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Forlan: «Inter, sarò pronto per la rimonta al vertice»

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APPIANO GENTILE - Se Boateng ci ha raccontato che si allena a tennis per battere Paolo Maldini, Diego Forlan punta un po’ più in alto e ha già in programma un allenamento con Francesca Schiavone. Gli sforzi del Cacha per recuperare dopo lo strappo alla coscia sinistra però sono tutti per l’Inter. Non gli interessa il derby... della racchetta con il Kevin Prince rossonero. Lui pensa ai derby da vincere a San Siro, alla rimonta scudetto che non reputa impossibile e alla Champions League che finalmente assaporerà a febbraio.
Forlan è uno con cui parleresti per ore, è simpatico e schietto. Inizia dal calcio, ma poi svaria e finisci per discutere di tutto, dalla Milano che gli piace sempre di più... alle donne. Perché, da single, in Argentina gli affibbiano una relazione dietro l’altra. Diego sorride e pensa a un recupero ormai concluso. Ha messo in preventivo di tradurre in italiano la sua autobiografia, quella in cui racconta che il padre lo faceva allenare calciando il pallone contro il muro, ma soprattutto vuole segnare tanto per rilanciare l’Inter. E’ convinto che i tifosi abbiano visto poco del vero Forlan. Può essere lui il regalo di Natale nerazzurro, il miglior acquisto del mercato di gennaio.


Forlan, iniziamo dalle sue condizioni fisiche. Come sta?


«Adesso per fortuna mi sento bene».


L’avevamo lasciata dolorante dopo lo strappo al bicipite femorale sinistro dell’11 ottobre.


«È stato il peggior infortunio della mia carriera, ma ormai fa parte del passato. Mi sto allenando e la condizione atletica cresce giorno dopo giorno. Adesso, però, dobbiamo aspettare e non avere fretta. Io vorrei rientrare subito, ma è necessario usare l’intelligenza, capire quando sarò davvero pronto. Questa è probabilmente la fase più difficile ed è obbligatorio curare tutti i particolari e stare attenti. Quando tornerò, non voglio più uscire».
 

Perché è andato ad allenarsi in Uruguay?


«Ho fatto una risonanza magnetica di controllo il 12 novembre e il medico mi ha detto che dovevamo aspettare 15 giorni per farne un'altra. Lavorare a parte qui non era facile perché la voglia di rientrare era molta e ho chiesto di continuare ad allenarmi a casa mia, con un programma di lavoro preparato dall’Inter. La società era d’accordo e sono stato 10 giorni al caldo con la mia famiglia, seguito dal preparatore atletico della nazionale uruguayana, Jose Herrera. Qui a Milano lo conoscono perché ha lavorato al Milan con Tabarez».



Da martedì è in gruppo. Quando la rivedremo in una gara ufficiale?


«Con l’Udinese realisticamente non sarebbe possibile, ma spero il prima possibile».



Prima di Natale?


«Direi proprio di sì».



Com’è l’Inter vista da fuori?


«Abbiamo avuto un periodo un po’ difficile a livello di risultati, ma ora la squadra è in crescita. In campionato abbiamo una partita in meno e siamo reduci da due successi di fila, in Champions ci siamo qualificati agli ottavi come primi nel girone. Tutto è ancora possibile: la stagione è lunga e i giochi si fanno negli ultimi due mesi».



Crede che per lo scudetto sia corsa a due tra il Milan e la Juventus oppure l’Inter...


«La interrompo. È troppo presto per dire una cosa o l’altra. Il calcio non è logica e può succedere di tutto. In Italia, dove il campionato è più equilibrato rispetto ad altre nazioni, è ancora più difficile sbilanciarsi».



Leggi l'intervista completa sull'edizione odierna del Corriere dello Sport-Stadio



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