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Mondonico si presenta: «Novara, ricominciamo»

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NOVARA - La sua avventura nel mondo del grande calcio riprende da Novara. Dopo due operazioni e un anno di battaglia contro un brutto male, Emiliano Mondonico torna ad allenare con la voglia di un esordiente, deciso a provare il miracolo. Sostituisce Attilio Tesser, il tecnico delle due promozioni consecutive che quest'anno ha pagato un inizio di campionato difficile. Stamani Mondonico è stato presentato nel centro tecnico di Novarello e giovedì ritroverà la A a oltre 7 anni di distanza dall'ultima esperienza nella massima serie con la Fiorentina.


Mondonico, in questa stagione ha visto giocare il Novara?

Mai dal vivo, ma l'ho seguito in televisione. Non ne ho una conoscenza specifica, ma sufficiente. E' doveroso per chi fa l'opinionista guardare le squadre. Sotto questo punto di vista, una conoscenza c'è.


Che giudizio dà del Novara come la squadra?

Difficile se non sei stato allenatore di una squadra dare giudizi. Non mi sembra corretto giudicare dopo qualche spezzone visto in tv. Il giudizio del Novara da avversario è molto positivo perché in passato contro le mie formazioni ha fatto grandi partite. Voglio capire tutto del Novara nel minor tempo possibile perché di tempo a disposizione c'è n'è poco.


Ha fatto richieste di mercato o la rosa è competitiva così?

Ho accettato la panchina del Novara ringraziando i dirigenti perché mi hanno fatto tornare a vivere. Sapeste com'è difficile dopo certe situazioni continuare a vivere... A volte c'è la rassegnazione e la voglia e i pensieri vengono meno. Il fatto che ieri il direttore (Pederzoli ndr) sia venuto a casa mia e che domenica mi abbia proposto questo incontro è stato un motivo di soddisfazione. Sono tornato a vivere e ho capito che questa storia strana che ho avuto era finita. Anche se non mi avessero scelto, i dirigenti li avrei ringraziati perché mi hanno comunque dato una spinta. Per questo non faccio richieste di mercato, ma li ringrazio e basta. Ce la metterò tutta e riverserò sul campo tutta la gioia che adesso ho dentro.


Ha un messaggio per Tesser?

Ringrazio anche lui perché mi è stato vicino, anche dopo l'operazione. L'ho notato quando ci siamo trovati sul campo dopo l'operazione perché si è dimostrato un grande uomo. Dispiace per il suo esonero e se farò bene, il merito sarà suo.


Quale sarà il suo staff?

Ho detto alla società di prendere i collaboratori. Non ho mai avuto un staff mio, ma credo che sia giusto che la società scelga i propri uomini e metterli vicino all'allenatore. Carlo Perrone ci sarà e lo conoscevo, con gli altri mi sono visto stamani. Per le referenze che ho, so che sono grandi professionisti.


Qualcuno l'ha definita un difensivista. E' vero?

La mia filosofia è vincere 1-0 e non 4-3. Io non voglio avere la peggiore difesa del campionato: e' questa è la mia filosofia. Può darsi che sia un difensivista, ma lo scorso anno l'Albinoleffe è stata la seconda peggior difesa del campionato... E' tanto tempo che sono nel calcio, ma oggi mi sembra di esserci per la prima volta. Lo scorso anno a quest'ora ero in una sala operatoria. Sei mesi fa ho fatto una seconda operazione, ancora più particolare. Adesso sono qua a parlare di serie A. La vita è bella e ti riserva sempre grandi sorprese. Voglio viverla al massimo, anche se sono un po' difensivista. Cercheremo di vincere sempre, magari anche 1-0.


Oggi per lei ricomincia la vita?

Sì, sono emozionato perché per me la vita ricomincia oggi. Guai all'uomo che non ha più emozioni... Se avremo la possibilità di salvarci ci attaccheremo a ogni possibilità. Secondo il direttore l'abbiamo e noi faremo la corsa sulla quart'ultima. E' questo il nostro obiettivo. Alla fine di ogni giornata guarderemo la quart'ultima.


Quali sono i problemi del Novara? Nella rosa? Nell'aspetto psicologico?

Sarà l'istinto a dirmi dove intervenire. Per il momento li ho visti come avversari e non ho mai avuto il piacere di allenarli. Non voglio usare frasi fatte. L'unico che ho allenato è il terzo portiere Coser.


C'è bisogno di una scossa qua come la sedia che ha alzato con il Torino ad Amsterdam?

Quello fu un gesto maleducato, ma fatto d'istinto. Lo rifarei se fosse utile, ma solo se fosse dettato dall'istinto.


I tifosi sono andati a casa di Tesser a salutarlo ieri e l'ambiente non è sereno. E' preoccupato?

Se la tifoseria ringrazia l'allenatore che lo ha portato a certi livelli, vuol dire che è una tifoseria di grande sensibilità. Io in carriera quando sono retrocesso, mai ho salutato la tifoseria. Anzi, me ne sono andato alla svelta... Per me questa dei tifosi e di Tesser è stata una grande cosa, un episodio di grande positività.


Come pensa di trasmettere entusiasmo ai giocatori?

Spero di avere un pizzico di fortuna in più rispetto a quanta ne ha avuto il Novara finora. Dobbiamo far risultato per riportare entusiasmo e la certezza che ce la possiamo fare. Da quello che so io la squadra non ha mollato, non è allo sbando, ma un gruppo vero e una squadra vera. Ci sono i risultati che non sono arrivati. Stop.


E' la prova più difficile della sua carriera questa?

Non sono per i miracoli. Se non ci fosse stata questa posizione di classifica, il Novara non mi avrebbe mai cercato. Ora sono qui con la mia esperienza, la mia voglia e il mio entusiasmo a cercare quella possibilità di capovolgere una situazione difficile. Di possibilità di salvarci ce ne sono più di una.


Da fuori, che idea si è fatto della lotta per la salvezza?

Che ci sono sette punti da recuperare. L'obiettivo è prendere la quart'ultima. Erano 7 anni che aspettavo di tornare in A. E' successo a 7 mesi dall'ultima operazione e adesso ci sono 7 punti da recuperare. Anche a Firenze quando sono arrivato c'era un distacco da recuperare e siamo arrivati dove dovevamo, dopo gli spareggi. E' successo anche con l'Albinoleffe.


Le è mancata la Serie A?

Mi è mancata la panchina... Questa è la chiusura di un cerchio aperto un anno fa e riaperto a giugno. Mi mancava qualcosa che mi facesse capire non di essere guarito, ma di esserci. L'emozione delle prime pagine per me non c'è più. Affronteremo avversari più competitivi, ma anche la mia squadra è competitiva e lo ha dimostrato in questi anni.


La situazione ambientale la preoccupa? Si è rotto il feeling tra la tifoseria e la società?

Da quello che so io, la tifoseria è legata alla maglia. I tifosi non abbandonano la maglia per la quale fanno il tifo. Magari giovedì farà freddo allo stadio, ma non credo che ci sarà disamore per la squadra.


Si è già fatto un'idea sul modulo con cui giocherà il Novara?

Sono curioso di vedere la squadra nel primo allenamento. Il segreto di pulcinella è farli giocare come questi ragazzi rendono al meglio. Non dobbiamo prendere tanti gol o se ne prendiamo tanti, dobbiamo segnare tanto. Come l'Albinoleffe che lo scorso anno aveva il quinto miglior attacco.


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