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Juve prima: battuta la Lazio. Roma e Inter ok, Napoli ko

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ROMA - Il Milan chiama, la Juve risponde. Dopo la vittoria dei rossoneri contro il Chievo, arriva anche quella dei bianconeri contro la Lazio (2-1). Una vittoria soffertissima, arrivata all’82’ grazie al suo capitano e alla sua bandiera. Del Piero , entrato nella ripresa, con una punizione velenosa ha beffato Marchetti e messo il sigillo sui tre punti che permettono alla squadra di Conte di sorpassare il Milan, diventando di nuovo la capolista del campionato (68 punti contro 67).


PEPE-MAURI, POI DEL PIERO - Conte sceglie Quagliarella e Vucinic per l’attacco. Reja deve far fronte all’emergenza, in avanti Rocchi unica punta con Gonzalez, Candreva e Mauri dietro di lui. Al 30’ sblocca un super gol di Pepe. Solita, illuminante, verticalizzazione di Pirlo in area, il centrocampista romano stoppa di petto e poi in rovesciata fulmina Marchetti. I biancocelesti soffrono tantissimo, ma al 45’ trovano il gol del pari con un gran colpo di testa di Mauri su cross di Scaloni. Nella ripresa assalto dei bianconeri alla ricerca del gol vittoria. Ma serve la zampata del fuoriclasse per sbloccare questa partita. Tocca a Del Piero. Punizione, gol. La vetta è di nuovo di proprietà della Juve. Finisce male invece per la Lazio: espulsi Reja e Kozak.


NAPOLI, CHE CROLLO! - Sprofonda il Napoli che incassa la terza sconfitta consecutiva in campionato (dopo quelle con Juve e Lazio) 3-1 in casa con l'Atalanta dell'ex dg Marino e perde ogni speranza di restare in corsa per il terzo posto. I numeri per la squadra di Mazzarri, scavalcata in classifica dalla Roma e agganciata dall'Inter, sono impietosi: solo due punti raccolti nelle ultime cinque partite con sei gol fatti e ben tredici subiti, a testimoniare una crisi che si è aperta dopo l'eliminazione dalla Champions e dalla quale gli azzurri non riescono a uscire. Al San Paolo la squadra di Colantuono ha spadroneggiato trascinata da un frizzante Maxi Moralez: nel primo tempo ha aperto le marcature Bonaventura con un bellissimo diagonale, ha pareggiato subito i conti Lavezzi. Nella ripresa con il Napoli si è buttato in avanti alla ricerca del vantaggio, ma è stato colpito da Bellini (bravo ad approfittare di una clamorosa dormita della difesa azzurra) e da Carmona (bolide dal limite che non ha lasciato scampo a De Sanctis). Nel finale, sotto gli occhi di un deluso De Laurentiis in tribuna, Pandev ha perso anche la testa facendosi espellere per un calcio rifilato a Moralez.



ROMA, VITTORIA DA CHAMPIONS - Totti fa volare la Roma. Il capitano torna a segnare dopo una lunga astinenza nel momento decisivo. E il suo è un gol pesantissimo che rilancia per l'ennesima volta la Roma nella corsa alla Champions League. I giallorossi scavalcano il Napoli al quinto posto e sono ora a -4 dalla Lazio terza. Finisce 3-1 la sfida con l'Udinese grazie ai gol di Osvaldo, Totti e Marquinho. La Roma si rialza dopo la batosta subita a Lecce e ora il finale di campionato assume un altro sapore. La mossa a sorpresa di Luis Enrique è De Rossi in difesa in coppia con Heinze, fuori per scelta tecnica. Davanti Lamela vince il ballottaggio con Bojan. La Roma parte fortissimo e chiude subito l'Udinese nella sua metà campo. Il gol arriva al 9' con una grande giocata di Osvaldo che batte Handanovic, poi zittisce tutti con l'indice sul naso e va ad abbracciare Heinze. È un'altra Roma rispetto a quella umiliata a Lecce. I giallorossi corrono, pressano e creano occasioni, con Totti a dettare i tempi. L'unica cosa che manca è la cattiveria sottoporta e come spesso succede in questi casi, la punizione dell'Udinese arriva a un minuto dalla fine del primo tempo con Fernandez che si presenta tutto solo davanti a Stekelenburg, lanciato da un assist al bacio di Di Natale. Nella ripresa l'Udinese è più aggressiva e la Roma fatica a proporre il suo gioco. I giallorossi riescono comunque a procurarsi un paio di ghiotte occasioni, soprattutto con Osvaldo che colpisce un palo, ma non riescono a trovare il gol. Il pubblico capisce che il momento è decisivo anche per i risultati che arrivano dagli altri campi, e carica la squadra. Il gol che fa esplodere l'Olimpico arriva al 42', e lo firma Totti sfruttando un'altra grande giocata di Osvaldo, migliore in campo. A tempo scaduto Marquinho firma il suo secondo gol in giallorosso, sempre di testa, che fa esultare Luis Enrique come non si era mai visto.


