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Bruno Cortes, la Juve si piazza in prima fila

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ROMA - Manca l’erede, c’è un vuoto su quella fascia sinistra: ecco un altro dei nodi del Brasile. Roberto Carlos ha deciso di lasciare la maglia verdeoro nel 2006, dopo il mondiale in Germania, Da oltre cinque anni, la Seleçao cerca una soluzione. Tanti esperimenti, nessuna certezza: da Adriano a Gilberto, da Kleber ad Andrè Santos, da Michel Bastos a Marcelo e Fabio. Ora entra in pista Bruno Cortes, che sta vivendo una straordinaria favola. Nel 2007 giocava in serie C con l’Arturzinho, club di Campo Grande, quartiere di Rio de Janeiro. Era una figurina sconosciuta. Ma l’aspetto più curioso è che Bruno Cortes ricopriva il ruolo di attaccante esterno. In quattro anni, come ha raccontato ai cronisti che seguono il Botafogo, gli sembra di aver rovesciato il suo piccolo mondo. Ha appena firmato un contratto fino al 2015 con il Botafogo, è diventato in pochi mesi uno dei migliori terzini sinistri del Sudamerica, viene studiato dalla Juventus e ha scoperto anche il fascino della Seleçao grazie al commissario tecnico Mano Menezes, debuttando il 29 settembre nell’amichevole contro l’Argentina (2-0, gol di Lucas e Neymar).


LA CARTA D’IDENTITA’ - Bruno Cortes ha 24 anni, un’età di confine nel calcio, una sorta di passaggio a livello per provare a dare una definitiva accelerata alle proprie ambizioni e compiere il salto di qualità: è mancino, inventa dribbling e cross, sulla fascia viaggia spedito, ha una chiara predisposizione alla fase offensiva, ma sta facendo progressi anche in marcatura. Ha trovato la sua casa nel Botafogo, che per diciassette anni (dal 1948 al 1965) ha applaudito quel genio di Nilton Santos, terzino sinistro, soprannominato “l’enciclopedia del calcio” per la ricchezza del suo repertorio, due volte campione del mondo con la Seleçao nel 1958 in Svezia e nel 1962 in Cile.


LA SERIE C CON L’ARTURZINHO - La favola di Bruno Cortes, nato a Rio de Janeiro l’11 marzo del 1987, è sorprendente. La prima fase della sua carriera è stata il contrario, l’opposto, di quella attuale. Diversa nel ruolo, nelle speranze, nelle prospettive. Tutto comincia nel 2006, quando il tecnico Luiz Antonio Azular gli spalanca le porte del “Centro de Futebol Arturzinho” e lo lancia nel campionato di serie C. Nel 2007 viene ceduto in prestito al Paysandu e sempre nello stesso anno accetta di mettersi in gioco in Qatar, siglando un accordo con l’Al-Shahaniya. Un’esperienza breve, il ritorno in Brasile e la chiamata del Castelo. Nel 2009 si lega al Quissama e viene eletto miglior terzino della serie B brasiliana. La stagione successiva si conferma protagonista nel Nova Iguaçu, fino al trasferimento al Botafogo, avvenuto nello scorso mese di maggio.


IN COMPROPRIETA’ - Il Botafogo ha speso un milione e mezzo di dollari per la metà del cartellino di Bruno Cortes. Il Nova Iguaçu, che ora è allenato da Zinho, campione del mondo con il Brasile nel 1994 in America, ha sempre avuto un solido rapporto di collaborazione con il Botafogo. Bruno Cortes figura nella Top 11 del “Brasileirao”. E con la squadra guidata da Caio Junior sta lottando per il titolo: il Botafogo è terzo in classifica con 55 punti, preceduto da Vasco da Gama e Corinthians, entrambi a quota 58. Bruno Cortes non è l’unico pezzo pregiato. Anche Elkeson, classe 1989, mezzala, ex Vitoria, ha ricevuto parecchie richieste dall’estero: con otto gol è il miglior cannoniere del club di Rio de Janeiro, dopo il centravanti uruguaiano Sebastian Abreu, trentacinque anni e diciassette maglie indossate nel corso della sua carriera.


LA MAGLIA NUMERO 6 - Ha un casco di capelli ricci e gioca quasi sempre in un 4-4-2: davanti a lui, nel ruolo di esterno sinistro a centrocampo, si muove di solito Felipe Menezes. Sulle spalle porta il numero 6. E’ gestito dal procuratore Jorge Moraes. E il suo nome, così come quello di Elkeson, è stato segnalato ai dirigenti della Juve e a Conte. Bruno Cortes ha corsa e passo, è alto un metro e 79, pesa 78 chili, ha una buona struttura muscolare. A fare la differenza è la sua velocità:è un terzino che ruba il tempo agli avversari, ha resistenza, macina chilometri, con le sue accelerazioni trova gli spazi giusti. Garantisce ritmo e continuità, in alcune fasi della partita diventa un centrocampista aggiunto, un’ala sinistra. Si propone, si inserisce, arriva sul fondo, ha imparato ad attaccare con intelligenza, senza mettere a rischio gli equilibri della sua squadra. Il ct Menezes lo ha già convocato quattro volte nella nazionale verdeoro.


SEMPRE TITOLARE - Ha solo il passaporto brasiliano, può essere tesserato come extracomunitario. Nel “Brasileirao” ha totalizzato finora ventitré presenze, tutte da titolare. E’ stato sostituito tre volte. Quattro i cartellini gialli. Ha rimediato un’espulsione per doppia ammonizione alla 29ª giornata, nella gara vinta (2-0, gol di Abreu e Maicosuel) in casa del Corinthians. Ha giocato due partite nella Coppa Sudamericana contro l’Atletico Mineiro e il Santa Fe.


LA MOSSA - Il Botafogo, a maggio, aveva inizialmente ingaggiato Bruno Cortes con la formula del prestito fino al 31 dicembre. Poi, all’inizio di settembre, il presidente Mauricio Assunçao ha deciso di acquistare la metà del cartellino del terzino, che piace alla Juve e viene seguito anche in Germania (Bayer Leverkusen) e in Spagna (Siviglia).

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