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Inter, Leonardo si presenta Segui la diretta

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APPIANO GENTILE (COMO), 29 dicembre - Leonardo è arrivato alla Pinetina dove si sta svolgendo la presentazione ufficiale del nuovo allenatore dell'Inter alla presenza del presidente Massimo Moratti. Ad attendere il nuovo tecnico una cospicua folla di tifosi che lo hanno accolto con applausi e cori: "Vai Leo". Sui cancelli del centro sportivo di Appiano Gentile striscioni di benvenuto per il tecnico brasiliano che succede a Rafa Benitez.

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L'Inter sembra un po' triste ultimamente. Qual è la tua ricetta?

Non esistono ricette o maghi. La squadra ha delle risorse importanti anche sotto questo aspetto.C'è da trovare il modo migliore per rimettere in condizioni normali il gruppo. Non posso credere che una squadra vincente non è più tranquilla. La squadra deve pensare solo alle cose belle che ha fatto.


Gli infortunati dell'Inter.

Ci sono state cose positive e negative, frutto di tanti eventi. Non sono qui per fare processi. Bisogna ripartire cercando di trovare la forma giusta del lavoro per evitare nuovi infortunati.


Quando eri al Milan, cos'era per te l'Inter?

Non ho mai vissuto il Milan come il nemico dell'Inter. Questa società è una società di grande cultura, la rivalità si vive bene. C'è il rispetto verso l'avversario. Sono stato fedele al Milan durante i miei anni in rossonero.


Pato ti ha lanciato una frecciatina...

Non è vero, l'ho sentito. Ha fatto una battuta e poi mi ha augurato di vincere. Dunque...


Cosa è successo dopo il Milan?

Quando ho finito il lavoro con il Milan dovevo capire cosa volevo fare. Sono stati sei mesi di studio e questa opportunità mi ha dato la certezza di voler continuare. L'Inter mi ha convinto di quello che voglio.


Quando sei diventato allenatore del Milan ti sei confrontato con Ancelotti. Ora che sei all'Inter con chi ti confronterai?

Stai parlando di Mourinho? Con me Josè è stato straordinario. L'ho chiamato, ci siamo confrontati e mi sono basato su sui pareri. E' una persona intelligente che conosce l'Inter. Ha lasciato qui qualsiasi cosa ed io sono felice per quello che mi ha dato. Considero Mourinho un fuoriclasse, dietro le sue brillanti conferenze stampa c'è un grande lavoro. Non sono lui, oggi comincio il mio lavoro a metà stagione e alla mia seconda esperienza da tecnico.


Hai parlato con il gruppo?

Ho parlato con molte persone, ho cercato di conoscere l'ambiente della Pinetina dove si producono le partite. Ho trovato un'accoglienza positiva, non sapevo cosa aspettarmi ma devo dire che la sensazione è stata positiva.


Il Milan è l'avversario principale. Come la vivi?

I rossoneri sono i capolisti, sono quelli che hanno più possibilità di vincere. Il fatto che il Milan è favorito non cambia molto: noi dobbiamo pensare a quello che stiamo vivendo oggi. Il Mondiale per Club ha dato qualcosa in più all'Inter, vincere anche quando sei favorito non è facile. L'Inter ha coronato un 2010 unico, questo è un punto di partenza.


Ci credi ancora allo scudetto?

Il campionato è lungo, ci credo eccome. La situazione è particolare, bisogna gestire la reale differenza visto che dobbiamo recuperare due partite. Basta poco per inserirti nel gruppo delle squadre che possono vincere lo scudetto.


Quando ci hai messo ad accettare l'Inter?

Poco. È una cosa cresciuta nel tempo e non pensavo potesse succedere davvero.


Già hanno stampato le magliette dell'Inter con il nome di Kakà

Lo conosco, difficilmente lascerà Madrid senza aver fatto bene. Lui sta per rientrare, si metterà a disposizione del club tra pochissimo Kakà non vede l'ora di giocare e di fare bene al Real.


Interviene Moratti

È un'emozione, dalla Coppa a questo momento. Si è concretizzato anche il rapporto con Leonardo, dalla stima a questa grossa responsabilità. Mi prendo tutta la responsabilità per aver scelto Leonardo.


La differenza tra l'organico che avevi al Milan e quello che hai qui all'Inter.

I paragoni sono molto difficili, sono realtà diverse. Un'annata è diversa dall'altra anche nello stesso club. Sono diventato allenatore del Milan dopo 12 anni all'interno del club. All'Inter la situazione è diversa: alla Pinetina non ero mai stato, per esempio. Sono situazioni nuove dalle quali devo imparare.


Ti hanno presentato come un traditore.

Non voglio fare il bravo ragazzo, non voglio più essere un bravo ragazzo. Rispetto ogni giudizio come viene rispettata la mia libertà di scelta.


Cosa dirà ai giocatori?

Arrivo nell'anno più importante della storia di questo club. Sono molto carico e felice. Le vittorie creano complicità ed entusiasmo. Questa squadra è fatta, c'è poco da inventare. Ha una sua identità, dovrò mettere i giocatori nelle condizioni migliori per rendere. Non credo nell'appagamento, le vittorie portano vittoria e serenità. La richiesta è quella di cercare di tornare a fare le cose che hanno permesso al club di vincere.


Si è mai sentito interista?

Sarò sincero. Ho sempre cercato di essere libero, di essere me stesso. Non è necessario avere mille cose in comune per vivere insieme. Ho vissuto 13 anni al Milan e ringrazierò sempre la società rossonera dove ho fatto il giocatore, il dirigente e l'allenatore. Ho la mia verità, non mi sento colpevole e non ho rimpianti. Ho sempre detto alle persone come volevo stare in certe realtà. La sfida dell'Inter è troppo forte e soprendente, non potevo dire di no.



Che gioia è questa?

Grandissima, era impossibile dire di no. A questo aggiungo il rapporto con il presidente, nato in maniera spontanea e naturale. Oggi è un giorno molto speciale per me, Moratti farà il presidente e io l'allenatore: ci sarà rispetto per la gerarchia.


12.37 - Parla Leonardo: «Buongiorno a tutti. E' una situazione affascinante quella che sto vivendo, tra volti conosciuti visto che sono 13 anni che vivo a Milano. Conosco molte persone qui e quando parlavo di sogno, io romantico, parlavo di questo. E' una sfida e più grande di questo non c'è nulla»


12.35 - Leonardo, insieme a Branca e Moratti, posa con la maglia dell'Inter e la Coppa del Mondiale per Club. Parla Moratti: «Sono felicissimo di questa scelta e del fatto di essere qui. Ho sempre avuto grande stima per lui, alla sua capacità di imparare velocemente e di distribuire serenità. Non abbiamo fretta, seguiamo l'istinto e l'amore verso i nostri tifosi. Questo sarà utile per raggiungere obiettivi importanti. Auguro a Ronaldo (il presidente si corregge ridendo e abbracciando Leonardo), a Leonardo un buon lavoro»


12.33 - Telecamere puntate sul tavolo dove tra poco si accomoderà Leonardo, nuovo allenatore dell'Inter


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