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EURO BEACH SOCCER CUP ROMA 2010 RUGGITO ITALIA, BATTE LA SPAGNA E SALE SUL PODIO

Eroica , generosa la squadra di Magrini, la spunta sulle furie rosse per 5- 4 e riscatta l'ultimo posto del 2009. Trionfo della Russia che dopo la vittoria nell’Euroleague alza per la prima volta il trofeo Eurocup

Roma, 6 giugno 2010 – La notte è dolce per la Russia, che alza al cielo di Roma il trofeo che vale Eurocup 2010, al termine di una palpitante quanto equilibrata sfida contro il Portogallo. I russi alzano per la prima volta il trofeo grazie a una gara fisica e tatticamente ineccepibile, 6 – 4 il risultato finale impreziosito dalla sfida personale russo lusitana Makarov - Madjer autori entrambi di due reti pesanti. Il portoghese può consolarsi con il titolo di capocannoniere ma la coppa va al team russo dimostratosi un gruppo compatto e equilibrato in ogni elemento. Calato il sipario sulla competizione europea si spalancano le quinte della stagione italiana del beach soccer. Il Beach Village del Circo Massimo infatti non chiude i battenti. L'appuntamento con la musica, i colori ed il divertimento degli sport di spiaggia proseguirà sino al 20 di giugno. A partire da giovedì 10 giugno la beach arena, incastrata nelle splendide vestigia della Città Eterna, ospiterà la Coppa Italia Enel di beach soccer e vedrà in campo le squadre che animeranno il campionato di Serie A organizzato dalla Figc-Lega Nazionale Dilettanti. Roma ha vinto la scommessa con il beach soccer, grazie al sostegno delle istituzioni ed alla rodata organizzazione di Officina Italiana, il promoter dell'evento che ha accettato l'impegnativa sfida di riportare nella Capitale l'appuntamento di Eurocup per il secondo anno consecutivo. La curiosità per il football da spiaggia ha fatto in modo che, di giorno in giorno, sempre più spettatori si affacciassero agli stand del villaggio per poi seguire le gesta dei migliori beachers europei impegnati nel trofeo messo in palio dalla Lega europea (EBSL). L'emozione di Eurocup proseguirà in televisione sino a mercoledì. Su Raisport, ogni giorno dalle 14.45, due gare della competizione europea con i match di quarti, semifinali e finali. L’Italia del beach soccer ha centrato il terzo posto, battendo per 5 – 4 una Spagna convincente. Gli azzurri salgono così sul podio dell’Eurocup eguagliando il miglior risultato di sempre nella competizione (2004 e 2006). Una vittoria che cresce di valore guardando lo spessore e la caratura di un avversario che ha già messo in bacheca le ultime due edizioni del trofeo. Che sia su un manto erboso o su un lembo di spiaggia, la sfida tra gli azzurri e le "furie rosse" ha sempre il sapore del grande calcio, tecnico, spettacolare e agonistico. Quando si affrontano due squadre del calibro di Italia e Spagna, due scuole di calcio simili eppure diverse, la differenza a volte la fanno gli episodi, un rimbalzo imprevisto sulla sabbia può cambiare l’inerzia della gara. Così la due reti-capolavoro di Pasquali scuotono il match e mettono la ceralacca su una partita ricca di colpi di scena. Italia brava a non far sentire l’assenza del contributo di Carotenuto fin qui strepitoso nel suo repertorio, sforbiciate spettacolari e reti strappate con i denti grazie ad un’ostinazione fuori dal comune. Palmacci dopo aver segnato tre reti lascia il palcoscenico a Leghissa, Pastore e Platania che mettono lo zampino in questa sfida, confermando la forza di un gruppo completo. Anche il reparto difensivo fa il suo con le maglie ben strette per non far sfuggire gli avversari. 
La passione della gente fa il resto, il caloroso pubblico di Roma affluito in massa in uno stadio che trabocca di entusiasmo sostiene l’Italia in ogni momento del match, ruggendo quando gli azzurri gonfiano la rete alle spalle del portiere avversario e sostenendo a gran voce i protagonisti quando la gara scorre sul filo del rasoio. Rispetto alle precedenti gare con l’Ungheria e il Portogallo stavolta gli azzurri non accusano cali di concentrazione rimanendo dentro il match dal primo all’ultimo istante. Una vittoria che aumenta l’autostima del gruppo azzurro che ha iniziato questa stagione in modo incoraggiante, secondo posto nella tappa moscovita dell’Euroleague ed ora questo terzo posto nell’Eurocup dei centurioni che eguaglia il miglior piazzamento azzurro già colto tre volte nella storia della competizione. Il ct Magrini l’aveva detto alla vigilia del match di avere sensazioni ottime, di vedere i suoi giocatori in palla, carichi al punto giusto, lucidi nella testa e reattivi nelle gambe nonostante la cocente delusione del precedente ko :”Questo gruppo è forte, siamo arrivati a questa competizione in forma perfetta e solo una partita rocambolesca come quella con il Portogallo poteva fermarci. La vittoria con un avversario del calibro della Spagna dimostra che siamo in salute. Siamo in crescita, pronti per affrontare la stagione. Dedichiamo la vittoria allo splendido pubblico di Roma che ci ha sostenuto dal primo all’ultimo minuto”. Parole che trovano riscontro nel pensiero di Alberto Mambelli, capo della delegazione italiana e vicario della LND. “La vittoria contro una grande Spagna non fa che aumentare il rammarico per la sconfitta maturata contro il Portogallo e causata da diversi fattori: nostre disattenzioni ed alcune sviste arbitrali. Sono convinto però che siamo stati all'altezza dei primi sia dentro che fuori dal campo, perchè Roma ha testimoniato affetto, calore e professionalità nell'organizzazione candidandosi come location ideale per la Fifa World Cup”. Nel pomeriggio sono andate in scena le altre gare, valide per l'assegnazione dal quinto all'ottavo posto. I vicecampioni del mondo della Svizzera devono accontentarsi della quinta posizione conquistata ai danni di una buona Polonia, compagine capace di lasciare un ottimo ricordo nel pubblico capitolino, entusiasmato dalle acrobazie di Saganowski. La Svizzera spadroneggia in campo rendendo la calda sabbia romana ancora più ardente per i polacchi, costretti a rincorre il pallone per due terzi del match e ancora provati dall’epica quanto faticosa rimonta di ieri ai danni della Francia. Dopo i primi due tempi la situazione è di 5-2 a favore degli elvetici capeggiati da uno Stankovic immarcabile. La squadra di Polakowski ritrova lo smalto perduto nella terza ed ultima frazione, firmando un parziale di 3-1 che non basta a pareggiare i conti e ad evitare il meritato successo dei rossocrociati. La Francia evita invece l’umiliazione dell’ultimo posto battendo per 7-5 l’Ungheria del Ct italiano De Celis. I galletti hanno meritato la vittoria, in quanto sono sempre stati in vantaggio: la selezione di Cantona, priva dello squalificato Basquaise, uno dei migliori giocatori, chiude la prima frazione di gioco in vantaggio per 2-1, grazie a Fayos e Sciortino. Nel secondo tempo va due volte in rete con Francois e Machach (splendida la sua acrobazia), ma Abel e Fekete riportano sotto i magiari. Nel finale Francois sigla la rete del 5-3. Nell’ultima frazione di gioco l’Ungheria vede il pareggio con la doppietta di Fekete e i galletti devono giocare 2’ in quattro per il rosso ad El Mahrouk. Ma proprio in inferiorità numerica la Francia va in gol con Francois, chiudendo la gara sul definitivo 7-5.


