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Galliani, stop su Hamsik: «Non lo tocchiamo»

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PARMA, 1 giugno - «Il Milan è una grande squadra ed ha quattro grandi attaccanti, oltre a Pippo che speriamo recuperi e Paloschi che penso rimarrà da noi. Cassano deve impegnarsi, lavorare a lungo e convincere l'allenatore di meritare sempre un posto da titolare». Adriano Galliani, all'Università di Parma per ricevere il master honoris causa in organizzazione dello sport, ha risposto così ai giornalisti che gli chiedevano un commento sulle parole di Prandelli di un Cassano più utile alla Nazionale se gioca con continuità nel suo club. «Antonio ha le qualità per giocare tantissimo - ha spiegato l'ad del Milan - Io però non faccio il ct della nazionale, faccio l'amministratore delegato di un club che ha bisogno di quattro, cinque attaccanti che ruotano». Il procuratore del giocatore ha confermato che Cassano resterà al Milan. «Non so perchè lo ha voluto sottolineare - ha concluso Galliani - Il giocatore ha ancora un lungo contratto con il Milan e vi confermo che nessuno è venuto a chiedere di essere mandato via».


«HAMSIK? NON LO TOCCHIAMO E NON LO TOCCHEREMO» - «A noi serve un giocatore, uno solo. L'identikit? L'occhio ceruleo». Incalzato dai giornalisti sulle future mosse di mercato, l'ad del Milan Adriano Galliani ha risposto con una battuta a Parma dove ha ricevuto il master honoris causa in organizzazione dello sport dall'Università della città emiliana. «Noi abbiamo bisogno di un solo giocatore - ha poi aggiunto - Le caratteristiche le conoscete». «Affari fra noi e la terza del campionato? Teoricamente sì, dal punto di vista politico non ci sono problemi ma se si parla di Hamsik rispondo che non lo tocchiamo e non lo toccheremo - ha sostenuto Galliani - A livello politico possiamo fare affari anche con la seconda, con la quinta, con la quarta no perchè è passata con le piccole in Lega... Ovviamente scherzo, ma al momento non ci sono affari previsti fra grandi e piccole». Poi su altri nomi ha spiegato: «Pastore? Non lo trattiamo. È una mezzapunta e noi invece continuano a cercare una mezzala sinistra. Witsel dello Standarda Liegi? È un discreto giocatore ma è presto per parlare di queste cose. Asamoah? Con l'Udinese non facciamo affari» e, ultimo, Aquilani sul quale Galliani ha replicato con un deciso «non lo trattiamo». Il mercato rossonero poi è in attesa delle nuove regole sui tesseramenti. «Per ora noi aspettiamo perchè non possiamo andare sul mercato extracomunitario; il posto che avevamo libero è stato occupato - ha sottolineato Galliani - La norma che regola l'accesso degli extracomunitari dovrebbe comunque passare prima della chiusura del mercato e quindi si aprirebbe la possibilità di avere un secondo giocatore. Possiamo aspettare». Infine il sogno Cristiano Ronaldo che è «inarrivabile perchè il Real Madrid fattura il doppio di noi e perchè la fiscalità in Spagna è del 50% inferiore alla nostra. Tutto qua».


«MILAN E INTER A SAN SIRO FOREVER» - «Stadio privato per noi? La mia previsione è che Milan ed Inter rimarranno forever a San Siro», ha detto Adriano Galliani. «Senza la nuova legge, che sembrava in dirittura di arrivo ma che invece si è insabbiata non so dove - ha spiegato -, è impossibile per noi recuperare il gap che ci divide dagli altri grandi club europei che hanno lo stadio di proprietà. All'estero i ricavi dagli stadi sono pari al 25, 35% del fatturato, per il Milan sono solo del 13%. Senza una legge di sistema è impossibile fare nuovi impianti ed è questo il motivo per cui l'Italia perde le battaglie per le grandi manifestazioni internazionali. La Juventus? Ha potuto approfittare di condizioni uniche in Italia. È stata fortunata». Sull'impiantistica l'ad del Milan è stato netto: «L'Italia ha stadi vecchi, superati e dove in più c'è la coabitazione fra due squadre. Pensate che a Milano c'è uno stadio del 1926 dove non possiamo nemmeno spostare un chiodo perchè l'impianto è tutelato, l'atletica leggera gareggia in un impianto non a norma costruito da Napoleone Bonaparte, la piscina non esiste e la pallacanestro è costretta ad emigrare in comuni vicini. È una situazione davvero difficile per le società sportive».


«REGOLE UGUALI IN TUTTA EUROPA» - «Io non sono contro il fair play finanziario ma servono regole uguali in tutta Europa sugli stadi, sul merchandising e sui diritti televisivi. Insomma la regola andrebbe bene se fossimo di fronte ad una concorrenza leale ed invece la concorrenza è drogata da leggi e laccioli differenti per ogni paese». Adriano Galliani ha risposto così a chi gli chiedeva un parere sulle nuove regole Uefa sui conti economici dei club europei. «Il fair play finanziario, che inizierà per noi nel gennaio del 2012, è una cosa che se fossa stata in vigore 25 anni fa non avrebbe permesso al Milan di essere quello che è stato e di vincere tanti trofei - ha concluso Galliani - Milan, Inter e, in parte, la Juventus hanno vinto grazie ai soldi messi ogni anno dai loro proprietari, ora questo non si potrà più fare e se non cambiano le regole per le nostre squadre sarà sempre più difficile».


«15 MILIONI SUL SETTORE GIOVANILE» - «Demetrio Albertini dice che oggi puntiamo poco nel settore giovanile? Il Milan lo fa e quest'anno investirà 15 milioni. È vero che quando giocava Albertini c'erano in squadra quindici giocatori di Milano ma noi potevamo permetterci di prendere Van Basten e Gullit perchè potevamo pagarli più degli altri. Oggi andrebbero al Real Madrid o al Barcellona. Si vinceva per questo motivo». Adriano Galliani ha replicato così alla domanda di uno studente sulle critiche di Albertini ai tagli ai settori giovanili nei club italiani. «Si può sempre fare di più, è ovvio, ma ai suoi tempi le regole erano diverse - ha concluso Galliani - Trenta anni fa nell'Ajax nasceva Cruijff e veniva tenuto, oggi nasce Ibra e va subito via. Chi ha denaro oggi compra i campioni anche a livello giovanile». Replica secca del dirigente rossonero anche a chi gli ha indicato il modello Barcellona: «Loro hanno un grande settore giovanile ma per giocare così spendono 450 milioni all'anno».

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