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Luis Enrique: «Col Milan la stessa Roma di Genova»

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ROMA - Il concetto è che bisogna cogliere l’attimo: «Cerco di divertirmi e di divertire, non penso al mio futuro». Alla vigilia di Roma-Milan, Luis Enrique sembra preoccupato dall’influenza intestinale che lo debilita e non dai risultati altalenanti della squadra: «I risultati contano e decidono le fortune degli allenatori. Ma io non ho alcun problema, cerco solo di far crescere la Roma». Montella ha detto che, fosse stato lui a Trigoria, sarebbe già stato licenziato. Baldini ha confermato il concetto, come se la nuova idea di calcio andasse al di là della classifica. Luis Enrique è contento del supporto della società ma avverte: «Mi sento un privilegiato ad allenare la Roma. Per quanto riguarda Montella, non commento le parole di un collega. Se ha detto certe cose, bravissimo... Per il resto, se qualcuno un giorno mi dirà che devo andare via riuscirò ad essere felice da un’altra parte».


RIPETERSI - Corregge leggermente l’analisi che aveva fatto a caldo dopo la sconfitta di Genova: «Mercoledì ho visto la migliore Roma della stagione. Magari altre volte avevamo raccolto più di quanto meritassimo, stavolta no. Vorrei vedere lo stesso atteggiamento con il Milan. Ma dobbiamo essere più concreti nella fase offensiva e più concentrati nella fase difensiva. Ancora molte cose devono essere risolte». Sulla partita, Luis Enrique spiega: «Sarà un test forte per noi, ci potrebbe consentire di alzare il nostro livello di gioco. Il Milan punta allo scudetto, è campione d’Italia in carica, mi aspetto una sfida interessante. Noi continueremo con la nostra proposta di calcio, sperando che i nostri avversari ci permettano di applicarla». E’ pronto a salutare Mauro Tassotti, vice di Allegri, 17 anni dopo la gomitata mondiale di Boston: «E’ passato tanto tempo ed è un peccato, perché siamo tutti più vecchi. Ma non penso più a quello che è successo all’epoca in campo. Gli darò la mano, non ho alcun problema con lui».
 

LE SCELTE - Per una volta, concede un’apertura sulla formazione: «Pjanic è guarito e può giocare». Dovrebbe essere lui il trequartista, mentre davanti ha recuperato posizioni Borriello. Contro i vecchi compagni ha buone possibilità di ritrovare una maglia da titolare. Per Totti invece l’attesa sarà più lunga: sono poche le possibilità per Novara, sabato 5. Più probabile è che rientri dopo la sosta, a 50 giorni dall’infortunio di Roma-Atalanta. «Francesco è un giocatore diverso, un punto di riferimento per noi e per l’avversario - spiega Luis Enrique - prima torna e meglio è, lo aspettiamo».

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