Beach Soccer Village - Al Circo Massimo, lo spettacolo non si è limitato al solo sport giocato. All'interno e all'esterno della Beach Arena sono stati numerosi i motivi d’interesse, a cominciare dall'animazione curata dal nuovo partner della Figc-Lega Nazionale Dilettanti Eden Viaggi. Il tour operator italiano ha sposato il progetto del beach soccer italiano e garantirà emozioni con il suo corpo di ballo tra il campo e il villaggio commerciale, colorato e divertente come da tradizione, anche durante la Coppa Italia Enel e nelle tappe della Serie A 2010. All'interno dell'Area Fun del Circo Massimo, oltre all'esposizione della vettura ufficiale 2010 Dacia Duster, ha trovato posto il coloratissimo stand Crocs (sponsor BSWW). Così come le performance di body painting targate Pepsi (Lipton e Gatorade). Hanno trovato posto nel villaggio romano anche Mc Donalds, Colline Romane e la birra Heineken (gruppo Bernabei). La regia dell’intrattenimento è stata affidata alla voce del campionato italiano ormai da tre stagioni, il DJ Francesco Pasquali, mentre la musica è stata quella di Radio Kiss Kiss. Le aziende che hanno supportano questa iniziativa però non finiscono qui: l'area Vip Ospitality è stata brandizzata Enel (main partner), mentre si sono confermati media ufficiali dell'evento i quotidiani sportivi Tuttosport e Corriere dello Sport-Stadio. Infine ad Acqua Dolomia è stato affidato il compito di dissetare gli atleti e gli spettatori del Beach Village.


