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TUTTO EBBE INIZIO NEL 2005 ........ (VEDI SOTTO)..............
E LA STORIA CONTINUA.............................................
CARO TAVECCHIO, NE VEDREMO DELLE BELLE !!
 
Campi in erba sintetica grandi affari di famiglia
Repubblica — 31 marzo 2005   pagina 52   sezione: SPORT
ROMA - L' affare del calcio che verrà ha il volto pacioso di Carlo Tavecchio, già sindaco dc di Ponte Lambro, frazione di Erba, provincia di Como, da quattro stagioni dinamico presidente della Lega nazionale dilettanti. è lui ad aver trasformato i sonnolenti dilettanti nel motore economico della Federcalcio. Appena si è insediato, ha trasformato per sé e i compagni di fatiche i gettoni di presenza in stipendi di discreto livello, poi si è inventato l' ufficio marketing e ha portato tra i paria del calcio aziende delle dimensioni di Enel e Banca Intesa (per un indotto stimato in 3 milioni di euro). Tavecchio, soprattutto, ha compreso per primo che l' erba artificiale sarebbe stata la risorsa del calcio italiano, l' affare. E così, illuminato, ha studiato il resto d' Europa - Russia, Svezia, Scozia, paesi dove il sole è pallido e l' erba naturale fatica a crescere - e già alla fine del 2001 ha potuto far giocare il Manfredonia, società pugliese di C2, sul primo campo in erba artificiale omologato. Oggi che avanza la quarta generazione di manti - le prime tre, fin qui, hanno fatto crescere i menischi da asportare-, i campi in erba artificiale presentano questi numeri: 100 omologati nel 2004 e 240 alla fine del 2005 per un giro d' affari da 140 milioni di euro. Ogni terreno costa dai 200 mila ai 450 mila euro, un test per l' omologazione 3.959 euro e quest' anno l' unico laboratorio abilitato a consegnare la certificazione incasserà 1.340.000 euro di sole omologazioni. Questo, il punto. Il presidente della Figc, Franco Carraro - di cui Tavecchio è la più importante stampella politica e di consenso - ha annunciato che sì, dalla prossima stagione sarà possibile srotolare l' erba sintetica anche nei templi della serie A: San Siro, il Granillo di Reggio Calabria, l' Atleti azzurri d' Italia di Bergamo sono pronti alla rivoluzione. E il grande salto verso il professionismo in sintetico sarà gestito da lui, l' ex sindaco Tavecchio, di cui una perfida interrogazione parlamentare del senatore De Paoli ha ricordato un buon numero di guai giudiziari riscontrabili al tribunale di Como. Ha esperienza, l' uomo. E tanta praticità. Nel 2001 fece stendere il primo capitolato sulla questione "sintetico" dalla Limonta Sport, azienda di Erba, Como appunto, specializzata in moquette e presto riciclatasi nel nuovo settore. Della famiglia Limonta, Tavecchio è amico personale. Successivamente, il presidente ha firmato una delibera secondo la quale le certificazioni ai nuovi campi possono arrivare da un unico laboratorio italiano: Labosport Italia, dal 2003 emanazione di Labosport France. Roberto Armeni detiene il 40% delle azioni della struttura italiana. Bene, nello stesso anno, il 2003, Tavecchio ha fatto fuori la memoria storica del sintetico, il geometra Enrico Galuppo, per sistemare Antonio Armeni, padre di Roberto, alla presidenza della commissione campi in erba artificale della Lega Dilettanti. Da due anni papà fa le prove sui campi all' aperto, il figliolo li testa in laboratorio. Quindi si scambiano i dati. «Siamo pochi in questo settore, è quasi impossibile non entrare in conflitto d' interesse», spiega Armeni jr., «ma io non parlo mai con papà, ricevo le istruzioni direttamente da Tavecchio». Contro il "laboratorio