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Sabatini: «De Rossi resterà Troveremo un accordo»

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ROMA -
«Luis Enrique può essere l’allenatore di una Roma fortissima». Walter Sabatini difende il tecnico spagnolo, nonostante le due sconfitte consecutive contro Genoa e Milan abbiano fatto precipitare le certezze in casa Roma: «Quando il mister fa le scelte - spiega il direttore sportivo giallorosso a Radio Manà Sport 24 - io non solo le assecondo, ma le condivido perché so che fanno parte del suo credo. Luis Enrique è un uomo propositivo e coraggioso, lui ha la fiducia totale della società. Può essere l’allenatore non solo della Roma, ma di una Roma fortissima».


POCHE VITTORIE - Le vittorie, però, stentano ad arrivare: «Il nostro obiettivo è quello di essere competitivi tutte le domeniche. Perché una squadra diventi forte nel tempo deve diventare forte subito. I risultati non ci stanno premiando, ma dobbiamo perseguire questa linea. E non possiamo aspettare tanto tempo. Sarà un anno di transizione? Dichiarare un obiettivo oggi sarebbe controproducente, oltre che sbagliato, ma questo non significa che dobbiamo rinunciare a combattere». E ancora: «Tutte le partite che ha giocato la Roma avrebbe potuto vincerle. Forse ci è mancata un po’ di fortuna».


SU DE ROSSI E IL DOCUMENTARIO - Il contratto di De Rossi è in scadenza giugno 2012, urge il rinnovo per non perdere il centrocampista a parametro zero: «Daniele è un giocatore della Roma e rimarrà un giocatore della Roma. È più di un auspicio: lui vuole rinnovare e la società vuole tenerlo. Sono certo che l’accordo lo faremo». Alcuni quotidiani oggi hanno fatto notare l’assenza di Totti e proprio di De Rossi alla prima del film “Undici metri”, dedicato alla memoria di Agostino Di Bartolomei: «C’erano Perrotta, Viviani, Caprari e Verre. È stata una nostra scelta portare i migliori ragazzi del settore giovanile, loro devo conoscere la storia della nostra società, in particolare questa vicenda così dolorosa».


SUI SINGOLI - Qualche considerazione su un paio di singoli, Lamela e Borriello. Il primo si sta imponendo partita dopo partita, il secondo non riesce a trovare spazio: «Lamela è un trequartista offensivo, può agire su tutto il fronte d’attacco come faceva al River Plate. Mi è piaciuto molto contro il Milan, ha dimostrato una forte personalità, che è una sua caratteristica. Borriello? È un calciatore importante. Attraversa un periodo di sofferenza, ma sono sicuro che ci tornerà utile. Arriverà il suo momento, anche perché si allena con grande professionalità».


SUL MERCATO - Un giudizio sul mercato condotto in estate, il primo da ds romanista: «Mi rimprovero un mucchio di cose, ma è nella mia natura. Non mi sono mai totalmente soddisfatto del lavoro che faccio. Al momento, comunque, non credo di aver fatto errori letali». Poi, svela un retroscena: «Siamo stati vicinissimi ad un calciatore importante che poi ha deciso di non venire. Non ho nessun rammarico da quel punto di vista, chi è arrivato potrà fare bene allo stesso modo». È Montolivo il mister X?: «Con Riccardo c’è stato un parlottio, ma non è lui. Faccio riferimento ad un ragazzo di cui non si è mai scritto sui giornali». A proposito della scelta del portiere, Stekelenburg, che qualcuno comincia a mettere in dubbio, assicura: «Marteen per noi è stato un obiettivo primario, ma non eravamo sicuri di prenderlo fino a quando non ha firmato. Ci sono stati in ballo anche Romero e Kameni, siamo contenti di essere arrivati all’olandese. Lascerà un segno nella storia della Roma».


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