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Il comune di Torino rifiuta i toni ricattatori di Tavecchio.

Con l'assessorato di Torino altre società e comuni.

«Se non fate i controlli non vi manderemo più gli arbitri per le partite». Parola di Carlo Tavecchio, che pochi giorni fa ha incontrato l´assessore allo Sport del Comune, Giuseppe Sbriglio, e una delegazione di società alle prese con il problema dell´omologazione dei campi in erba sintetica. Si tratta di 30 strutture sotto la Mole, dove giocano anche squadre di eccellenza, promozione e serie minori. Campi realizzati dal Comune che negli anni ha riqualificato gli impianti con una spesa di circa 200 mila euro a struttura, investendo in tutto circa 6 milioni.

Più che un problema per i club si tratta di un balzello. Una tassa che rischia di mandare in tilt i campionati di calcio dei settori giovanili e dilettantistici se continuerà il braccio di ferro tra Torino e i vertici della Lega nazionale dilettanti. Pomo della discordia? Il costo della omologazione che le società che gestiscono i campi in erba sintetica devono sostenere ogni tre anni. Una spesa, passata da 1.000 a 4.800 euro, per una verifica che dura più o meno un quarto d´ora. Tempo di far rimbalzare la palla, controllare la torsione dell´erba e far analizzare il materiale ad un laboratorio specializzato a Pisa. Peccato che esista una sola azienda che faccia le prove, la Lnd Servizi di Roma, braccio operativo della Lega dilettanti, una creazione del presidente Tavecchio. E la Lega non riconosce certificati, analisi e verifiche di nessun altro ente: in pratica la Lnd Servizi ha il monopolio e può decidere le tariffe che vuole.

Le trenta società torinesi si sono ribellate. Il compito della Lega è quello di dettare le linee, dare i certificati, ma per le analisi e le prove sarebbe più corretto avere la possibilità di rivolgersi ad altri. Una querelle che va avanti da mesi, fino all´incontro della scorsa settimana tra il presidente Tavecchio e l´assessore Sbriglio. Un faccia a faccia teso, in cui il numero uno della Lnd ha ribadito che gli obblighi sono obblighi, che le verifiche sono necessarie per la sicurezza, che il Comune non deve interferire e che se le società non vogliono pagare possono iscriversi ad altri enti sportivi, vedi Uisp, per giocare a calcio. Il tutto si è concluso con il diktat del numero uno della Lega dilettantistica: Roma permetterà che finisca il girone di andata poi pretenderà le omologazioni, altrimenti non verranno più designati gli arbitri. Di fatto i campi verranno squalificati.

Un rischio che il Comune vuole evitare. L´assessorato allo Sport ha già interpellato l´avvocatura per capire come tutelare le società di calcio e non esclude di investire della questione il Coni. Nessuno esclude un'azione d'insieme verso il Coni con altre società ed altri Comuni.

Fonte: 

La Repubblica Torino

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