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Coates, che scoperta in Coppa America

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ROMA, 28 luglio - Erano sedici anni, dalla finale del 23 luglio del 1995 allo stadio del “Centenario” di Montevideo, vinta ai rigori per 5-3 contro il Brasile di Aldair, Edmundo e Roberto Carlos, che l’Uruguay non alzava al cielo la Coppa America. Era la nazionale di Francescoli e Fonseca, di Poyet e Ruben Sosa, di Bengoechea e Otero. Il ct della Celeste, all’epoca, era Hector Nuñez. Stavolta la festa porta la firma di Oscar Washington Tabarez, che nello spazio di un anno ha guidato l’Uruguay prima al quarto posto al Mondiale in Sudafrica e ora sul podio più alto in Coppa America.


DA GRADIN A FORLAN - Un trionfo storico, da record, visto che ha permesso all’Uruguay di sorpassare l’Argentina nella classifica dei successi in Coppa America: quindici contro quattordici. Dalla vittoria del 1916 nella prima edizione, organizzata anche allora dall’Argentina e illuminata dai colpi dell’uruguaiano Isabelino Gradin, classe 1887, centravanti del Peñarol, primo capocannoniere nella storia della Coppa America con tre gol, ai caroselli in piazza per il 3-0 nella finale a Buenos Aires di domenica scorsa contro il Paraguay (doppietta di Forlan e rete di Suarez).


L’INVESTITURA - Uno scenario nuovo: l’Uruguay è diventato il re del Sudamerica. L’Argentina è in crisi: il ct Sergio Batista è stato licenziato, Alejandro Sabella (ex Estudiantes) o Gerardo Martino (che ha appena lasciato la panchina del Paraguay) in corsa per la successione. Fatica anche il Brasile di Mano Menezes: poche luci e molte ombre in attesa del Mondiale del 2014, quando sarà chiamato a recitare il ruolo di padrone di casa.


ECCO COATES - Da Cavani (Napoli) a Suarez (Liverpool), da Hernandez (Palermo) a Muslera (Galatasaray, ex Lazio) e Lodeiro (Ajax): la recente crescita dell’Uruguay è stata accompagnata da un vivaio che ha prodotto grandi talenti. C’è un progetto dietro la scalata dalla nazionale di Tabarez. E la Coppa America ha spinto in prima fila anche un altro elemento molto interessante, il difensore centrale Sebastian Coates, vent’anni, premiato come miglior giovane della manifestazione, seguito già nella scorsa estate dal Milan, dalla Juventus e dalla Lazio.


IN COPPIA CON LUGANO - Gioca nel Nacional di Montevideo e in Coppa America si è ritrovato nel blocco dei titolari dell’Uruguay dopo gli infortuni di Diego Godin (che l’Atletico Madrid ha preso un anno fa dal Villarreal) e di Mauricio Victorino, ingaggiato a febbraio dal Cruzeiro dopo due stagioni con la maglia dell’Universidad de Chile. Coates è stato lanciato nella mischia da Tabarez, che aveva già accarezzato l’idea di convocarlo per il Mondiale del 2010. Con grande maturità, superando le insidie di un appuntamento così rischioso, ha sostituito due giocatori esperti come Godin (26 anni) e Victorino (28). Coates è stato schierato al fianco di Diego Lugano, classe 1980, che si prepara a lasciare il Fenerbahce e il campionato turco.


ELEGANZA E POTENZA - Cresciuto nel settore giovanile del Nacional di Montevideo, che adesso è allenato dall’argentino Marcelo Gallardo, ex trequartista del River Plate, del Monaco e del Paris Saint Germain, Coates è il pezzo pregiato della nuova generazione di uruguaiani. E’ nato a Montevideo il 7 ottobre del 1990: in quel periodo il “Maestro” Tabarez aveva già concluso la sua prima esperienza da ct dell’Uruguay, in occasione del Mondiale in Italia. Coates è un centrale potente, elegante, è alto un metro e 96, pesa 91 chili, ma è agile e rapido nei recuperi, attento nelle chiusure. Esce dall’area di rigore con personalità, fa ripartire l’azione, ha un lancio lungo e preciso. E’ ordinato, non soffre le punte di bassa statura, che puntano sulla velocità. Usa soprattutto il destro, può fare il centrale in una linea a quattro, ma ha giocato con buoni risultati anche in una difesa a tre. E’ forte in elevazione, a volte è un po’ ruvido nei contrasti.


COMUNITARIO - Ha anche il passaporto spagnolo e può essere tesserato come comunitario: un particolare che ne aumenta la valutazione, stimata dal Nacional intorno agli otto milioni di euro. Coates ha fatto parte delle nazionali under 17 e under 20. E’ titolare nel Nacional da due stagioni, quando fu inserito in prima squadra dal tecnico Gerardo Pelusso.


LA STORIA - Viene soprannominato “el patron”, il padrone, per il temperamento e la freddezza che dimostra all’interno dell’area di rigore. Ha sempre giocato nel ruolo di centrale: a livello giovanile ha ricevuto spesso la fascia di capitano. Ha debuttato nel calcio professionistico contro il Bella Vista il 18 aprile del 2009. Il quotidiano “El Paìs” applaudì il suo esordio indicandolo come il migliore in campo. Otto giorni più tardi ha segnato il suo primo gol nella serie A uruguaiana contro il Liverpool. Anche in Coppa Libertadores è stato capace di conquistare subito la vetrina, grazie a un gol nella sfida con il Palmeiras.


IL MONDIALE UNDER 20 - E’ un difensore che riesce a dare un’impronta alla manovra e che avanza sui calci piazzati, sfruttando la sua altezza, il suo fisico, la sua capacità di far saltare le marcature con i suoi inserimenti. Nel 2009 ha contribuito allo scudetto del Nacional, firmando due gol pesanti nella doppia finale con il Defensor Sporting. Tabarez ha seguito tutta la sua ascesa, ammirandolo già durante il Mondiale Under 20 in Egitto.


IL CONTRATTO - Ha un contratto fino al 31 dicembre del 2012 e il suo procuratore è Matias Pittini. Nel campionato uruguaiano ha totalizzato finora cinquantaquattro presenze. Ha segnato quattro gol. E’ stato scoperto da bambino dal Nacional. Ha cominciato a giocare nelle strade di Montevideo, nel quartiere Malvin Norte, dove abitano ancora i suoi genitori. Prima di avvicinarsi al calcio, la mamma lo aveva iscritto a una scuola di basket, il “Club Banco Republica”. Nel 2001 è entrato nel vivaio del Nacional, facendo così il suo ingresso al “Parque Central”. Il Nacional lo soffiò agli osservatori del Danubio, altra società di Montevideo. La prima svolta professionale risale all’inverno del 2008, quando l’allenatore della prima squadra Gerardo Pelusso lo inserì nell’elenco dei convocati per il ritiro invernale a San Josè, in vista della preparazione per il campionato. Coates aveva appena vinto la “Punta Cup” con la formazione Primavera.


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