Le gare


ITALIA - SPAGNA 5-4 (1-1, 4-1, 0-2)

Italia: Spada, Del Mestre, Leghissa, Platania, Pastore, Feudi, Pasquali, Corosiniti, Palmacci. CT: Magrini.

Spagna: Roberto Valeiro, Miguel Beiro, Cristian, Juanma, Nico, Kuman, Javi Torres, Amarelle, Pajòn, Xan. CT: Alonso

Arbitri: Frazao (Por) e Acker (Tur)

Marcatori: al 7’pt Leghissa (I), 8’pt Javi (S); al 5’ st Platania (I); al 5’st Pasquali (I), al 6’st Pasquali, al 10’ st Javi , all’ 11’ st Pastore; al 1’ tt Nico (S), al 9’ tt Nico (S)Note – (squalificato Carotenuto)

Ammoniti: Pasquali

Italia subito pericolosa con Pasquali che smista un pallone per Palmacci ma il portiere iberico salva alla disperata. Ancora il capitano sforna un assist delizioso per Feudi che di destro sfiora la traversa. Gli azzurri tentano di rompere l’equilibrio della partita e ci riescono con Leghissa che senza pensarci su fa partire un bolide che s’insacca alla sinistra di Valeiro. La Spagna risponde subito con Javi bravo a coordinarsi per un tiro imparabile, è pari spagnolo. Pasquali non ci sta e solo un intervento disperato di un difensore iberico evita il vantaggio azzurro. Fase concitata della partita che sembra non avere un padrone certo. La prima frazione si chiude con due interventi miracolosi di Del Mestre.Il secondo tempo si apre con Javi che di testa colpisce il palo alla sinistra di Del Mestre, risponde Pasquali che in scivolata sfiora il montante. La gara scorre sul filo dell’equilibrio, basta un mucchio di sabbia, uno spunto personale e l’inerzia della gara cambia. Al 4’ tegola per la Spagna che perde il bomber Amarelle per infortunio. Ne approfitta l’Italia che si porta in vantaggio con Platania autore di un sinistro velenoso che trova la deviazione fortuita di Pajon. L’Italia martella il ferro caldo e Pasquali sfodera un gol dei suoi tutto acrobazia e potenza per il 3 – 1 azzurro. Italia scatenata ancora con capitan Pasquali che approfitta di un incertezza avversaria, s’ incunea in area e appoggia preciso alla sinistra di Valeiro. Se avanti si fa faville dietro Del Mestre chiude la saracinesca ben tre volte in un minuto. L’Italia non si ferma, Palmacci scalda le mani all’estremo difensore avversario con un destro al fulmicotone. Quando sembra che la squadra di Magrini sia in controllo totale della partita Javi sfrutta una distrazione della retroguardia per segnare il secondo gol iberico. Ma è solo un episodio, Pastore rimette tutto a posto con un tiro potente che s’infila all’incrocio dei pali, Italia ancora avanti di tre lunghezze. Non succede più nulla, si chiude qui il secondo tempo. Inizia l’ultimo periodo, non passa nemmeno un giro di orologio che le furie rosse accorciano la distanza con una conclusione improvvisa di Nico che coglie di sorpresa Del Mestre. Questo è il momento chiave della gara, l’Italia deve rintuzzare gli assalti spagnoli che tentano di raddrizzare la partita. Javi compie una rovesciata stilisticamente perfetta che si ferma sul palo, Pasquali sfodera un gesto altrettanto spettacolare ma trova i guantoni del portiere iberico. La Spagna non si arrende e Nico liberatosi bene batte Del Mestre con un tiro potente e preciso, ora le furie rosse fanno sentire il fiato sul collo ai nostri. Ormai le gambe stanche e la testa annebbiata hanno la meglio sulla tattica, tanti i capovolgimenti di fronte ma il gruppo azzurro non molla e riesce a tenere a distanza di sicurezza la Spagna fino al fischio finale. Esplode il Circo Massimo, l’Italia sale sul podio scalzando i detentori del Trofeo.

