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Roma, l'amarezza di Totti: «No a strumentalizzazioni»

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ROMA, 8 maggio - «Provo una grande amarezza al pensiero che un gesto istintivo come quello che ho commesso sul terreno di gioco possa gettare un'ombra su questo mio impegno sincero, e chiedo a tutti di non strumentalizzare quanto accaduto all'Olimpico per mettere in cattiva luce il mio ruolo a fianco dell'Unicef, un'organizzazione che opera su terreni ben più importanti: quelli dove in gioco è la vita di milioni di bambini». Francesco Totti, sul suo sito ufficiale, difende il suo ruolo di Ambasciatore del Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia dalle critiche piovute dopo il suo fallo su Balotelli. Critiche latenti, presenti anche sui social network, che hanno spinto il capitano della Roma a chiedere di non strumentalizzare un gesto su un campo di calcio.


Una difesa che già oggi la stessa Unicef aveva ufficializzato con un comunicato pubblicato sulle pagine del Corriere dello Sport-Stadio: « Tutti sanno quanto sia impor­tante per noi la funzione dei Good­will Ambassador, da Banfi a Totti, da Roberto Bolle ad Alessio Boni e a tutti gli altri. Gli Ambasciatori amplificano la nostra voce, portan­do il nostro messaggio in ambienti e direzioni che da soli non potrem­mo raggiungere. Ognuno è diverso dall'altro e porta all'organizzazione ciò che può dare: il talento, il vol­to, la voce, la disponibilità di parte del proprio tempo. Francesco Totti in questi anni si è speso molto per aiutare l'Unicef, spinto da un genuino desiderio di fare qualcosa di concreto per i bambini. Ora che è anche un padre di famiglia, sente questo come un dovere morale anche più di prima. Di questo non possiamo che esser­gli grati - e non parliamo nemme­no delle ingenti donazioni che ha fatto all'Unicef, e delle quali ci ha sempre chiesto di non dare pubbli­cità. Ma Francesco è anche un giova­ne impulsivo, irruente, intimamen­te attaccato a quella maglia che per lui è ormai una sorta di secon­da pelle. Non abbiamo mai tentato di “addomesticarlo” perché non ne saremmo capaci noi e probabil­mente nessun altro. Quello che è successo mercoledì danneggia pri­ma di tutti lui e la sua immagine. In queste ore avrà sicuramente com­preso di essersi comportato male, anzi malissimo, e ne starà soffren­do come sempre in forma molto privata. L'allenatore, il manager, la moglie e tutti coloro che gli stanno vicini l'avranno sicuramente tem­pestato di rimproveri e domande. Noi non abbiamo un ruolo educa­tivo nella sua vita. Naturalmente osserviamo tutto ciò che accade e ne teniamo conto, ma giudichiamo a mente fredda e senza dimentica­re il resto. Se giudicassimo Totti per un giorno di follia anziché per anni di solidarietà saremmo dav­vero ingenerosi nei suoi confronti. Non è certamente nostra intenzio­ne cambiare il giudizio delle perso­ne sul calciatore o sulla persona. Ma se si riconosce l'importanza del lavoro che conduciamo ogni giorno per i bambini in tutto il mondo sia­mo certi di poter continuare a con­tare sulla stima e sul sostegno di tutti».


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