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«Trapani, costruiamo oggi il nostro domani»

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TRAPANI – I bambini corrono allo stadio “Provinciale”, mamme e papà sono al seguito e anche chi ha le tempie grigie si incammina con la bandiera granata e raggiunge il campo da gioco. A Trapani il calcio non ha età, la passione si eredita da piccoli, è nel Dna come i colori della maglia. Coinvolgimento, emozione, gioia e “sofferenza” si intrecciano sugli spalti e sono presenti oggi come lo erano nel passato. Non c’è differenza. La storia del Trapani è ricca di fascino e si compone di tante pagine, simile ad un libro da sfogliare con curiosità, da rileggere con cura o da riscoprire. Dal momento della fondazione della prima società (U.S. Trapanese) il calcio della città siciliana ha vissuto il suo primo vero campionato nella stagione 1921-22, quando la Vigor Trapani arrivò quinta. Da allora la società ha cambiato il proprio nome in Trapani AS, Juventus Trapani, Drepanum AS, Trapani AC, Trapani AS 1906, Trapani calcio. Ha preso parte in totale a 39 campionati di Serie C. Scorrendo nelle pagine del libro, troviamo che il primo allenatore che ha lasciato una traccia, nella prima metà degli anni trenta, fu l’austro-ungherese Heinrich Schonfeld. Arrivò a Trapani dagli Stati Uniti, prima in Italia aveva giocato con Torino e Inter.


PROGETTO – Oggi alla guida dell’ambiziosa squadra del presidente Vittorio Morace, c’è il gelose Roberto Boscaglia, che dal 2009 al 2011 ha portato il Trapani dalla Serie D alla Prima Divisione. A Trapani si respira un bel clima, si costruisce, si vive di calcio, si crede nei giovani. Anche il nuovo centro sportivo è pensato per le nuove promesse del calcio. “Il centro è la nostra scommessa ed il regalo per i giovani – dichiara soddisfatto il presidente Morace – ha un campo in sintetico ed è una struttura all’avanguardia. Incarna la nostra volontà di lavorare sui giovani di questa città anche dal punto di vista sociale, dando loro dei valori che si porteranno dietro tutta la vita e dando loro l’occasione che meritano. Siamo per un calcio che lancia messaggi positivi non solo in campo, ma anche sugli spalti con tante famiglie e bambini. E’ il bello del calcio dei club di Lega Pro e di un campionato nazionale che fa incontrare tante città del Nord e del Sud. Siamo come una famiglia allargata”.


MISSION – Trapani si è fatta conoscere al mondo anche come città delle vele. E’ stata scelta come teatro di competizioni sportive di vela e ha ospitato alcune tappe della Coppa America (unica edizione italiana e seconda europea dopo Valencia). La città siciliana è accogliente come un padrone di casa ed ha aperto le porte e dato l’ospitalità all’under 20 di Lega Pro, impegnata nella semifinale dell’International Challenge Trophy contro il Portogallo. In seimila hanno applaudito gli azzurrini. Questo è il cuore di Trapani che è pronta a volare sulle ali dell’entusiasmo sul rettangolo verde di gioco con il pallone che gonfia la rete. “Mai abbassare la guardia e guardare lontano per costruire”. Sono le parole del patron Morace che i giocatori hanno saputo mettere in campo.


LA STAGIONE 1994-95 E QUELLA MAGLIA GRANATA INDOSSATA DA MATERAZZI



Una sola stagione, ma intensa che ha contribuito a segnare la sua carriera. Questa parentesi di rilievo si chiama Trapani Calcio. Marco Materazzi è arrivato fino al tetto del mondo con la maglia azzurra il 9 luglio del 2006: questo è il passato recente, il passato remoto lo vede vestire la maglia granata del club siciliano nel 1994-95. Materazzi, reduce da una stagione in serie D a Marsala, fa l’esordio nell’allora serie C, a 22 anni. Partito come riserva, gara dopo gara, si conquista un posto e diventa titolare, segnando anche due reti in tredici partite. Torna alla mente un Trapani – Empoli, finita 1-1. I gol portano la firma di due giocatori che conosciamo bene. Per i siciliani segna Marco Materazzi ed i toscani rispondono con Vincenzo Montella. L'anno successivo, l’ex interista viene ceduto al Perugia in serie B e continua una straordinaria carriera. Nel suo palmares oltre al Mondiale 4 Coppe Italia, 4 Supercoppe Italiane, 5 scudetti, 1 Champions League. Il primo amore non si scorda mai: è il calcio dell’ex serie C, oggi Lega Pro, che lo ha fatto conoscere. Il calcio della maglietta sudata, dei campanili, delle tradizioni, della voglia di emergere, con l’orgoglio di dire: “Ce l’ho fatta”.


Ufficio Stampa Lega Pro


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