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RUSSIA – PORTOGALLO 4-6 (2-2, 1-2, 1-2)

Russia: Bukhlitskiy, Gorchinskiy, Makarov, Krasheninnikov, Shishin, Shkarin, Leonov, Shakhmelyan, Eremeev, Ippolitov. CT: Lickhachev

Portogallo: Coimbra, Jordan, Marco, Alan, Madjer, Belchior, Bilro, Graca, Novo, Joao Carlos. CT: Mateus.

Arbitri: Cascone (Ita) e Zimmermann (Sui)

Marcatori: nel pt 5' Belchior (P), 6' Shishin (R), 7' Gorchinsky (R), 7' Marco (P). Nel st 1' Madjer (P), 3' Eremeev (R), 7' Leonov (R). Nel tt 2' Makarov (R), 8' Makarov (R), 12' Madjer (P).

Note: ammoniti Leonov (R), Novo (P), Shakhmelyan (R), Belchior (P).

E' la Russia a conquistare l'Eurocup 2010, battendo in finale il Portogallo. La squadra di Lickhachev, reduce dalla vittoria della tappa di Eurolegue, si era presentata ai nastri di partenza con la nomina della squadra più in forma, pronostico rispettato in pieno per tutte e tre le giornate. Non è un caso che nelle tre sfide i russi siano usciti fuori sempre nel terzo tempo. Inizio subito scoppiettante, con un gran destro di Leonov fuori di un soffio. Risponde dopo 60'' Belchior, con un destro secco da metà campo ma Bukhlitsckiy è attento. Ancora i lusitani in avanti al 3', con Belchior, particolarmente ispirato in questo avvio, che serve Alan ma il destro del Shishin è fori di poco. E' la Russia però ad avere la grande occasione per spezzare l'equilibrio, con il numero 10 che non riesce a mettere dentro una comoda respinta a porta vuota dopo la conclusione di Shishin. Sono però i lusitani ad andare in vantaggio, con una grande rovesciata di Belchior sugli sviluppi di un corner, con 7'41'' ancora da giocare. La Russia però si rimette subito in carreggiata, con Shishin che risponde al collega con una rovesciata paurosa che Graca non può intercettare. Russi che si portano immeditamente avanti con unavrete non spettacolare ma pesante di Gorchinskyi, che firma il 2-1 al 6'. Al 7' si vede Madjer, strepitoso in semifinale contro l'Italia, che spara un sinistro terrificante che fa tremare la traversa russa con la sfera che torna addirittura nell'area di rigore lusitana. La festa per il pareggio è solo rinviata, perchè al 9' Marco con un sinistro potente sotto la traversa raddrizza il risultato: 2-2. Al 10' è ancora il solito Shishin a impegnare severamente Graca, molto bravo sul sinistro dell'avversario anche perchè la sua conclusione era stata deviata da un suo compagno di squadra. Il primo tempo termina senza nessun altra emozione particolare. Nel secondo tempo i ritmi restano alti e il Portogallo passa in vantaggio dopo soli 52'', con Madjer che sigla un calcio di rigore causato da Leonov. La Russia prova a reagire e su azione di calcio d'angolo arriva il pareggio al 3', con Eremeev abile a correggere sotto porta una sponda di Shishin. La finale scorre sul filo dell'equilibrio, con Graca che devia in angolo una conclusione insidiosa di Gorchinsky. Le emozioni rispetto al primo tempo sono minori, anche per via dell'agonismo che le squadre mettono in campo. Così serve un episodio per sbloccare la situazione, che arriva al 7' con Leonov che mette a segno un calcio di rigore assegnato alla Russia per un fallo di mano di Bruno Novo. La squadra di Lickhachev potrebbe anche allungare, ma Eremeev sbaglia la più facile delle conclusioni calciando sul portiere da pochi passi. Graca che è super sulla conclusione di Gorchinsky, tenendo a galla i suoi. In chiusura di tempo ci prova Madjer in rovesciata ma la sfera termina alta. Così i campioni dell'utlima tappa di Euroleague si presentano agli ultimi dodici minuti di gioco sopra di uno. L'ultimo periodo comincia con un sinistro terrificante di Madjer, ma è Makarov a segnare dopo poco meno di due minuti con un destro precisissimo che porta a due le reti di vantaggio della compagine dell'est. La Russia rischia di chiudere definitivamente i giochi al 6', ma Shkarin spreca chiudendo troppo il diagonale sprecando una fantastica sponda di petto di Shakhmelyan. Come nelle precedenti gare, e come aveva confermato la tappa di Mosca di due settimane fa, la compagine biancoblurossa si dimostra la più in forma, mantenendo la lucidità su ogni offensiva avversaria. Ci pensa poi Makarov, con un grande tiro libero da posizione decentrata, a mettere in ghiaccio la prima affermazione russa in questa competizione. C'è ancora posto però per un'altra magia di Madjer, che chiude tra gli applausi del pubblico romano. Ma non basta.

