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Moratti: «Inter da 9,5. Leo, scelta coraggiosa»

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ROMA, 30 dicembre - Moratti a tutto campo, con una piccola vena polemica su Calciopoli. Il presidente dell'Inter ha rilasciato una lunga intervista a Sky Sport 24 in cui ha tracciato un bilancio dei suoi 15 anni di presidenza. «15 anni? Troppi... (sorride, ndr). Dobbiamo ricordare che il calcio italiano ha sofferto la terribile situazione che è poi venuta fuori con calciopoli e quello è stato decisamente il momento peggiore del calcio. E quindi comunque adesso è meglio. Il calcio segue quella che è la situazione economica internazionale e quindi non può permettersi di essere brillante come un tempo. Abbiamo le difficoltà economiche delle società più fragili, di Serie B e della Lega Pro. Bisogna avere delle nuove idee, forse creare dei tornei leggermente diversi ad alto livello, però il calcio oggi segue quella che è la situazione internazionale. Il calcio è serio se i dirigenti sono seri, solitamente, e questo è quello a cui bisogna costantemente puntare. Ci vogliono anche dei rinnovamenti, certamente, io penso in primis per me stesso e credo sia necessario anche a livello nazionale e internazionale».


LEONARDO - È arrivato Leonardo: «Il 2011 è un anno importante per Leonardo perché questa è una scelta coraggiosa e bella. Il 2010 è stato l’anno più importante degli ultimi anni dell’Inter e quindi, per chi vuole vedere il futuro sempre a colori, e il futuro può essere a colori, posso dire che da questa partenza e da queste vittorie può venirne fuori soltanto qualcosa di positivo. Anch’io la vedo così».



SCUDETTO - Lo scudetto non vuole perderlo: «Lo Scudetto non mi piace mai pensare di perderlo perché hai contro i nemici calcistici e quindi pensi sempre per il pubblico di doverlo portare a casa. E quindi allo Scudetto ci terrei, spero che la squadra possa riprendersi e credo che abbia modo di farlo anche se sono tanti i punti di differenza. La Champions League ormai è entrata nell’ordine delle idee come qualcosa di raggiungibile e quindi ci dobbiamo pensare per forza. Sappiamo tutti che è una scommessa e quindi non voglio creare pressioni nell’allenatore».


ALLENATORI - «Mourinho non è che io pensassi dovesse andare via subito, però, con tutto quello che ha vinto, gli ho concesso questa grande libertà perché pensavo che fosse abbastanza consequenziale. Anche questo qui ha un suo carattere e quindi non è persona da pensare di avere come complice obbligato. E’ una persona che sa badare alla sua vita, farà le sue scelte e sarà libero di farlo. Credo sia un piacere, com’è stato con Mourinho e con Mancini, un piacere poter lavorare insieme perché sono convinto che ci sia molta buona fede, molta professionalità e il piacere di fare le cose, è fondamentale in tutti i mestieri ma nel calcio in modo particolare».


MERCATO - Il primo colpo del mercato è Ranocchia. È un'Inter che punta sui giovani? «Al di là del Barcellona, è un modello che penso sia giusto per il calcio e per il futuro, è bene pensare al futuro e rinnovare anche psicologicamente la squadra. Poi, finalmente un italiano e anche questo non fa male. Ranocchia è un giocatore che avevamo avvicinato già precedentemente, in comproprietà col Genoa. E’ stato dunque abbastanza naturale e rientra in un nostro progetto di andare sui giocatori giovani. Anche il punto di vista economico, benché questo non sia stato uno scherzo, credo sia da affrontare così, sia a livello d’ingaggi che di spesa».


MOURINHO - Cosa le è rimasto dell’addio “annunciato” di Mourinho? «L’ho vissuta come una cosa naturale, lo straprevedevo, si era capito, non aveva mai avuto forse la voglia e il piacere di dirmelo perché era un dispiacere per lui farlo, ma tacitamente entrambi avevamo capito questa cosa. Non volevo disturbare la tensione che teneva per vincere e porre io il problema. Ho pensato che fosse un finale abbastanza normale di un flash fantastico di due anni molto divertenti che poteva anche finire così. Non è stata una rottura tra persone ma la scelta ambiziosa da parte sua di poter dimostrare di essere bravo anche da altre parti ma di grande affetto nei confronti dell’Inter, tanto è vero che è scappato dalla finestra, è scappato via dal campo e questo dimostra che gli dispiacesse molto».


BENITEZ - Sullo sfogo di Benitez? «Sapeva anche lui che non amavo molto che fosse pubblica questa cosa perché è una sua opinione, di cui si poteva discutere tra noi e verso cui c’erano molte aperture. Questo non toglie che io non mi permetto minimamente di entrare in quello che può essere il momento di vita di una persona che crede di dover fare una cosa e pensa sia giusto farla. Quello è a seguito di tante sensazioni personali, della propria vita, è consequenziale a tante cose sue. E quindi non voglio dare nessun giudizio severo. L’unico giudizio che posso dare riguarda la società, e quindi mi è dispiaciuto nei confronti dei giocatori e in un momento bellissimo per la società che ci fosse questa situazione. Niente di più».



IL VOTO - Che voto assegna a l'Inter di quest'anno? «9 e mezzo perché il 10 si poteva dare vincendo a Montecarlo. Certo, a fine anno fa impressione vedere scritti i 5 titoli vinti quest’anno, lì, tutti assieme. E’ sinceramente eccezionale».


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