di giocarsi le proprie carte. Gli italiani -dice ancora Ronchi- devono avere la possibilità fin dalle serie minori di potere esprimere le proprie qualità e non entrare in concorrenza sleale soltanto perchè il nome non è italiano".

A chi punta il dito contro il ct Marcello Lippi per l’esito disastroso della spedizione in Sudafrica, Ronchi replica: "La colpa non è di Lippi che aveva un suo schema ed è stato coerente. La colpa è di chi ha consentito di perseguire una strategia sbagliata. La colpa è di chi a un mese dal Mondiale ha scelto un nuovo allenatore, la colpa è di chi nel calcio italiano come nello sport in genere non tutela gli italiani limitando l’influsso, come i fatti dimostrano nella maggior parte dei casi assolutamente ininfluente, di stranieri".


Il ministro fa notare che "il presidente del Coni, Gianni Petrucci, aveva richiamato tempo fa giustamente all’esigenza di tutelare i vivai italiani. È stato lasciato solo. Infine -conclude tornando al calcio giocato-, se la squadra campione d’Italia e vincitrice della coppa dei Campioni non ha un italiano nella formazione non possiamo lamentarci se la nazionale ha il peggior risultato della sua storia".

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