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POLONIA – SVIZZERA 5-6 (0-2, 2-3, 3-1)

Polonia: Slowinski, Widzicki, Wydmuszek, Ziober, Saganowski, Gorecki, Piechnik, Kubiak, Friszemut, Bogacz; All.

Svizzera: Jung, K. Jaeggy, Rodrigues, Leu, Spaccarotella, M. Jaeggy, Stankovic, Meier, Schirinzi, Schmid; All.

Arbitri: Lompart Pou (Soa), Pungitore (Ita)

Marcatori: pt: 2’ Mo (S), 3’ Stankovic (S); st 3’ Stankovic (S), 6’ Rodrigues (S), 8’ K. Jaeggy (S), 9’ aut K. Jaeggy (S), 9’ Kubiak (P); tt: 1’e 7’ Ziober (P), 7’ Stankovic (S), 8’ Saganowski (P),

Ammoniti: pt 3’ Jung (S), st 3’ Widzicki (P), tt 1’ Stankovic (S),11’ Wydmuszek (P),


I vicecampioni del mondo della Svizzera devono accontentarsi del quinto posto conquistato ai danni di una buona Polonia,compagine capace di lasciare un ottimo ricordo nel pubblico capitolino, entusiasmato dalla acrobatiche rovesciate di Saganowski. Parte forte la selezione guidata da Schirinzi. Al 2’ Mo calcia dalla distanza trovando la risposta di pugno di Slowinsky. Pochi secondi dopo, il capitano degli elvetici ci ripriva e al secondo tentativo l’ex Club Catania fa centro sbloccando il risultato. Passa appena un minuto e Stankovic raddoppia con un rasoterra che coglie impreparato Slowinsky. La Polonia accusa la fatica della rimonta compiuta ieri ai danni della Francia, la squadra appare poco e brillante non sembra capace di portare pericoli dalle parti di Jung. E’ ancora la Svizzera ad andare vicino al gol con Stankovic che, in procinto di battere Slowinsky da distanza ravvicinata, viene anticipato in maniera provvidenziale dal tempestivo recupero di Wydmuszek. A un minuto dal riposo è addirittura il portiere elvetico a cogliere la traversa con una parabola a scendere che scavalca Slowinsky. Dopo lo showtime la musica non cambia, gli svizzeri spadroneggiano in campo rendendo la calda sabbia romana ancora più ardente per gli avversari. Al 1’ Stankovic spreca un tiro libero da posizione favorevole, ma al 3’ il gigante di origine serba non sbaglia e porta a tre le reti della propria squadra. Al 4’ finalmente si vede Saganowski che con una bella girata impegna Jung. Ziober e Kubiak, grandi artefici della vittoria di ieri latitano; non sta a guardare invece Rodrigues, che al 6’ firma il poker con un diagonale imparabile. Dalla panchina Polakowsky urla e si sbraccia inutilmente, visto che i suoi incitamenti non sembrano scuotere la squadra. Al’8 arriva anche la cinquina della Svizzera: Kaspar Jaeggy trasforma con un piatto destro di chirurgica precisione un calcio di punizione. Un minuto più tardi va in gol la Polonia, ma fa tutto la Svizzera: è proprio il precedente marcatore “Kaspar” a trafiggere involontariamente il suo portiere con un retropassaggio sbagliato. Il gol dà coraggio alla Polonia che ritrova lo smalto perduto e raddoppia dopo pochi secondi con un calcio di punizione di Kubiak riaprendo parzialmente il match. Il terzo ed ultimo tempo vede la Polonia tornare in partita con Ziober che risolve una mischia in area gonfiando la rete avversaria. In occasione dell’azione del gol, Jung rimane colpito al volto ed è costretto ad abbandonare il campo nella preoccupazione dei presenti. Si riprende a giocare dopo una sosta di qualche minuto, anche se il pensiero di molti è rivolto allo sfortunato numero uno rossocrociato. Da una vittoria apparentemente sicura ad un risultato di nuovo in discussione: al 7’ Ziober spara un esterno destro che buca la rete di Schmid. Ma ci pensa Stankovic, sempre lui, dopo pochi istanti, a ristabilire le distanze con un siluro che abbina potenza e precisione. La Polonia non molla e si riporta sotto con il suo trascinatore “Sagan” e a quattro minuti dalla fine la situazione è di 6-5 per i vicecampioni del mondo. I polacchi ci provano fino all’ultimo ma il risultato non cambia più.

