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Matavz, un gigante nel futuro del Napoli

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NAPOLI, 2 febbraio - La meglio gioventù ­monitorata per l’Europa - è l’ar­chitrave per un futuro roseo, pardon azzurro, sul quale co­struire una squadra. Il progetto a lunga gittata è una rete lancia­ta ovunque, in Argentina, come in Slovenia, e quel che avanza d’un mercato senza frontiere è quella stazza da gigante buono che sembra stagliarsi all’oriz­zonte, un metro e ottantotto di muscoli da spedire nei bunker avversari, per fare calcio. L’af­fare che verrà - questione di giorni, probabilmente di ore - è il figlio d’una missione specia­lissima che il Na­poli ha ef­fettuato nel tempo e quel Tim Ma­tavz emerso quasi dal niente è, invece, la certificazio­ne d’una battuta ad ampio rag­gio avvenuta tra la Slovenia e l’Olanda, tra l’infanzia di un go­leador in provetta e la sua esplo­sione nel Groningen.


«VOGLIO NAPOLI » - Le candeline dei venti­due anni si spengo­no il 13 gennaio e il regalo più ambi­to che Matavz scopre sul tavolo è la conferma, dal suo manager, Nusret Jashari, che ormai è fatta: dettagli. « Poi, in­vece, la trattativa s’è protratta ed è stato complicato definire burocraticamente il prestito per il club olandese. Ma il ragazzo arriverà a giugno. C’è l’intesa tra le parti, si procederà in que­sti giorni a redigere gli atti. Lui è felice, ovviamente. Ha sempre sistemato Napoli in cima ai pro­pri desideri » . L’elenco degli spasimanti spa­zia tra l’Italia, la Germania, la Scozia, ma quando Matavz sco­pre la fila degli estimatori - Wol­fsburg e Schalke 04, Celtic e Pa­lermo, ma anche Sampdoria e Genoa - al suo amico di sempre, nonché procuratore, Jashari, of­fre la priorità: « Mai avuto alcun dubbio sulla scelta. Lui voleva il Napoli: gli piace lo stadio, la gente e la sua passione, la squa­dra. Quando sarà possibile, ver­rà a vedere una partita. Io stes­so sono tifoso azzurro e quindi saremo lì quanto prima » .


IL NUOVO DZEKO - Tredici gol que­st’anno, ventisette in assoluto nella sua esperienza con il Gro­ningen; e però, nel curriculum, anche il viaggio in Sud Africa con la Nazionale della Slovenia, due milioni di abitanti con un’in­cidenza massiccia di talenti importati di recente ( Baci­novic, Ilicic) o da ingaggiare: « E’ una terra fertile, calcisticamente: qui c’è la genialità slava e la cultura teutonica. Sono fe­lice che Tim arrivi al Napoli, ha mar­gini di migliora­mento notevoli: in lui rivedo il giova­ne Dzeko. Spero faccia bene, anzi ne sono convinto, anche perché lui parla già perfetta­mente italiano e quindi avrà un problema in meno » .


BIGON RISCHIA - Il colpo a sorpresa dell’ultima ora è, a modo suo, pure la scommessa d’uno staff che in Matavz crede ad occhi chiusi, dopo averne se­guito - attraverso il lavoro per­sonale di Micheli, uno degli os­servatori - la maturazione per anni; ma quei sette milioni pre­parati - cifra ragguardevole ­per il Groningen non rappresen­tano l’unica forma d’investimen­to sul mercato sloveno: Filip Va­lencic ( 19 anni), attaccante esterno, viene radiografato da un bel po’ e sulla sua rapidità, sulle capacità del suo piede mancino, c’è già materiale a suf­ficienza a Castevolturno.


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