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«Lavezzi a Napoli ha tutto ma vita privata difficile»

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NAPOLI - "E' difficile la vita privata di Lavezzi. Il Pocho calciatore a Napoli ha tutto: è amato dai tifosi, è sostenuto dagli stessi, si sente protagonista della squadra. Ma per ciò che concerne il Pocho uomo, dico che il mio assistito sono quattro anni che vive chiuso nella sua casa, senza suo figlio, che vive in Argentina e che quando arriva a Napoli non può portarlo neanche al parco perché assalito dalla gente". L'agente dell'attaccante argentino commenta a Radio Crc dopo il duro sfogo della compagna del Pocho: "Non è semplice vivere in questa maniera - continua - Per ciò che concerne il furto subito da Yanina invece, dico che la ragazza non pensa assolutamente che Napoli sia una città di m... anzi, è molto legata alla città di Napoli e quelle dichiarazioni sono state fatte a caldo. Lavezzi si trova in una condizione difficile per ciò che concerne la sua vita privata perchè si ritrova a non poter più uscire di casa e con la ragazza che adesso comincia ad avere paura di uscire anche da sola. Napoli non è una città sicura. Non so se i tre tenori del Napoli siano stati presi di mira, ma quando ad essere derubati sono stati proprio Lavezzi, Hamsik e Cavani una domanda nasce spontanea. La vita del Pocho a Napoli non è semplice, ma come calciatore ripeto, ha tutto. Una rapina può succedere a qualsiasi persona, ma ciò che è accaduto, lascia riflettere. Adesso Yanina è più tranquilla, anche perchè è una ragazza argentina e sa bene che episodi del genere possono accadere in qualsiasi parte del mondo. Napoli dà tanto ad un calciatore, ma poi questo entusiasmo lo si paga nella vita privata".


L'EPISODIO - "Escludiamo un disegno criminoso. Quello che, negli ultimi giorni, è accaduto a distanza di pochi giorni l'uno dall'altro ad alcuni giocatori del Napoli e che li ha posti all'attenzione dell'opinione pubblica relativamente a fatti criminosi, è soltanto una coincidenza e non abbiamo alcun elemento per affermare che vi sia una correlazione fra i tre episodi". La polizia di Napoli, attraverso la portavoce del questore Luigi Merolla, Valeria Moffa sgombra il campo da qualsiasi ipotesi, affacciatasi principalmente in commenti comparsi sulla rete, su una connessione tra il furto in casa di Cavani e le rapine dell'auto alla moglie di Hamsik e dell'orologio alla compagna di Lavezzi. "Qualcuno - spiega la Moffa - mette in relazione i tre episodi come se ci fosse un unico disegno criminoso volto a danneggiare la squadra sul piano sportivo. A noi non risulta nulla". "Si tratta - aggiunge la portavoce del questore - di tre episodi diversi, avvenuti in tre luoghi diversi e relativi a tipologie di reati completamente diverse l'una dalle altre. Ciò che è accaduto a Cavani ed alle signore Hamisk e Lavezzi avrebbe potuto succedere a chiunque ed in qualunque altra parte di Napoli o di altre città". "Per quanto riguarda la rapina dell'orologio alla signora Screpante - conclude la Moffa - attendiamo che presenti una denuncia sull'accaduto. In moltissimi casi, dopo la denuncia di atti criminosi come quello subito dalla signora, riusciamo a raggiungere ottimi risultati".



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