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FRANCIA – UNGHERIA 7-5 (2-1) (3-2) (2-2)

Francia: Hamel, Machach, El Mahrouk, Fayos, Mendy, Francois, Pagis, Sciortino, Mate. Ct: Cantona

Ungheria: Szucs, Forgacs, Abel, Mohacsi, Fekete, Ughy, Vigh, Simonyi, Ficsor, Berkes. Ct: De Celis

Arbitri: Cviklinskis (LTU), Medina (NED)

Marcatori: nel pt al 5’ Fayos (F), al 6’ Abel (U), all’11’ Sciortino (F). Nel st al 4’ Francois rig. (F), al 5’ Machach (F), al 6’ Abel (U), all’8’ Fekete (U), all’11’ Francois (F). Nel tt al 1’ Sciortino (F), al 2’ Fekete (U), al 3’ Fekete (U), al 9’ Francois (F)

Note: ammonito Sciortino (F). Espulso El Mahrouk (F) per un fallo di reazione.

E’ la Francia ad evitare lo smacco dell’ultima posizione, battendo l’Ungheria nell’ultima giornata per 7-5: risultato tutto sommato meritato per la selezione di Cantona, che è sempre stata in avanti. I transalpini sapevano di non avere le doti per essere protagonisti nell’Eurocup, ma non avrebbero meritato l’ultima posizione, finita ai magiari: per il Ct De Celis almeno la soddisfazione di aver messo paura nel primo tempo all’Italia nella giornata d’esordio. La prima occasione della gara è per la Francia al 2’, con uno scambio tra Sciortino e Francois, ma la conclusione di quest’ultimo esce di un soffio. Ancora blues al 3’ con un’azione personale di Mendy che ci prova dalla sinistra, ma non trova lo specchio della porta. Al 5’ i galletti passano in vantaggio: Mate con le mani serve Sciortino sulla sinistra che di testa fa la torre per Fayos, abile in spaccata a battere Szucs. L’Ungheria non ci sta e al 6’ pareggia con Abel, bravo a battere Mate dopo una bella triangolazione con Ughy. La selezione di De Celis ci crede e sfiora il vantaggio per due volte, prima con un tiro dalla distanza di Simonyi, poi con una sventola di Abel che s’infrange sul palo. La Francia ci prova con una punizione di Sciortino, al lato di poco, poi ancora Ungheria con Berkes dalla distanza, ma Mate è bravissimo a mettere in angolo. I magiari si divorano il vantaggio su calcio d’angolo battuto alla perfezione da Fekete, Ughy deve solo appoggiare in rete, ma mette clamorosamente al lato. Gol mangiato, gol subito: all’11’ tiro da metà campo di Francois, Szucs non trattiene e Sciortino in spaccata sigla la rete del 2-1. Nel secondo tempo il primo pericolo lo creano ancora i galletti al calcio d’inizio: Francois alza il pallone per Sciortino che sfiora l’incrocio. Al 2’ è Simonyi a provare la conclusione dalla propria area, palla di poco alta sulla traversa. Al 4’ la Francia ha una grande occasione per portare a due le reti di vantaggio con un calcio di rigore: batte Francois, che non sbaglia. Poker della Francia al 5’: rinvio di Mate e dalla destra Machach in spaccata mette sotto al sette. L’Ungheria al 6’ accorcia le distanze, con la torre di Ughy per Abel che con un gran tiro al volo mette il pallone sotto alla traversa. La Francia prova a riportare a tre le lunghezze di vantaggio con un tiro dalla sinistra di Fayos che scheggia la traversa ed esce. E’ invece l’Ungheria all’8’ a riportarsi sotto e a realizzare il gol del 4-3 con Fekete, che prova la conclusione di sinistro ed è fortunato, perché una duna di sabbia fa impennare il pallone che beffa così Mate. I transalpini non ci stanno e all’11’, nel momento migliore dell’Ungheria, riportano a due le reti del vantaggio con capitan Francois, che finalizza un’azione corale orchestrata da Sciortino e Fayos. Magiari pericolosi a 17’’ dalla fine con Simonyi in acrobazia su fallo laterale, con Mate bravo ad alzare in angolo. La seconda frazione di gioco si chiude sul 5-3 per la Francia. Nel terzo tempo grossa ingenuità al 1’ dell’estremo difensore ungherese Ficsor, che si porta il pallone fuori dall’area: una specie di rigore per Sciortino che mette il pallone all’incrocio alla destra del portiere magiaro. L’Ungheria al 2’ va in rete, portando il risultato sul 6-4: splendida la sforbiciata di Fekete, imprendibile per Mate. Un giro d’orologio e ancora Fekete, il migliore della selezione di De Celis, accorcia ulteriormente le distanze, rubando palla a Francois e scaricando sotto la traversa. Al 5’ bello scambio nei transalpini tra Francois e Machach, con quest’ultimo che anticipa l’uscita di Szucs, ma non trova lo specchio. All’8’ magiari vicinissimi al pareggio sempre con Fekete, che si ritrova a tu per tu con Mate, ma non riesce a superarlo. Francia nei guai al 9’, quando si trova a giocare in inferiorità numerica per 2’ per il rosso ad El Mahrouk (che si era poco prima divorato un gol a tu per tu con Szucs), autore di un brutto fallo di reazione, e invece sono proprio i bleus ad andare a rete poco dopo con Francois, lasciato colpevolmente solo dalla difesa ungherese. E’ una mazzata per l’Ungheria, che non riesce più a reagire ed esce così sconfitta per 7-5.

