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Donadoni: «Cagliari, obiettivo resta salvezza»

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ROMA, 28 febbraio - L'obiettivo del Cagliari resta «la salvezza». La vittoria casalinga sulla Lazio non cambia la filosofia di Roberto Donadoni: il tecnico dei sardi, che ha risollevato la squadra lanciandola in una posizione di classifica ambiziosa, però dice anche che non bisogna mai sentirsi appagati. «Il nostro obiettivo è la salvezza - ribadisce ai microfoni di Radio anch'io lo sport -, il nostro dovere ci impone di affrontare ogni gara con dedizione così come abbiamo fatto ieri contro una grande Lazio. La nostra è una squadra fatta di ottimi giocatori che sanno riconoscere la propria dimensione: c'è la voglia di migliorarsi e di incrementare e questo spirito ti rende più coeso. Se la classifica ti permette una certa tranquillità le pressioni sono inferiori».


EFFETTO DONADONI - E la situazione è molto cambiata da quando Donadoni ha preso la guida del Cagliari. «Io sono arrivato qui con una classifica deficitaria - spiega l'ex ct della nazionale -, ora la situazione l'abbiamo superata, ma dobbiamo rimanere con i piedi per terra. La nota positiva è che abbiamo affrontato le partite con la consapevolezza di potercela giocare e i risultati lo hanno dimostrato. Il nostro obiettivo è la salvezza, ma non è che poi una volta raggiunta tiriamo i remi in barca: la parola mollare non esiste perchè ho troppo rispetto del mio lavoro e dei ragazzi che ho a disposizione: il mio compito è di stimolare la squadra ad ambire a qualcosa di più. O decidiamo di andare tutti al mare, ma io non sono amante della tintarella, per cui suderemo per raggiungere altre cose».
 


TAPPA FONDAMENTALE - Di Donadoni si dice che potrebbe fare gola a club più grandi. «Considero il Cagliari una tappa fondamentale - sottolinea -, lavoro bene a Cagliari e voglio stare qui: quando avremo ottenuto risultati importanti con il Cagliari, avremo la possibilità di fare altro. Bisogna cercare di tirare fuori il meglio: e poi non è detto che qui a Cagliari non si possa ambire a qualcosa di più importante». Capitolo arbitri, contro cui ogni settimana non mancano critiche: «Gli arbitri sono persone come noi - dice Donadoni -, sbagliano loro, sbagliamo noi: è chiaro che il loro errore può essere determinante, ma può esserlo anche una parata sbagliata di un portiere o una svista di un difensore. Io cerco di far capire ai giocatori che è inutile protestare, tanto la decisione è presa: si rischia solo di prendere l'ammonizione o la squalifica».


MILAN-NAPOLI - Una battuta anche sul big match di stasera tra Milan e Napoli «È una partita dove si affrontano due squadre che stanno dimostrando ottime cose - conclude Donadoni -: sono affezionato da tifoso al Milan ma anche al Napoli. Il Milan ha qualche cosa in più, ma il Napoli è una realtà importante e per questo i rossoneri hanno più da perdere. Tutte e due le squadre cercheranno di giocare le proprie carte senza tatticismi».

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