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La ricerca: gli italiani? Un popolo di calciatori

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ROMA, 26 aprile - Gli italiani? Un popolo di calciatori. Almeno quando si tratta di sport. Dare calci a un pallone è, infatti, l'attività più praticata nel Belpaese. Il dato emerge dalla ricerca 'I numeri dello Sport - La pratica sportiva in Italia attraverso i dati Coni e Istat'. Lo studio è stato presentato oggi dal presidente del Coni, Giovanni Petrucci, insieme al segretario generale, Raffaele Pagnozzi, alla presenza del sottosegretario con delega allo Sport, Rocco Crimi e del presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Luca Pancalli


TANTO CALCIO - Il calcio, dunque, si riconferma lo sport più praticato con 1.125.440 tesserati (il 26,9% del totale atleti); seguono la Pallavolo con 327.000 atleti e la Pallacanestro con 322.000. Più in generale il 53,6% rappresenta l'incidenza dei tesserati dei primi cinque sport per maggiore diffusione (gli altri due sono il Tennis con il 5,8% e la Pesca Sportiva e le Attività Subacquee con il 5,5%): dieci anni fa, il 50% del tesseramento veniva invece coperto solo dalle prime 4 federazioni (Calcio, Caccia, Basket, Pesca Sportiva e Attività Subacquee). Ampliando la graduatoria si scopre che il 75% del tesseramento del 2009 riguarda ben 13 federazioni nazionali, mentre nel '99 erano solo 9 a detenere il 3/4 del tesseramento degli atleti.


MENO SEDENTARI - Un altro dato significativo che emerge dalla ricerca e il considervole calo dei sedentari. Per la prima volta negli ultimi dieci anni, il numero dei sedentari in Italia è sceso sotto al 39%, con un decremento nell'ultimo anno del 2,3% (dal 40,6 al 38,3): un dato che testimonia come nel 2010 c’è stato oltre 1 milione e 200 mila sedentari in meno rispetto al 2009. Parallelamente continua a crescere sia il numero di chi pratica attività sportiva in modo continuativo (22,8%), sia di chi svolge qualche attività fisica (28,2), mentre resta stabile il dato sulla pratica sportiva saltuaria (10,2).


PETRUCCI - Particolarmente soddisfatto per quest'ultima statistica, il presidente Petrucci: «I nostri sono veri e propri miracoli. Ad un anno dalle Olimpiadi di Londra, essere riusciti a diminuire del 3% il numero dei sedentari in Italia è per noi motivo di grande orgoglio, e di fatto ci permette di metterci già al collo una medaglia importante. I risultati olimpici affascinano, trascinano ed emozionano, ma combattere l'obesità è un fatto culturale. Grazie alle sinergie tra Coni, Governo e MIUR, lo sport italiano sta assolvendo ai propri compiti, perché le medaglie sono il fascino più visibile per uno sport, ma la pratica sportiva è il segnale più indicativo della dimensione culturale di una paese».

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