Domenica 6 giugno - Finali

17:15 Finale 7°/8° posto: Francia - Ungheria 7-5

18:30 Finale 5°/6° posto: Polonia - Svizzera 5-6

19.45 Finale 3°/4° posto: Italia - Spagna 5-4

21:00 Finale 1°/2° posto: Russia – Portogallo 6-4


L'Eurocup in tv (Rasiport)

Lunedì 7 giugno (h 14.45) - Quarti di finale

Portogallo - Svizzera

Italia - Ungheria

Martedì 8 giugno (h 14.45) - Semifinali

Spagna - Russia

Portogallo - Italia

Mercoledì 9 giugno (h 14.45)

Italia - Spagna

Portogallo - Russia



Classifica marcatori

7 reti: Madjer (Portogallo)

6 reti: Carotenuto, Pasquali (Italia), Francois (Francia), Saganowski (Polonia), Stankovic (Svizzera), Javier Torres (Spagna)

5 reti: Makarov (Russia)

3 reti: Palmacci (Italia), Amarelle, Nico (Spagna), Sciortino (Francia), Krashenninikov, Shishin, Ereemev (Russia), Ughy, Fekete (Ungheria), Alan (Portogallo).

2 reti: Coimbra, Marco (Portogallo), Gorchisky, Leonov (Russia), Cristian Torres, Juanma (Spagna), Abel, Fogacs (Ungheria), Rodrigues (Svizzera), Widmuszek, Kubiak, Ziober (Polonia);

1 rete: Spada, Feudi, Leghissa, Platania, Pastore (Italia), Basquaise, Mendy, Fayos, Pagis (Francia), Bogacz (Polonia), Jordan, Belchior (Portogallo), Makarov, Bukhlitsky, Shkarin, Shakhmelyan (Russia), Schirinzi, Spacca, Leu, Mo (Svizzera), Machach (Ungheria).

Albo d'oro

2010 Roma (Italia): Russia 2009 Roma (Italia): Spagna; 2008 Baku (Azerbajgian): Spagna; 2007 Tarragona (Spagna): Ucraina; 2006 Napoli (Italia): Portogallo; 2005 Mosca (Russia): Svizzera; 2004 Lisbona (Portogallo): Portogallo; 2003 Liegi (Belgio): Portogallo; 2002 Barcellona (Spagna): Portogallo; 2001 Maspalomas (Spagna): Portogallo; 1999 Alicante (Spagna): Spagna; 1998 Siracusa (Italia): Portogallo.

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