Rispondi al commento

user warning: Table 'c109agcalcio.d6_wysiwyg' doesn't exist query: SELECT * FROM d6_wysiwyg in /var/www/sites/all/modules/wysiwyg/wysiwyg.module on line 538.

Lippi 1994, Conte 2011: la stessa Juve da scudetto

in

TORINO - Non è solo il giochino dei confronti senza tempo, quello che trasforma il calcio in caleidoscopio e sovrappone Maradona e Messi, l’Inter di Herrera e quella di Mourinho. Nel caso delle due Juventus, la prima di Lippi e questa di Conte, i paragoni sono genuini, le coincidenze mai forzate, riconosciute infatti dai vecchi protagonisti che oggi si specchiano negli eredi. Due squadre con un’infinità di tratti comuni, forse perché si somigliano in primo luogo gli allenatori: non tanto come filosofia tattica, quanto come capacità di motivare e fare gruppo, trasmettere quel furore agonistico che permette di vincere anche se tecnicamente non si è migliori. La prima Juve di Lippi sbucava da 9 anni di digiuno e da mille promesse disattese, aveva pochi campioni - alcuni non sapevano ancora di esserlo - e sopperiva con la fame e con la voglia, attingeva alle qualità del pallone di provincia. Conte, sin dal primo giorno, ha preteso che i suoi ragazzi mangiassero l’erba, li ha torchiati con allenamenti da marines e plasmati caratterialmente, e adesso che ha annichilito il Milan sente d’aver imboccato la strada giusta. E’ presto, certo, e la Juve si è già scottata troppe volte, però se aggredisci e domini i campioni d’Italia significa che puoi andare davvero lontano. Lippi capì d’avere in pugno una grande squadra proprio dopo una vittoria sui rossoneri, pazienza se l’esperienza difettava e la qualità era inferiore alle rivali. Aveva la luce di Paulo Sousa, come Conte ha quella di Pirlo. E si godeva Vialli, blindato dopo aver sfiorato l’addio, così come Conte coccola Marchisio che sembrava destinato all’oblio o al riciclo tattico. Lippi, che non aveva ancora vinto nulla, al primo tentativo ha acciuffato lo scudetto: Conte non può sapere come andrà a finire e fa benissimo a volare basso per non diventare spacciatore di illusioni. Però adesso sa che la squadra c’è, che la Juve ha ritrovato l’anima perduta: quell’anima che le restituì già Lippi quando lui correva a centrocampo.


Leggi il servizio completo sull'edizione odierna del Corriere dello Sport-Stadio

Vuoi commentare o votare questo articolo? Registrati subito!

Rispondi

  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Elementi HTML permessi: <a> <em> <strong> <cite> <code> <ul> <ol> <li> <dl> <dt> <dd> <b> <br>
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.

Maggiori informazioni sulle opzioni di formattazione.

Copyright © 2008/2009 Kines S.r.l. - C.F. e P.IVA: 02970240160