Rispondi al commento

user warning: Table 'c109agcalcio.d6_wysiwyg' doesn't exist query: SELECT * FROM d6_wysiwyg in /var/www/sites/all/modules/wysiwyg/wysiwyg.module on line 538.

Cavani, che cuore! L’Uruguay applaude

in

ROMA, 1 luglio - L’Argentina pronto all’esordio contro la Bolivia, l’Uruguay si mette in viaggio per Mendoza sede del suo ritiro in questa Copa América. Il Pocho Lavezzi pregusta l’ingresso in campo con la maglia della Selección albiceleste, il Matador sempre più personaggio di rilievo della Celeste.


CAVANI - Il fuoriclasse uruguaiano del Napoli ha conquistato il cuore dei suoi connazionali con una frase: «Al mio capitano Diego Lugano in campo a volte lo chiamo “Tota”, ma poi mi correggo e lo tratto con il rispetto che merita come capitano e come referente». In maniera candida, Cavani mette in risalto la cortesia e l’educazione che occorre avere nei confronti dei compagni in genere e del proprio capitano. Può sembrare una scena da libro “Cuore”, ma Cavani è così.


LA CELESTE - L’Uruguay del maestro Oscar Washington Tabárez è una nazionale molto “tradizionalista” e il rispetto nel gruppo è uno dei punti fondamentali. Cavani, in maniera semplice e spontanea, ha di fatto innalzato Diego Lugano al rango dei grandi capitani della Celeste. Non a caso la stampa sportiva uruguaiana ha storicizzato l’episodio applaudendo Cavani e tirando in ballo i mostri sacri del football nazionale: da José Nasazzi a Pedro Cea, da Héctor Scarone a Pedro Petrone, gente che ha vinto due olimpiadi e un mondiale. Ed è singolare che quasi tutti i calciatori citati hanno almeno un genitore di origine italiana. Basti ricordare Josè Nasazzi, figlio del lombardo Giuseppe e di Jacinta Yarza di origine basca, detto il “Maresciallo” e ancora oggi il più titolato della storia del calcio uruguaiano, in più di un’occasione rinunciò a giocare contro squadre italiane e la nazionale azzurra perché lo aveva promesso al padre emigrato in Uruguay, ma sempre con il tricolore nel cuore e il ritratto di Garibaldi in casa.


STELLA MONDIALE - Il 24enne Edinson Cavani è uno dei più giovani della nazionale uruguaiana, ma è già una stella mondiale. Arrivò nella Celeste con il soprannome di “el Botija”, il ragazzino, prima di conquistarsi sul campo con la maglia del Napoli l’appellativo di “Matador” per le reti realizzate. Adesso anche gli uruguaiani lo chiamano “Matador” come i tifosi partenopei.


SI PARTE – La Celeste farà il suo esordio in Copa América lunedì 4 luglio contro il Perù a San Juan in Argentina. Nel girone C ci sono anche Cile e Messico. Oggi la nazionale uruguaiana si trasferisce a Mendoza, sede del suo ritiro in Argentina, che si trova a circa 170 km da San Juan. Tra i 23 scelti da Tabárez è ampia la “pattuglia” dei charrúa che giocano in Italia: oltre a Edinson Cavani, presenti anche il portiere Fernando Muslera in predicato di lasciare la Lazio e l’Italia, i centrocampisti Diego Pérez del Bologna, Walter Gargano (Napoli) e Álvaro González (Lazio) nonché l’attaccante Abel "Joya" Hernández del Palermo. Questo servizio è realizzato in esclusiva da Biagio Angrisani per il Corriere dello Sport-Stadio ed è vietata la riproduzione senza autorizzazione.


Vuoi commentare o votare questo articolo? Registrati subito!

Rispondi

  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Elementi HTML permessi: <a> <em> <strong> <cite> <code> <ul> <ol> <li> <dl> <dt> <dd> <b> <br>
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.

Maggiori informazioni sulle opzioni di formattazione.

Copyright © 2008/2009 Kines S.r.l. - C.F. e P.IVA: 02970240160