INTER, CHE FATICA - La cura Stramaccioni continua a sortire i suoi effetti benefici. L'Inter si prende la seconda vittoria in tre partite battendo di misura il Siena per 2-1. Nerazzurri in svantaggio in apertura: segna D'Agostino che conclude al meglio un'azione viziata da una vistosa ingenuità di Samuel. I nerazzurri non si abbattono e reagiscono con veemenza andando vicino al pari due volte con Milito e con Cambiasso che si vede annullare un gol per fuorigioco. Il pari arriva al 42' grazie al Principe che sfrutta a dovere un incredibile liscio di Pesoli insaccando di testa. Nella ripresa Stramaccioni deve rinunciare a Samuel (problema muscolare). Milito e Zarate vanno vicini al gol prima del rigore decisivo assegnato all'Inter per un dubbio fallo in area toscana su Nagatomo al 36'. Sul dischetto va Milito che fa secco Pagolo per il 2-1 finale che permette all'Inter di agganciare il Napoli a 48 punti in classifica.


FIORENTINA, SOLO UN PARI - Dopo la sbornia di San Siro e il successo contro il Milan, la Fiorentina non riesce ad andare oltre lo 0-0 contro il Palermo. Al Franchi di emozioni se ne vedono ben poche e tutte concentrate negli ultimi dieci minuti di gara. Prima viene annullato un gol ai viola per un evidente fallo di mano di Amauri che viene ammonito (diffidato, salterà la sfida contro la Roma all'Olimpico). Poi Ilicic a cinque minuti dal termine calcia a lato di poco la palla della vittoria rosanero. Con questo pareggio la squadra di Delio Rossi resta a tre punti dalla zona retrocessione.


GENOA E CESENA SI DIVIDONO LA POSTA - Termina in parità anche l'altra sfida salvezza fra Genoa e Cesena. Ai padroni di casa non basta un gol di Marco Rossi per conquistare una vittoria determinante. A rovinare i piani di Malesani ci pensa Mutu che a un quarto d'ora dal termine di inventa un destro terrificante che fa secco Frey e ammutolisce in Ferraris che ora vede il baratro della B distante solo due punti.


LECCE INARRESTABILE - Il Lecce di Cosmi non si ferma più e dopo aver umiliato la Roma, si prende anche il Massimino con una rimonta effettuata negli ultimi minuti di gioco. Il Catania era passato in vantaggio ad inizio ripresa con Bergessio, poi rigore fallito da Di Michele e pari di Corvia a pochi minuti dal termine. Sembra finita e, invece, Carrizo si fa espellere lasciando a Lodi il compito di difendere la porta etnea che, invece viene bucata nel recupero da Di Michele che manda in estasi Cosmi e tutti i tifosi pugliesi accorsi a Catania.


PARMA, CHE GIOVINCO! - Vince - e bene - anche il Parma che supera 2-0 il Novara grazie alle reti di Giovinco e Jonathan. Da segnalare anche un rigore fallito da Rigoni nella ripresa per gli ospiti, ormai rassegnati a ripartire dalla serie cadetta.


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