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Zero Assoluto: «Americano, facci una grande Roma»

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ROMA, 31 maggio - Quartiere San Giovanni, libreria La Feltrinelli. Sono le 18.00, fuori c'è gente in attesa, dentro il locale è quasi pieno. Giovani, giovanissimi, tutti lì per salutare Thomas De Gasperi e Matteo Maffucci, meglio noti come Zero Assoluto. Hanno scelto una libreria per presentare a Roma 'Perdermi', il loro nuovo album, il quarto della carriera, quello della maturità, in tutti i negozi da oggi. Cuore giallorosso dalla nascita, i due romani sono ottimisti a prescindere, intimoriti quanto basta dal nuovo corso americano, ma la fede è fede e la Roma non si discute. Mai. «Mi devo fidare di DiBenedetto», esordisce Matteo, «più che altro perché non voglio pensare che ci possano essere dei tranelli o che questa società sia un bluff, mi sentirei tradito nel profondo». Gli Zero Assoluto confidano in Sabatini, «un dirigente navigato. Sta seguendo giovani molto interessanti. Ci siamo informati su Youtube: Lamela e Alvarez sono da comprare. Mi piace questa idea di ringiovanire la rosa. Giusto puntare su talenti emergenti».


«PASTORE ALLA ROMA SAREBBE UN SOGNO»
- La telenovela sul prossimo allenatore giallorosso continua. È uscito di tutto. Facciamo un gioco: De Gasperi e Maffucci in panchina. Quali sarebbero le loro richieste alla nuova dirigenza? «Anzitutto confermare le nostre colonne: Totti, De Rossi e Vucinic. Venderei i più anziani a malincuore, visto che ormai la rosa della Roma è come una famiglia ma farei largo ai giovani. E poi coltiverei il sogno di vedere Pastore giocare con i nostri colori. Sai che bello sarebbe con la maglia della Roma?».


«L'INNO DELLA ROMA? VENDITTI PER SEMPRE» - La provocazione è dietro l'angolo: vi chiedono di fare il nuovo inno della Roma. Thomas si irrigidisce e poi sbotta quasi saltando sulla poltroncina: «Mai. Venditti è un'istituzione, non è ipotizzabile un altro inno. È inimitabile». Discorso che finisce sul nascere.


«TOTTI E' COME ZEUS» - Poi c'è Totti, che Matteo paragona a Zeus: «Una divinità pagana. Tutte le volte che lo incontro mi mette in imbarazzo, mi ripresento ogni volta. Mi vergogno a dire certe cose ma ti giuro che è la verità. Mi intimorisce per la sua grandezza».


«L'OLIMPICO E' LA NOSTRA SECONDA CASA» - L'Olimpico per Matteo e Thomas è un po' come la loro seconda casa: «Siamo stati abbonati per dieci anni in curva sud, poi per motivi di lavoro non abbiamo potuto rinnovare la nostra tessera. L'abitudine allo stadio non l'abbiamo persa anche se ora ci concediamo il lusso di vederci la partita dalla tribuna, con lo schermo davanti agli occhi, anche perchè Thomas è un pigro e gli piacciono le comodità», scherza Matteo.


«MESSI E IL BARCA, I PIU' FORTI DI SEMPRE» - E poi c'è il Barcellona di Messi, «la squadra più forte di tutti i tempi che può contare sul fuoriclasse per antonomasia che sicuramente vincerà il terzo pallone d'oro». A Matteo quasi si illuminano gli si illuminano gli occhi a parlare della 'pulce' argentina: «Un giocatore che riesce a fare le cose che fa lui nel calcio moderno è quasi incredibile. È il più forte di tutti, mai visto niente del genere». Il Barça di Guardiola «è meglio del Napoli di Maradona e del Milan di Sacchi. Io la penso così». La finale di Champions l'hanno vista in replica a causa di un concerto: «Ci veniva da piangere a vedere tanta perfezione su un campo da calcio. Proviamo un'invidia pazzesca per il Barcellona che è l'esempio massimo del gioco del calcio».


«IL NUOVO DISCO, QUELLO PIU' SINCERO» - Ora però serve mantenere alta la concentrazione sul disco: «Aspettative? Sì, ne abbiamo molte. Siamo curiosi di conoscere i commenti delle persone che lo ascolteranno. Siamo felici che sia uscito, almeno ci siamo liberati dalla 'tensione del giudizio'», dice Thomas. «Abbiamo la coscienza a posto di aver fatto un ottimo lavoro, siamo felici del risultato. Ora non resta che attendere i primi feedback», gli fa eco Matteo.


«VOGLIAMO PORTARE LA NOSTRA MUSICA OVUNQUE» - Dell'ultimo lavoro gli Zero Assoluto hanno un debole per il pezzo 'Se vuoi uccidimi', «una canzone alla quale siamo affezionati. Rispecchia in pieno la sofferenza positiva dell'album, la sua licidità e la sua sincerità», dicono i due cantanti romani in coro. «Speriamo di portare la nostra musica ovunque, anche oltre i confini italiani. Lo abbiamo già fatto ed è stata un'esperienza quasi mistica. E' come ricominciare daccapo». Buona fortuna.


Simone Zizzari


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