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Argentina, la guerra dei ct: Basile contro Maradona

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BUENOS AIRES, 11 maggio - Nel giorno in cui Diego Armando Maradona deve comunicare la lista dei 30 pre-convocati per il Mondiale, in Argentina scoppia una polemica durissima tra l’ex e l’attuale commissario tecnico dell’Albiceleste. O, meglio, tra Alfito Basile, figlio dell’ex ct Alfio, e il Pibe de Oro. Secondo Basile jr., Maradona ha cospirato per prendere il posto di suo padre sulla panchina della nazionale: «Ha chiamato i giocatori facendo credere loro che sarebbe presto diventato ct e che li avrebbe tenuti in conto (per le convocazioni, ndr). Questo signore (Maradona, ndr) è andato in Cina per parlare con i calciatori per dire che sarebbe diventato l’allenatore della nazionale. E gli è andata bene. Tutto questo è accaduto durante tutto il torno di qualificazione e non solo prima della partita col Cile (che costò il posto a Basile, ndr). Questa è la storia che tutti conoscono e niente altro conta». Basile jr. ha poi aggiunto che il Pibe de Oro è un allenatore per finta: «A un falso medico, quando va a operare, se lo prendono lo mettono in galera» ha ironizzato.


LA RISPOSTA DI MARADONA - Maradona ha deciso di rispondere con una lettera aperta a queste pesanti accuse: «Non è nel mio stile comunicare via carta - scrive Diego -. Lo sanno tutti, ma in questo caso credo che sia meglio così. Come sapete, il figlio di Alfio Basile, Alfito, ha detto o scritto che io ho cospirato contro suo padre per diventare ct della nazionale. Niente di più lontano dalla verità. Le mie critiche o i miei elogi alla nazionale, sotto qualunque allenatore, sono sempre stati pubblici. E tutto ciò che ho sempre avuto a cuore era che la Selecciòn facesse bene.


Immagino che stiamo parlando dello stesso Basile che io ho riportato a lavorare quando pensava che non avrebbe più allenato. Lo stesso Basile per il quale ho lottato affinché si sistemasse al Boca Juniors, quando mi chiamò quasi in lacrime per una situazione complicata. Lo stesso Basile per il quale ho rifiutato l’offerta di Macri di prendere il suo posto come allenatore (sempre del Boca, ndr).


Diventare ct, che però è un sogno che si è avverato, è un pensiero che non ho mai avuto quando c’era un allenatore in carica. Basile o un altro. Quando me l’hanno offerto, Basile aveva già rinunciato.


Conosco Alfito, un paio di volte ci siamo incrociati, e posso capire che dica queste cose perché gli dispiace che su padre abbia perduto un posto che per tutti coloro che amano il calcio in Argentina è molto importante. Però non posso accettare quello che dice, in nessun modo. Mi delude, mi intristisce. E mi fa male.


Se rispondo a ciò che ha detto con una lettera è perché, a un mese dal Mondiale, desidero terermi concentrato solo su quello. E voglio lo stesso per i miei giocatori. Da parte mia, non dirò più niente su questo tema. Parliamo di calcio. Il Sudafrica è dietro l’angolo e dobbiamo andare a vincere la Coppa del Mondo».

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