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Prandelli: «Scommesse? Adesso nessuna pietà»

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MODENA, 2 giugno - Cesare Prandelli ha annunciato la formazione anti-Estonia: «Buffon in porta, poi Maggio, Ranocchia (se sta bene, altrimenti Gamberini), Chiellini, Balzaretti; Pirlo; Montolivo, Marchisio; Aquilani; Cassano, Rossi». Fuori un centravanti di ruolo (ce ne sono tre qui a Modena: Matri, Gilardino e Pazzini), dentro due piccoletti stile Barcellona. Il ct poi spiegherà perchè, ma si comincia dal calcioscomesse.


E’ stata di nuovo tradita la passione degli italiani?

«No, io non mi sento tradito. Il mondo del calcio al 99 per cento è fatto di entusiasmo, di passione e di grandi valori, non fa testo una percentuale minima di stupidi, anche se fa male. Purtroppo siamo abituati a svegliarci la mattina e trovare sempre uno scandalo sui giornali. Anche due milioni di case fantasma è uno scandalo. Ce la mettiamo tutta per trasmettere i giusti valori, ma ci sono troppe tentazioni, quando arrivi a guadagni facili alla lunga paghi, il messaggio che dobbiamo dare è che per guadagnare dei soldi bisogna sudare».


Dopo calciopoli ci eravamo illusi che ci fosse un’aria nuova. Possiamo dire invece che il calcio è sporco come prima?


«No, possiamo dire che imn certe aree è molto più facile trovare situazioni come queste. Dovremo rivedere un po’ il discorso del professionismo. In prima e seconda divisione ci sono situazioni difficili e così è più facile che ci siano certe storture. Dobbiamo abbattere il muro dell’omertà, in quelle categorie ci sono situazioni paradossali. Ma nonostante questo, nessuna giustificazione, nessuna pietà, perchè chi ha sbagliato è giusto che paghi. Dovremo solo riflettere su tutto».


E’ coinvolto anche un grande campione.


«In questo momento dobbiamo aspettare il lavoro dei magistrati, poi dare i giudizi».


Se lei incontrasse Signori, cosa gli direbbe?


«Che dobbiamo sempre ricordarci che abbiamo una grande responsabilità. Forse un abbraccio potrebbe essere la cosa migliore. Beppe diceva che le scommesse erano la sua vita. Secondo me la vita invece è un dono e bisogna viverla bene».


Stavolta c’è un’organizzazione criminale dietro al calcio. Lei ne ha mai avuto sentore?

«Possiamo solo trasmettere i veri valori a questo ragazzi. I tesserati in Italia sono 16.000, chi commette quei reati appartiene a una percentuale bassa ma non per questo dobbiamo fare finta di nulla. Dobbiamo essere duri, combattere questo tipo di criminalità e stare attenti affinchè i nostri ragazzi non abbiano frequentazioni con tipi loschi».


Calcioscommesse ‘82, poi calciopoli 2006: in quegli anni abbiamo sempre vinto il Mondiale. E’ un modo per sentirsi rinfrancati.

«Non devo rinfrancare nessuno. Dobbiamo invece alzare i toni, non avere paura e dire le cose come stanno. In questi giorni di Nazionale l’argomento principale era questo, anche se avrei voluto la testa sull’Estonia. Ma so che non saremo distratti: con questa partita possiamo cominciare a dare subito segnali positivi».


Moggi dice che questo calcio è peggiore del suo.


«Non so se è peggiore o migliore. Dobbiamo solo agire con responsabilità»


Perchè Rossi e Cassano e non un centravanti puro?


«Senza fare tanta pretattica, perchè tanto in un giorno difficilmente gli estoni riusciranno a trovare un assetto diverso per giocare contro di noi, abbiamo visto che a Tallinn, tutte le volte che abbiamo manovrato senza dare punti di riferimento, li abbiamo messi in difficoltà. E’ una scelta in base all’avversario».
 

C’entra anche il calcio dei piccoletti del Barcellona?


«Lasciamo stare questi discorsi».



Vincendo domani la qualificazione è pressochè certa.


«Per questo ritengo che quella di domani sia la partita più importante della stagione, i tre punti contano tanto. Non so se basteranno, ma possono diventare fondamentali»


I test di Coverciano che risultati hanno dato?


«Non li abbiamo ancora elaborati».



Come sta Cassano?


 «Per un’ora può dare il 100 per cento ed essere determinante».



Questa sua scelta è anche una mano tesa al barese?


«No, perchè è una scelta egoistica, sono convinto che domanni darà un contributo importante, tiene molto alla maglia azzurra, la sua personalità e la sua esuberanza ci daranno una mano. Non ho fatto una scelta per aiutare qualcuno, ci mancherebbe».


Lei dice che per un’ora può fare la differenza. Questo significa che non è al meglio della condizione?


«Nei test non è fra i peggiori, altri che sono più stanchi di Antonio. E’ un giocatore orgoglioso, gioco su questo, sul suo orgoglio. A ritmi bassi può giocare anche più di un’ora, ma domani sarà una partita a ritmi alti».



E’ una partta che serve anche per avvicinare la Nazionale alla gente?


«La federcalcio ha organizzato eventi collaterali in questa settimana. Noi siamo arrivati in treno e alla stazione di Modena c’è stata un’accoglienza straordinaria, ci sarà tanta gente all’allenamento, tanti bambini che amano la maglia azzurra».


Dopo la partita di Tallinn, l’Estonia ha ottenuto risultati notevoli.


«E’ vero, abbiamno visto la partita in Serbia, hanno vinto 3-1 giocando un ottimo calcio, hanno attaccanti molto alti e centrocampisti che attaccano la profondità. Sono migliorati come concetto di squadra. E poi noi arriviamo a fine stagione. Ho chiesto ai giocatori l’ultimo sforzo».


Ieri è andato a casa Balotelli. Avrebbe preferito che restasse lo stesso?


«Avrei preferito che rimanesse con noi ma sano. Dobbiamo smettere di parlare del progetto Cassano-Balotelli visto che non gli abbiamo portato fortuna. Mario non è sereno, sta convivendo con questo problema del ginocchio. Dovrà lavorare parecchio per recuperare il tono muscolare, ma anche la fiducia. In questi due giorni spesso gli capitava di sentire queste fitte».

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