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La Juve e uomini squadra. Milan, squadra-uomo (Ibra)

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ROMA - In testa al campionato italiano ci sono due squadre dalla natura opposta. La Juve gioca insieme, si muove compatta alla ricerca di uno sbocco alla manovra, ha più di un uomo-squadra (a cominciare da Pirlo) ed ha la struttura di un atleta dotato di tecnica calcistica. Il Milan gioca da solo, si muove per linee inconsuete perchè tutte sbocciate dall’istinto dei suoi campioni, prima Cassano, poi Pato, ora Robinho, Seedorf e fra un po’ anche El Shaarawy. Appartengono tutti alla stessa categoria di Ibrahimovic (non livello, categoria), nessuno è definibile a priori, nessuno è solo un ruolo, ma più di un ruolo dentro un unico giocatore. Il Milan non ha un uomo-squadra, ma una squadra-uomo: Zlatan Ibrahimovic. La Juve è ritmo, intensità, frenesia, caratteristiche così esaltate che a tratti diventano un limite, anzi, un pericolo, come è accaduto contro l’Udinese (vedi azione del gol dell’uno a uno). Non riesce a controllarsi, si entusiasma col proprio entusiasmo e si alimenta con la sua forza. Riflette poco e spende tutto. La Juve è tutto e subito, il Milan è attesa, studio, riflessione, controllo del campo ma soprattutto degli avversari. E’ come con una donna: il Milan ama i preliminari, la Juve vuole subito arrivare alla sostanza. Per coglierne la differenza è sufficiente pensare alle ultime due partite di campionato: contro l’Udinese, la Juve ha dato fondo al meglio di sè, ha sprigionato ogni energia fisica e atletica per arrivare ai tre punti; per battere il Cagliari, il Milan ci ha girato intorno per mezz’ora prima che il talento di Ibrahimovic esprimesse il punto più alto con quel gioiello di punizione. Non è un caso se in questo mercato di gennaio la squadra di Conte ha cercato fino all’ultimo un giocatore come Nainggolan, mentre quella di Allegri ha puntato tutto su Tevez. Il primo è un centrocampista che si può allineare al gioco della squadra aumentandone ritmo e intensità; il secondo è un campione che può risolvere situazioni difficili. Un altro Ibra, anche se di dimensioni ridotte. Sarebbe interessante scoprire il calcio di Conte con Ibrahimovic in organico. Lo vorrebbe al servizio della squadra o invece, come fa Allegri, vorrebbe una squadra a suo servizio?


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