unico" è già partita una denuncia al tribunale civile di Roma dalla Orp di Bergamo: «Il tipo di gomma che offro per il sottofondo dei campi è ritenuto conforme in Germania e non conforme, con le stesse modalità di test, da Labosport Italia», spiega l' ingegner Paolo Bucher. Nella lista dei 129 campi omologati dal dicembre 2001 allo scorso settembre, ben 67 (il 52%) sono andati alla Limonta, che ha fornito il prodotto o l' ha direttamente montato. A fine 2003, poi, è entrata in gioco la Mondo Spa di Gallo d' Alba (Cuneo) e si è aggiudicata 14 appalti in 12 mesi. Le due aziende sono grandi sponsor dei Dilettanti: versano 200 mila euro l' anno e compaiono sulla carta intestata della Lega. La "Moruzzi communication' s", società curatrice della rivista della Lega "Il calcio illustrato", nel gennaio 2002 ha così scritto alla Desso Dlw di Cinisello Balsamo: «L' ufficio marketing a fronte di una pianificazione annuale della pubblicità - offriamo 10 avvisi a mezza pagina a colori per 61.974 euro - potrà accelerare i tempi per l' omologazione dei campi "Desso Dlw" da parte della commissione tecnica impianti sportivi della Lega». Sul giornale, non a caso, ci sono ampie réclame dei sei produttori più importanti oltre a undici foto del leader Tavecchio, bonario Ceaucescu di Brianza. E a Gallo d' Alba i presidenti provinciali dei Dilettanti sono di casa, invitati in fabbrica per meeting dove verrà loro illustrata la bontà dell' erba Mondo: come nei viaggi gratis in pullman, alla fine si vendono le pentole. Una quindicina di campi, dal 2001 a oggi, sono stati smantellati e rifatti. In Provincia di Cagliari si è costruito un appalto su un regolamento che ancora non esiste. A Laterza, Taranto, il comando dei carabinieri ha sequestrato tutti i fascicoli per il campo e la pista d' atletica realizzati dalla "Mondo". «Con un nostro dossier siamo riusciti a non far approvare il regolamento definitivo a marzo», denuncia Ettore Musacchi, presidente del Consorzio Argo, imprese del settore riciclaggio della gomma, «ma la Lega dilettanti ha creato la leggenda metropolitana che i pneumatici sono cancerogeni, cosa che non è sostenuta da un solo test al mondo». Fifa, Uefa e da poche settimane anche la Federcalcio hanno accettato la gomma riciclata: il consorzio, ora, accusa la Lega Dilettanti di voler favorire «sei aziende specifiche». Replica l' avvocato Mattia Grassani, consulente giuridico: «Gli interessi sui campi in erba sono enormi, abbiamo un parere del ministero dell' Ambiente che definisce il pneumatico riciclato un rifiuto, ma non c' è preclusione verso nessuna azienda». - 24 ORE AL GIORNO Secondo gli studi della Lega Dilettanti un campo in erba artificiale può essere utilizzato 24 ore al giorno per 365 giorni, ma il suo utilizzo è in media di 6 ore per 250 giorni: 1500 ore l' anno. Il costo manutenzione è di 2.500 euro l' anno. - TOSCANA SU TUTTI In Italia oggi esistono 14.000 campi naturali: si pensa di trasformarne il 2 per cento l' anno. La Toscana ha 17 manti sintetici omologati, la Lombardia 16, il Lazio 14, il Piemonte 12, Campania, Liguria e Trentino 12 - GUAI ALLE GINOCCHIA Uno studio dell' Università di Perugia dimostrerebbe che i problemi, sui campi fin qui realizzati, aumenterebbero. Sui terreni in erba artificiale andrebbero adeguati anche scarpe e tacchetti - SBARCO IN CINA La Limonta sport controlla al 70% la Limonta Sport Huizhou ltd co. Con soli trenta addetti la nuova filiale cinese può produrre fino a un milione e mezzo di metri quadrati di erba sintetica l' anno - CORRADO ZUNINO
 

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