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L'Inter trema, poi si salva: A San Siro 2-2 col Catania

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MILANO - Pazza Inter, ancora una volta e anche questa sera. I nerazzurri vedono l'inferno alla fine del primo tempo, chiudendo tra i fischi di tutta San Siro sotto di due reti contro un semplice e ordinato Catania, per poi tirare fuori l'orgoglio nella ripresa e riacciuffare i siciliani con le reti di Forlan prima e Milito poi. Nel finale due incredibili occasioni fallite da Seymour, da una parte, e Pazzini dall'altra. Ranieri interrompe la drammatica emorragia di risultati, mettendo in extremis un freno alle sconfitte consecutive che erano cinque prima di stasera, ma sicuramente non mette al sicuro la sua panchina, che continua a scricchiolare. Classifica? I nerazzurri evitano l'aggancio degli avversari e salgono a 37, uno in meno della Roma sesta, a undici lunghezze dal terzo posto: l'Inter non vince, e neanche convince.


SNEIJDER IN PANCHINA. GOMEZ-IZCO NEL NULLA NERAZZURRO - Forlan largo a sinistra e il tandem Pazzini-Milito le scelte di Ranieri, che lascia in panchina Sneijder. Montella conferma le geometrie di Lodi e Almiron e la velocità di Barrientos e Gomez con Bergessio nel tridente. Il tempo di metabolizzare San Siro e i siciliani iniziano a prendersi la partita, riducendo all'impotenza i padroni di casa e andando in rete alla prima occasione utile: al 20' Gomez si trova lanciato da Barrientos a giocarsela uno contro uno con Nagatomo: la tecnica sudamericana ha la meglio sull'abnegazione nipponica, mandata fuori giri con un paio di finte, e il destro liberato dal Papu non perdona Julio Cesar. San Siro ammutolito nella paura dell'ennesima sconfitta che gela tifosi e squadra, incapace di reagire, bloccata sulle gambe, senza idee né grinta. E Montella gongola, e il Catania sembra quasi non crederci nel fare accademia al Meazza. Accademia sempre più spavalda e il raddoppio arriva con spontaneità a pochi minuti dal termine della prima frazione, con Gomez ancora protagonista assistman e Izco finalizzatore. Inter 0, Catania 2. Sul cotto, l'acqua bollita di un fuorigioco chilometrico di Gomez incredibilmente non segnalato dall'assistente di Celi. I fischi dei tifosi sono assordanti mentre a capo chino la squadra di Ranieri rientra negli spogliatoi


FORLAN-MILITO, L'INTER RISORGE. CON SNEIJDER IN CAMPO... - All'uscita, Sneijder c'è: Ranieri prova il tutto per tutto, con Forlan-Sneijder-Milito alle spalle di Pazzini e 4-2-3-1 per sperare, cercare, lottare e magari trovare il gol che riapra i giochi. E il gol, tra una gambeta di Julio Cesar a Barrientos e Obi e Poli che vanno in campo a dare forze fresche, arriva a 18' dal termine: protagonista Juan Pablo Carrizo e un tiro di Forlan non irresistibile che il portiere argentino si va scivolare dalle mani lasciandolo infilare in rete e trasformarsi nella speranza nerazzurra. Montella impreca, sa che vuol dire lasciare spiragli a una grande squadra ferita, e quando già aveva fatto la bocca al colpaccio il tecnico degli etnei si vede raggiungere sul punteggio e sul pareggio. Scocca l'80', Forlan vede Milito defilato a destra e lo serve, un tocco dell'argentino per entrare in area, un altro potente per scaricare il pallone sotto la traversa di Carrizo. E' 2-2 e dieci minuti di ulteriore follia, con Seymour che passa il pallone a Julio Cesar invece di trafiggerlo e con Pazzini che, servito da Obi, restituisce il favore all'avversario allo scadere, quando regala la sfera a Carrizo da solo e a due metri dalla linea di porta. Fragile e potente allo stesso tempo, estremamente vulnerabile eppure capace di fiammate irresistibili: è l'Inter di oggi, forse l'anima di sempre. Con la Champions che continua ad allontanarsi e un futuro che difficilmente sarà costruito dal tecnico attuale.


Vladimiro Cotugno

Twitter @Vladimir0

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