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Valdir Peres, l’altra faccia dei tre gol di Paolo Rossi

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ROMA, 2 gennaio - Si può morire due volte? Sì, si può. Io sono morto il 5 luglio del 1982, allo stadio Sarrià di Barcellona, sotto il sole spagnolo. Sono morto prima del tramonto mentre l'Italia di Enzo Bearzot celebrava la resurrezione di Paolo Pablito Rossi, che quel giorno me ne fece tre e divenne in un colpo solo il calciatore italiano più famoso al mondo, nei secoli dei secoli. Eravamo un gran Brasile. Il più bello della storia dopo quello di Pelè, del '58 e del '70. Eppure ci cacciarono fuori. La volete sapere una cosa? In patria qualche tifoso si suicidò, altri rimasero in vita semplicemente per suicidare me, diciamo così. Sono invecchiato in un colpo solo. Stempiato, ingobbito, triste. Avevo trentun anni, ne dimostravo cinquantadue. Da quel giorno non ho più giocato in nazionale. Mi sono messo a fare l'allenatore. Ma il peggio l'avevo già dato.


Valdir Peres , 60 anni, oggi fa l’allenatore ed è stato il portiere del Brasile a cavallo degli Anni Ottanta. Dopo Italia-Brasile 3-2 non ha più giocato in nazionale.

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