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Ecco De Gea, lo United ha l’erede di Van der Sar

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ROMA, 1 luglio - Dal danese Peter Schmeichel al francese Fabien Barthez, fino all’olandese Edwin Van der Sar. E ora ecco David De Gea, campione d’Europa con la nazionale spagnola Under 21 di Luis Milla. Nel Manchester United continua la tradizione dei portieri stranieri, cominciata nel 1991 quando Alex Ferguson decise di prendere Schmeichel dal Broendby, che in quella stagione aveva raggiunto a sorpresa la semifinale di Coppa Uefa. Sono vent’anni che i Red Devils non puntano su un inglese nel ruolo di titolare: l’ultimo è stato, nel 1990-91, Les Sealey, cresciuto nelle giovanili del Coventry e arrivato all’Old Trafford dopo una serie di esperienze nel Luton Town e nel Plymouth Argyle.


LA SCELTA - E’ costato ventuno milioni di euro al Manchester United. De Gea è considerato in Spagna l’erede di Iker Casillas: piaceva al Real e al Barcellona. Ha vent’anni anni, si è fatto largo nell’Atletico Madrid, club dove ha svolto tutta la trafila nel settore giovanile. Ferguson ha puntato su De Gea, portando avanti una lunga e complicata trattativa con il presidente Enrique Cerezo, produttore cinematografico: un braccio di ferro sul prezzo, un’operazione conclusa da David Gill, direttore esecutivo del Manchester United. E’ il terzo colpo dei Red Devils sul mercato dopo il difensore Phil Jones, classe 1992, ex Blackburn Rovers, e l’attaccante esterno Ashley Young, venticinque anni, preso dall’Aston Villa, sette reti nell’ultimo campionato inglese. De Gea è l’erede di Van der Sar: è stato preferito a Maarten Stekelenburg, che ha appena vinto lo scudetto con l’Ajax e ha il contratto in scadenza nel 2012. Stekelenburg è al centro dei pensieri della Roma. De Gea ha qualità importanti: viene indicato, fra gli under 21, come il portiere più promettente e più completo a livello europeo. E’ alto un metro e 92 (per un peso di 82 chili), ha una presa plastica, è bravo nelle uscite, ha personalità, guida il reparto, ha istinto, eleganza e senso della posizione. Ha lasciato l’Atletico Madrid fra le proteste dei suoi tifosi, che adesso rischiano di perdere anche l’altro idolo, Sergio Aguero, corteggiato dalla Juventus e dal Manchester City. De Gea ha conquistato con i “colchoneros” l’Europa League e la Supercoppa europea nel 2010. E’ stato uno degli artefici del trionfo della Spagna Under 21 all’Europeo di categoria, ma con le nazionali giovanili aveva centrato anche un titolo europeo Under 17.


LA STORIA - De Gea ha firmato con il Manchester United un contratto per cinque stagioni. Nella storia della Premier League è diventato il portiere più pagato. E’ nato a Madrid il 7 novembre del 1990, anche se ha trascorso l’infanzia a Illescas, in provincia di Toledo. Ha sempre giocato tra i pali, come ha raccontato in diverse interviste. Ha iniziato nella scuola-calcio di Casarrubuelos, a Madrid. E più avanti ha fatto esperienze nel “Colegio Castilla”, che ha un legame storico con il Real. Ma all’età di tredici anni, durante un provino, è stato tesserato dall’Atletico Madrid. La storia di De Gea è quella di un predestinato. A diciotto anni e dieci mesi ha debuttato in Champions League contro il Porto (0-2, gol di Falcao e Rolando: era il 30 settembre del 2009. A lanciarlo è stato il tecnico Quique Sanchez Flores al posto di Roberto, bloccato da un infortunio muscolare dopo 25’ del primo tempo. Tre giorni più tardi De Gea ha fatto anche la sua prima apparizione davanti al pubblico del Vicente Calderon, in occasione della gara di campionato contro il Saragozza (2-1). Quique Sanchez Flores l’ha promosso titolare dal 24 gennaio del 2010, diciannovesimo turno della Liga (Getafe-Atletico Madrid 1-0, rete di Del Moral). De Gea è stato uno dei protagonisti del trionfo in Europa League: splendida la sua prova nella finale con il Fulham, allenato in quel periodo da Roy Hodgson. Una sfida terminata 2-1 per l’Atletico e decisa da una doppietta di Diego Forlan. Ha regalato alla gente del “Vicente Calderon” emozioni speciali: doloroso il distacco, ma la prospettiva di giocare all’Old Trafford lo affascina. Ha conquistato con l’Atletico Madrid anche la Supercoppa europea, superando l’Inter di Rafa Benitez a Montecarlo: De Gea, quella sera del 27 agosto del 2010, ha parato un rigore a Diego Milito, blindando nei minuti finali il risultato di 2-0, firmato da Reyes e Aguero. Ha salutato l’Atletico soltanto con un rimpianto, a livello sportivo: la mancata conquista della Coppa del Re, sempre nel 2010, contro il Siviglia.


GLI APPLAUSI - Il Manchester United lo seguiva da quasi due anni. Ferguson aveva provato a portarlo in Premier League già nella scorsa estate, ma l’Atletico Madrid si era opposto. De Gea si è preso la vetrina anche durante l’Europeo Under 21: è stato il portiere meno battuto del torneo. Ha subìto appena due gol: il primo contro l’Inghilterra e il secondo nella semifinale con la Bielorussia. David De Gea Quintana sbarca in Premier dopo aver giocato 57 partite nella Liga. Ha agilità e forza esplosiva: in Spagna ha compiuto una serie di prodezze. Il ct Vicente Del Bosque aveva pensato di portarlo al Mondiale del 2010 in Sudafrica come terzo portiere. Ma alla fine, dietro a Iker Casillas e Victor Valdes, aveva deciso di convocare Pepe Reina. De Gea riesce a disimpegnarsi anche con i piedi: nelle situazioni più delicate trasmette serenità ai suoi compagni. Si è presentato ai tifosi del Manchester United con grande umiltà: «Sono orgoglioso di aver ricevuto questa splendida opportunità. Dovrò dimostrare di meritare questa una così prestigiosa”, ha dichiarato dopo aver trascinato la Spagna al successo nell’Europeo Under 21. Nel Manchester United lavorerà con il danese Anders Lindegaard (1984) e il polacco Tomasz Kuszczak (1982).


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