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Tavecchiopoli: non vivi nel ricatto? A casa! Intervista a Guardini Comitato Veneto.

da Professione calcio.

Riportiamo integralmente l'intervista a Guardini Presidente Comitato Regionale veneto Pubblicata su professionecalcio.eu. Due passaggi molto interessanti: il non volere lucrare sulle iscrizioni e rifiutare qualsiasi ricatto.

“In questo momento mi sento umiliato e deluso. Mi hanno strappato una parte della mia vita che portavo avanti con passione ed entusiasmo. Se il presidente della LND e la stessa Lega non mi volevano più hanno raggiunto il loro obiettivo”. Parole ricche di sconforto e di amarezza quelle dell’ex presidente del Comitato Regionale Veneto, squalificato per 18 mesi: “Il mio lavoro andava avanti nel migliore dei modi a gennaio del 2009 durante la mia rielezione ero stato acclamato da tutte le società presenti (circa l’85% delle aventi diritto al voto). In questi anni ho sempre lavorato per il bene delle società non aumentando mai le iscrizioni ai campionati e con questo creando un “danno” alla LND che prende il 25% dell’iscrizione. Abbiamo sempre lavorato con massima trasparenza e non abbiamo mai fatto gestioni marchettare. Forse siamo stati troppo autonomi e non siamo mai stati soggetti a ricatti”. Con questo presidente Guardini vuol dire che ha ricevuto pressioni da Roma? “Pressioni da parte di Roma? No. Ma siamo sempre stati un Comitato diverso dagli altri che finiscono le stagioni in deficit e si presentano con la mano tesa, non aumentando mai le tasse d’iscrizione a Roma hanno preso meno soldi da noi e forse la troppa autonomia non aiuta. Poi Giovanni Guardini (prosegue riferendosi a se stesso l’ex presidente del Cr Veneto) ha sempre vissuto per la LND e mai grazie alla LND, visto che non ha bisogno di un lavoro avendone uno tutto suo». Guardini ci spiega anche che il suo rammarico è da estendersi anche al comportamento del Consiglio Direttivo del Comitato: “La decisione presa dalla Lega Nazionale Dilettanti è stata la più ovvia, ma questa decisione la doveva prendere il Comitato Regionale Veneto, che il 20 aprile scorso avrebbe dovuto credere al suo presidente e di fronte alla squalifica doveva dimettersi dal proprio incarico per solidarietà, perché se è vero come è vero che in questi ultimi anni i grandi risultati che abbiamo acquisito li abbiamo raggiunti insieme bisognava essere uniti anche di fronte a quello che è accaduto. Il mio rammarico è che il Consiglio si è fatto abbindolare da qualcuno che gli aveva detto di continuare ad andare avanti che erano bravi e avrebbero fatto bene anche da soli. Dalla sentenza della Procura Federale si è vista chiaramente la volontà di estromettermi dal mio incarico. Basta vedere che i dirigenti hanno smentito, davanti alla Commissione Disciplinare, le supposizioni dove si parlava di pressioni e minacce affermando chiaramente che quelle pressioni e minacce non erano mai avvenute. In più dalla teoria della Procura Federale, sposata dalla Commissione Disciplinare, mi si accusava non di aver minacciato i dipendenti in prima persona ma che non potevo non aver sentito quelle minacce visto che anch’io mi trovavo nel Comitato. Basti pensare che la sede del Comitato Veneto è di 900 metri quadrati e non di una sola stanza per capire l’assurdità della teoria. In più al segretario Pozzi la squalifica è stata ridotta di 12 mesi mentre la mia di soli 6 mesi lasciandomi giusto i 18 mesi che possono portare al Commissariamento”.
Giovanni Guardini si sente vittima di un complotto? “Viste le cose oggi, mi sembra che tutto sia stato voluto e pilotato”.

Fonte: 

Professionecalcio.eu, Giacomini,

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