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Birsa, il fantasista sloveno che ha stregato la Francia

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ROMA, 26 giugno - Nell’Auxerre ha scelto la maglia numero 9, ma Valter Birsa non è un centravanti: gli piace giocare sulla trequarti, alle spalle delle punte, per sfruttare la sua creatività, i suoi passaggi filtranti, i suoi lanci in profondità, il suo tiro da fuori area, un sinistro vellutato e potente. E’ un fantasista che illumina la manovra e fa cambiare ritmo alla squadra, mettendosi comunque al servizio dei compagni: è elegante, ha l’inventiva di un rifinitore e la saggezza di un playmaker. E’ mancino, ha un tocco morbido, accelera e serve l’attaccante. Ha classe, però non è anarchico e dispersivo. Con la Slovenia, durante il Mondiale in Sudafrica, ha cercato di catturare le attenzioni dei grandi club e ha segnato un gol contro gli Stati Uniti, partita terminata 2-2. E’ arrivato in Francia nel 2006, dopo essere stato eletto miglior giocatore del suo Paese: a scoprirlo era stato il Sochaux, che lo aveva acquistato in cambio di un milione e trecentomila euro. Nel giugno del 2009, storia di un anno fa, al termine di sei mesi di prestito, l’Auxerre ha deciso di riscattarlo versando al Sochaux gli stessi soldi che aveva speso.


Birsa è una mezzapunta che offre diverse soluzioni tattiche ai suoi allenatori: può giostrare nel ruolo di trequartista classico, in un 4-3-1-2, ma può anche partire in una linea a cinque di centrocampo, con la libertà di inserirsi, di allungare il passo e di assistere il lavoro degli attaccanti. Ha ventitré anni, l’età giusta per tentare il salto di qualità: ha un contratto che scade nell’estate del 2011 e finora non ha avuto colloqui con l’Auxerre per prolungarlo. In passato era stato seguito dal Napoli, dal Palermo e dalla Lazio. Il Mondiale gli ha permesso di guadagnarsi un po’ di vetrina, dopo una stagione e mezza di buon livello nell’Auxerre: in Ligue 1, nel 2009-10, ha totalizzato trentacinque presenze e ha realizzato tre gol contro il Bordeaux, il Nancy e il Saint Etienne. Il tecnico Jean Fernandez l’ha schierato quasi sempre dietro le punte o a centrocampo, fra due mediani e due esterni. Ma alcune volte, nel tentativo di sfruttare il dribbling dello sloveno, l’ha spostato sulla fascia sinistra: Birsa ha sempre garantito un rendimento elevato e ha contribuito, nell’ultima stagione, al quinto posto in campionato dell’Auxerre e alla qualificazione in Europa League. La squadra di Fernandes è sempre piaciuta per la sua organizzazione di gioco e i grandi equlibri fra reparti: ha chiuso il torneo con la difesa meno battuta (28 reti).


Valter Birsa è nato il 7 agosto 1986 a Sempeter Pri Gorici. E’ un centrocampista brillante, dalla muscolatura potente: è alto un metro e 84 per un peso di 79 chili, ha una predisposizione alla fase offensiva, ma aiuta gli altri centrocampisti in copertura. Ha cominciato la carriera da bambino, a cinque anni: il suo primo club è stato il Bilje, che porta il nome di un piccolo paese vicino a Nova Gorica. Più avanti è entrato nel settore giovanile del Primorjie e in seguito è stato tesserato dalla ND Gorica, che all’età di diciassette anni l’ha lanciato nel professionismo: sessantuno partite, ventisei gol e il passaggio al Sochaux. Prima di accordarsi con la società francese, Birsa aveva respinto un’offerta del Psv Eindhoven.


Nel 2004 era già uno dei leader dell’Under 21 e due anni più tardi è stato eletto come il talento più promettente del suo Paese. E’ diventato anche il più giovane giocatore nella storia della Slovenia, debuttando il 28 febbraio 2006 contro Cipro, sfida vinta per 1-0. In carriera, finora, ha conquistato tre trofei: ha infilato in bacheca due scudetti con la ND Gorica nel 2005 e nel 2006. Ma anche in Francia è riuscito a scrivere il suo nome in un albo d’oro, aggiudicandosi la Coppa nazionale, dopo aver battuto in finale nel 2007 - ai calci di rigore, 5-4 - l’Olympique Marsiglia. L’allenatore del Sochaux era Alain Perrin, che adesso lavora in Qatar e guida l’Alkhor. Con lui in panchina, lo sloveno è stato subito promosso nel blocco dei titolari: trentuno presenze e tre gol in campionato.


Birsa si è guadagnato stima e credibilità in Francia. E nello scorso mese di dicembre è stato protagonista di un grande gesto di fair play. Durante la 19ª giornata di campionato, in occasione della gara con il Marsiglia, ha convinto l’arbitro Philippe Malige a non espellere un suo avversario, Bakary Kone. Le parole di Birsa hanno spinto il direttore di gara, che aveva già tirato fuori il cartellino rosso, a fare retromarcia. Malige era convinto che Birsa fosse stato colpito da una gomitata. Una bella lezione di sportività.



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