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Boilesen, tutti a caccia del danese dell’Ajax

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ROMA - Con il Bayern Monaco e la Juve, l’Ajax detiene un record che è un distintivo molto raro nel calcio europeo: sono le uniche tre società ad aver infilato nel loro museo i quattro trofei più prestigiosi. Dalla Champions alla Coppa Intercontinentale, dalla Coppa Uefa (oggi Europa League) alla Coppa delle Coppe. E’ anche per questo motivo che ha conservato nel tempo un forte fascino, un ascendente speciale che richiama soprattutto i giovani in rampa di lancio.


LA TRADIZIONE - L’Ajax è una società specializzata nella scoperta dei talenti. Nel suo vivaio lavorano diversi campioni del passato: da Wim Jonk a Marc Overmars e Jaap Stam. Ha sempre dato un valore assoluto al senso di appartenenza. La squadra, che nel 2011 ha vinto lo scudetto dopo sette anni di attesa, è allenata da Frank De Boer. Il suo vice è Dennis Bergkamp. Anche dietro la scrivania c’è un altro pezzo importante del passato: Danny Blind, direttore dell’area tecnica.


TALENTI DANESI - Difficile che l’Ajax fallisca un ricambio generazionale. E’ dagli Anni Sessanta, dai tempi di Johan Cruyff, che ha l’abilità di scoprire e formare giocatori di alto livello. Ha osservatori in tutto il mondo. E negli ultimi tempi si è assicurata i due migliori talenti Under 21 del calcio danese. Dopo aver lanciato Christian Eriksen, diciannove anni, trequartista, soffiato nel 2008 all’Odense, l’Ajax ha tesserato Nicolai Bolisen, altro 1992, terzino sinistro o difensore centrale, messo sotto contratto nel 2010.


DOPPIO RUOLO - Boilesen ha iniziato a giocare nel Lille Hema, si è trasferito poi allo Skovlunde, in attesa di legarsi nel 2004 al Broendby e di sbarcare più avanti in Olanda. Boilesen è un difensore molto interessante. Può ricoprire due ruoli. E’ mancino, sulla fascia è un marcatore attento ma ha anche il passo e l’energia per andare in appoggio ai centrocampisti e alle punte. Spinge con intelligenza, ha una maturità tattica che lo aiuta a fronteggiare i limiti legati all’età. E’ bravo nell’anticipo, prende l’iniziativa, ha personalità. E’ un terzino che riesce a muoversi con grande disinvoltura anche al centro. La scuola-Ajax, d’altronde, ha forgiato già in passato altri giocatori in grado di svolgere con disinvoltura questo doppio ruolo. Due gli esempi più illustri: Danny Blind e Cristian Chivu.


SOFFIATO AL CHELSEA - Frank De Boer non ha esitato a proporlo nella squadra maggiore, dopo averlo conosciuto nella squadra Primavera. Lo sta inserendo in maniera graduale. L’Ajax l’ha tesserato nel gennaio del 2010, anticipando il Chelsea e il Manchester United: Alex Ferguson aveva invitato Boilesen ad allenarsi con i Red Devils. Il club olandese ha riconosciuto al Broendy un indennizzo di quattro milioni di corone danesi. Su Boilesen si era mossa anche la Fiorentina, seguendo le indicazioni di Pantaleo Corvino.


LA SITUAZIONE - Ha un contratto con l’Ajax fino al 2013: non l’ha ancora prolungato. E questa situazione sta richiamando l’attenzione di parecchi club: il Tottenham e il Liverpool sono alla finestra. De Boer gli ha fatto scoprire l’Eredivisie il 3 aprile del 2011 contro l’Heracles, gara vinta dai lancieri per 3-0 (gol di Oleguer, De Jong e Ozbiliz). Boilesen è entrato in campo nella ripresa al posto di Daley Blind, classe 1990, figilio di Danny. Ha contribuito alla conquista dello scudetto. Sei presenze complessive in campionato, le altre cinque contro il Groningen (2-0), il Nec Nijmegen (2-1), l’Excelsior Rotterdam (4-1), l’Heerenveen (2-1) e il Twente (3-1).


LA CRESCITA - Boilesen è diventato un po’ l’amuleto dell’Ajax. Con lui in campo, la squadra di De Boer non ha mai perso. In questa stagione, finora, è stato utilizzato quattro volte in campionato: tre vittorie (4-1 sul De Graafschap, 4-1 al Vitesse e 3-1 contro l’Heracles) e un pareggio (2-2 a Eindhoven con il Psv). De Boer gli ha dato spazio per novanta minuti anche in Champions League: 0-0 con il Lione. E da febbraio, Boilesen avrà modo di farsi conoscere in Europa League. Emozionante il confronto con il Manchester United, altra nobile che non è riuscita quest’anno a centrare la qualificazione agli ottavi di Champions.


IL CT OLSEN - Boilesen si è ritagliato uno spazio anche nella nazionale danese. Il ct Morten Olsen l’ha promosso nel blocco dei titolari nella sfida del 6 settembre contro la Norvegia: 2-0 per i danesi con doppietta di Nicklas Bendtner, che in estate ha lasciato l’Arsenal per sistemarsi al Sunderland. Boilesen è nato a Ballerup, in provincia di Copenaghen, il 16 febbraio del 1992. E’ alto un metro e 85, pesa 78 chili. L’Ajax l’ha notato nel Broendby e soprattutto nella Danimarca Under 17. Sulla fascia riesce spesso, con le sue accelerazioni, a saltare l’uomo e a creare la superiorità numerica. Ma si fa apprezzare anche da difensore centrale per la sua eleganza, per la sua freddezza, per la sua lucidità negli appoggi. Con i suoi lanci fa scattare il contropiede.


SERIETA’ E APPLICAZIONE - Sui calci piazzati prende in consegna il giocatore più pericoloso nei colpi di testa. Ricorda Daniel Agger, pilastro del Liverpool. Non spreca un pallone, è ordinato, preciso, esce dall’area e fa partire l’azione, seguendo i canoni del calcio totale inventato dagli olandesi negli Anni Settanta, con Rinus Michels. Si fa apprezzare per la serietà, per i suoi comportamenti. Ha raggiunto la serie A olandese, ha tante proposte vantaggiose, ma non ha smesso di lavorare sui fondamentali.

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