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La serie D cambia regole: 5 giovani obbligatori

Il consiglio della Lega nazionale dilettanti ha approvato la norma per la prossima annata Sale di un’unità il numero dei “fuoriquota” da schierare obbligatoriamente in ogni partita

Il consiglio della Lega nazionale dilettanti ha approvato la norma per la prossima annata Sale di un’unità il numero dei “fuoriquota” da schierare obbligatoriamente in ogni partita. Un provvedimento definito “sperimentale” ma che sconvolgerà il mercato delle società.

La serie D cambia regole: 5 giovani obbligatori.

Della decisione beneficeranno i calciatori nati nel 1988 che ritarderanno di un anno il passaggio tra i “vecchi”.

Le squadre perderanno in esperienza e spettacolo e i giocatori più esperti scenderanno di categoria.

L’ipotesi ventilata nelle ultime settimane è diventata realtà: dalla prossima stagione saranno 5 i giovani da schierare obbligatoriamente in serie D, uno in più rispetto a prima. A stabilirlo è stato il consiglio della Lega nazionale dilettanti. La novità sarà introdotta in via sperimentale per l’annata 2009-’10: sarà necessario schierare dal primo minuto e per tutto il corso della gara almeno un giocatore nato nel 1988, uno dell’89, due del ‘90 e uno del ‘91. Perchè la regola entri in vigore manca ormai soltanto l’ufficialità.
La decisione dell’organo consiliare della Lnd già fa discutere le società dell’Interregionale. Se, infatti, a prima vista l’innalzamento a cinque del numero dei giovani da schierare obbligatoriamente potrebbe non incidere granchè sulla formazione delle rose, in realtà il provvedimento rischia di sconvolgere le linee di mercato dei club della serie D.
Il mercato. La rosa dovrà essere rimpolpata ulteriormente di giovani, almeno dieci, con la conseguenza che il calciomercato di quest’estate sarà all’insegna della “caccia” al talento più promettente. E con cinque juniores in campo dall’inizio, è chiaro che la scelta dei direttori sportivi sarà decisiva ai fini del raggiungimento di qualsiasi obiettivo. Già si era visto, con la precedente regola, quanto fossero importanti i prescelti.
I beneficiari. I maggiori “beneficiari” per la prossima stagione saranno i calciatori nati nel 1988, che continueranno così a essere considerati “fuoriquota”. E dunque da primi giocatori in odore di “taglio”, rimarranno nella schiera dei giocatori fondamentali. Questo un altro degli effetti del pokerissimo. Assieme a un almeno prevedibile diminuzione dei costi di gestione per le società.
Gli allenatori. I tecnici della serie D, viceversa, potrebbero risentirire in negativo della nuova regola. Già gli anni scorsi erano stati in molti a lamentarsi per il fatto di dover schierare obbligatoriamente quattro giovani. Un fuoriquota in più complica inevitabilmente i piani di coloro i quali sono poco propensi a puntare sull’entusiasmo del giovane più che sul talento, a scapito dell’esperienza. Dalla preparazione tecnico-tattica, al modulo di gioco, all’attuazione degli schemi: diversi gli aspetti potenzialmente influenzabili. Senza contare la necessità di disporre di un comparto fuoriquota più nutrito e omogeneo, per supplire senza conseguenze a eventuali squalifiche o infortuni.
Lo spettacolo. La serie D è l’unica categoria ad avere imposizioni così restrittive sui giovani da schierare dall’inizio. In Eccellenza e in Promozione, il regolamento ne prevede solo due in campo dal primo minuto, mentre in Lega Pro a essere regolamentata è soltanto la composizione della rosa (limitando il numero dei “vecchi”) , con incentivi economici in caso di utilizzo di giocatori nati dal 1987 in poi. Uno dei rischi che corre la serie D è che a rimetterci sia la qualità dello spettacolo. Ma non solo. Un’Interregionale sempre più palestra per i più giovani incrementerà l’esodo di giocatori “esperti”, anche blasonati, nelle categorie dilettantistiche regionali. Il cui livello è destinato ad innalzarsi. Non soltanto a livello tecnico, ma pure economico.
Alberto Bertolotto (rassegna stampa Messaggero Veneto)

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