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Leonardo: Mese cruciale. Contro la Samp sarà dura

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APPIANO GENTILE (COMO), 26 febbraio - Questa la conferenza stampa di Leonardo alla vigilia di Sampdoria-Inter:

Come si riparte dopo la sconfitta contro il Bayern?


«Bisogna continuare su questa strada. Sono felice di quello che abbiamo fatto finora. Per la sconfitta con il Bayern non si può essere contenti del risultato, ma la qualificazione è aperta. Il campionato è in un momento cruciale e dobbiamo far bene. Ora pensiamo alla Sampdoria perché non sarà facile».


Questo turno di campionato potrà essere decisivo in chiave scudetto?


«Le prossime 3-4 giornate molto importanti per l'equilibrio del campionato e daranno risposte importanti. Febbraio e marzo determinano chi può lottare e per decidere la classifica bisognerà aspettare fino alla fine».



Con lei gli infortuni muscolari non sono finiti. Aveva ragione Benitez quando diceva che la squadra era logora?


«E' un discorso lungo e non voglio dimostrare che qualcuno aveva ragione o torto. Questa è una stagione travagliata: può capitare ed è successo a tante squadre in passato. Quando ci sono dei problemi bisogna gestire. Non parlo di prima del mio arrivo perché non c'ero e non giudico. Gli infortuni comunque sono una conseguenza di tante cose. La mia richiesta visti i tanti impegni è stata importante: non so se sono una questione di preparazione o di altro, ma lo sforzo con me è stato grande. Sarebbe ideale che non ci fossero infortuni, ma fermarsi 10-12 giorni dopo uno sforzo così importante può anche essere normale».


Ha già un'idea su come tappare i buchi causati dalle assenze che avete?


«Dobbiamo valutare chi ci sarà e chi non ci sarà. Thiago Motta, Cordoba e Ranocchia sono vicini a tornare, mentre Cambiasso si deve fermare un po' di più».



Che Samp si aspetta?


«Mi aspetto un campo difficile sia a livello di fondo, sia a livello di ambiente. La Samp ultimamente ha cambiato uomini e sistemi, ma non è mai mancato lo spirito che l'ha portata a fare il preliminare di Champions della passata stagione».


Contro il Bayern e la Juventus cosa è mancato?


«Abbiamo tirato fuori tutto alla ripresa del campionato, ma non credo che ci sia mancata qualcosa in questo periodo. Non parlo di fortuna perché credo in Dio e nel lavoro, ma magari è determinante una palla che per un centimetro finisce dentro o fuori. I dettagli sono importanti e contro Juve e Bayern Monaco non posso rimproverare niente alla squadra. Contro il Bayern per esempio abbiamo sfiorato il gol più volte, creando parecchio. E' vero, potevamo avere più controllo sulla partita, ma abbiamo costruito diverse occasioni».



Come sta Pazzini che torna a Genova per la prima volta?


«Da quando è arrivato lo vedo bene e si è inserito bene come presenza nel gruppo e come modo di giocare. Tornare a Genova sarà una cosa bella perché lì ha lasciato un segno importante. Torna dopo un mese nel suo stadio e dopo un mese sarà un'emozione forte. Riuscirà a gestire le emozioni».



Come sarà accolto?


«Conoscendo la sua storia e la piazza non credo che sarà un'accoglienza negativa».



Il fatto che lei abbiamo cambiato più moduli è una cosa dovuta ai problemi di infortuni e squalifiche o è un'opzione in più che aveva fin dall'inizio?


«Non sempre è stata una cosa voluta perché abbiamo dovuto fare i conti con infortuni, gestione d'energia e squalifiche. Siamo però sempre andati in campo per vincere. Sempre».



Quanto è stato condizionante per le sue scelte le condizioni non buone di Pandev?


«Nel momento migliore lo scorso anno Goran ha giocato bene e non aveva l'obbligo di far gol. Se un attaccante lo perde di vista, perde di vista tanto, anche perché non abbiamo più giocato in quel modo e deve riprendere la confidenza con il dover segnare. Deve tornare a pensare di essere in area, di concludere l'azione, di far gol. Lui dà disponibilità assoluta, sarà ancora importante per noi e contro il Bayern non ha giocato non perché non stava bene, ma perché volevo una squadra che difendesse bene, ma che potesse anche far male. C'era un certo equilibrio che in campo si è visto. Goran tornerà ai suoi livelli».



Ha parlato di un blocco di partite importanti. Non sarà fondamentale la trasferta di Genova allora?


«Non credo che una giornata cambi il quadro generale. Diciamo che c'è un blocco di gare importanti. Le prossime giornate saranno decisive, non la prossima».



Con la sosta le darà più tempo per lavorare. Quanto sarà importante?


«Non abbiamo mai avuto una sosta e l'unica settimana senza impegni abbiamo avuto 14 giocatori in nazionale. Nelle prossime due settimane potremo recuperare e allenare la squadra. Riuscire a “partire” per queste due settimane dopo aver fatto un buon risultato a Genova è fondamentale».



Per lei è il momento più complicato da quando è all'Inter?


«L'inizio lo era di più e si è trasformato in positivo per merito dei giocatori. Dovevo conosce tutto e i calciatori mi hanno aiutato nella rincorsa mantenendosi a grandi livelli».


Coutinho ha giocato titolare contro il Palermo e poi non ha più messo piede in campo. Perché è stato bocciato?


«No, nessuna bocciatura. Dipende dalle scelte e dal fatto che a volte avevamo abbondanza a centrocampo. Può fare il trequartista e l'attaccante esterno. Crescerà».



Che partita sarà Milan-Napoli lunedì?


«Sarà la gara tra la prima e la seconda. Un pareggio può' andare bene, ma non sarà determinante anche se frenerebbero. Non determinerà il campionato, ma sarà una grandissima partita».



Julio Cesar come sta dopo l'errore di mercoledì?


«Prendersi tutta la colpa è un suo modo di affrontare il problema, anche per scaricarsi. Ha salvato tante partite e ha fatto bene prima. E' tranquillissimo».



Che pensa del fatto che le tre italiane in Champions abbiano perso tutte e vengono considerate da molti come già elimimate?


«Le italiane possono farcela tutte e tre, ma se guardiamo le partite giocate da noi e Milan non vedo tutta questa differenza e avrebbero potuto vincere entrambe».



Ibrahimovic ha detto che storicamente il Milan è più forte dell'Inter. Che pensa?


«Non so perché lo ha detto, ma Inter e Milan si sono sempre giocate tutto alla pari».

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