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Il Napoli è il re dell'estate. Le pagelle del mercato

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MILANO, 1 settembre - Dalle 19 di ieri il mercato ha chiuso e adesso parlerà il campo. Quanti affari nel finale, con una gior­nata conclusiva come sempre convul­sa e piena di colpi di scena. Ai blocchi partenza vediamo Milan e Napoli da­vanti a tutte. Perché forse hanno inci­so meno delle altre sul blocco dei tito­lari, ma questo significa solo che sa­ranno più collaudate ai nastri di par­tenza. Nel caso del Napoli con una mediana nuova, più solida e affidabi­le, composta da Dzemaili e Inler, per sostenere il trio delle mera­viglie Lavezzi-Hamsik-Ca­vani, difesa con i denti da De Laurentiis. Ci credeva­no in pochi, forse: noi sì, da sempre. La forza del merca­to fatto dal ds azzurro Bigon è nel consolidamento di una panchina che ha visto ag­giungersi Rosati come vice De Sanctis, e poi Fideleff (aspettando il rientro di Bri­tos), Donadel, Santana, Cha­vez, Pandev. Una rivoluzio­ne poco evidente - perché attuata sulle seconde linee per otto dei dieci innesti ­ma di sostanza.


MILAN - E che dire del Milan: Tai­wo e Mexes a parametro ze­ro, Aquilani, affare fatto a Liverpool, l’ultimo guizzo con Nocerino per tampona­re l’assenza di Flamini, ed El Shaarawy, giovane talen­to tutto da scoprire.


ROMA - Dietro Juventus e Roma. Quella attuata dai gialloros­si è stata una rivoluzione at­tesa e dettata dal cambio di proprietà e dei dirigenti ad­detti alle nuove strategie. Il finale è stato scoppiettante: Kjaer, Pjanic, Gago (più il baby talento Borini che for­se intasa un po’ l’attacco). Prima erano arrivati due giovani talenti come Bojan e Lamela e un portiere affi­dabile come Stekelenburg. La Roma intriga (...anche Delio Rossi). Luis Enrique a tutto questo può aggiungere un asso come Francesco Totti. Ci pensi, il suo è un lusso che hanno in pochi. Profonda ed interessante anche la rivoluzione della Juve, meno attesa perché si era parlato di mercato di qualità e invece ha portato una nuova infornata di ac­quisti: certamente Vidal, Pirlo e Vucinic alzano molto il tasso tecnico. E Conte va­le quanto un acquisto sul campo: per quello che sa trasferire al gruppo e al­l’ambiente.


LAZIO - Ha fatto qualità anche la Lazio in attacco regalandosi la coppia Klose-Cissè: resta il rammarico di dover ri­nunciare a Zarate, soprat­tutto quando poi te lo pren­de l’Inter, che a questo mer­cato probabilmente poteva aggiungere qualcosa in più di Alvarez, Forlan e Castai­gnos, vista la cessione di una star come Eto’o. Firen­ze si tiene le sue di star, Var­gas, Gilardino e Montolivo, non fa partire Cerci, ritrova Jovetic, inserisce un nazio­nale come Cassani e un ta­lento come Nastasic: un buon mercato, anche qui una panchina migliore. A uno-due sacrifici i fiorentini forse erano pronti: Della Valle ha detto no.


PALERMO - E il Palermo? Difficile non incidere in negativo sul­l’entusiasmo della gente dando i segnali di smobilita­zione con le tante cessioni, Zamparini ha tutto per dare risposte. Torna Pierpaolo Marino nell’agone e rivolu­ziona l’Atalanta. Tra le novi­tà guardate il Cesena.


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