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Maxi Lopez: «Io alla Juve? Si parle­ranno i club...»

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TORINO, 3 dicembre - Beppe Marotta e Fabio Paratici hanno dormito giusto qual­che ora: l’amminisitratore delegato era incollato al telefono quando an­cora i negozi di via Roma erano chiusi, il direttore sportivo è rima­sto accanto alla squadra a Vinovo nel day after dell’Europa perduta. Nel pomeriggio, i due dirigenti si sono incontrati negli uffici di corso Ferraris e il confronto quotidiano è diventato un pro-memoria sulle nuove strategie di mercato. Lascia un segno, l’eliminazione. Non tanto per gli introiti persi - la vecchia Ue­fa è tutt’altro che ricca -, quanto per le diverse esigenze che s’affaccia­no: l’organico attuale diventa suffi­ciente, dovendo affrontare solo campionato e Coppa Italia, anzi si presta a tagli e incastri indolori in linea con l’auto-finanziamento.


CENTRAVANTI - Quattro attaccanti so­no apparsi pochi per coincidenza di indisponibilità: Poznan esempio classico con Iaquinta e Del Piero coppia obbligata, essendo Amauri infortunato e Quagliarella inutiliz­zabile in Europa League. Adesso, però, appaiono adeguati, peraltro all’occorrenza ci so­no Giannetti e Li­bertazzi. Fatta que­sta premessa, la Ju­ventus non rinunce­rà a dragare il mer­cato, ma il rinforzo arriverà soltanto se davvero si profilerà “un’occasione”. La trasferta di Catania, in questo sen­so, chiarirà definitivamente il de­stino di Maxi Lopez: dopo ammic­camenti, messaggi criptati e “fin­te”, i dirigenti bianconeri avranno infatti modo di incontrare il presi­dente siciliano Antonino Pulviren­ti e l’ad Pietro Lo Monaco e chiari­re la posizione dell’argentino. Se ci fosse disponibilità alla cessione e si profilasse un buon affare (contro­partite giovani, conguaglio mini­mo), allora potrebbe essere allac­ciata la trattativa. Altrimenti, adios: a caccia di altre opportunità ma senza ansia, in fondo si può rimane­re anche così.


PAROLE - Intanto, il centravanti del Ca­tania si prepara a una domenica spe­ciale: «Dovremo da­re il 101 per cento, altrimenti ci casti­gano subito - spiega a Sky Sport 24 -. Hanno calciatori molto forti, in particolare Quaglia­rella e Del Piero. Alla Juve a genna­io? Non dipende da me, si parle­ranno i club. Io cerco di fare il mio meglio in campo, voglio giocare le grandi sfide, tornare in Champions League che per un calciatore è il massimo».


TOP PLAYER - Un eroe di provincia, come Maxi. O un giovane tipo Ma­cheda o Acquafresca. Difficile, in­vece, nel nuovo contesto, puntare su un top player se non sbuca l’af­farone (leggi prestito). Uno dei sor­vegliati speciali, Karim Benzema, potrebbe finire definitivamente fuori mercato per via dell’infortu­nio di Gonzalo Higuain e... quasi quasi alla Juve conviene, visto che l’alternativa del Real alla soluzione interna è l’irruzione a gennaio su Edin Dzeko, grande obiettivo bian­conero per la prossima estate: ir­raggiungibile adesso perché extra­comunitario, rimane infatti un pal­lino di Marotta pronto a sfidare Manchester City e Bayern Monaco. L’opzione Real non era stata calco­lata. Mourinho, tra l’altro, nella ro­sa dei sostituiti, ha inserito altri due nomi già abbinati alla Juve: Diego Forlan e Emmanuel Adebayor.


SACRIFICI - Tra i partenti, figura Momo Sissoko. Ci sono offerte da Liverpool e Fenerbhace, piace an­che alla Lazio, se parte può essere sostituito da un centrocampista gio­vane e meno costoso: ieri il mana­ger di Raul Baena dell’Espanyol ha dichiarato a calciomercatoweb.com che «Roma e Juve lo hanno visionato», mentre in Scozia abbinano alla Juve Scott Brown, in scadenza con il Celtic. Altro indiziato di cessione è Hasan Salihamidzic: asta affollata in Bun­desliga, se la spunta il l’Hoffenheim può decollare la pista Andreas Beck. Un difensore aggiunto, sem­pre senza strafare, è l’altro obietti­vo. Rilancio per Bocchetti, in Spa­gna scrivono d’un interesse per Eric Abidal (cedibile se al Barça arriva Fabio Contreao), in Francia tirano fuori Taye Taiwo del Marsi­glia, ma anche in questo caso Ma­rotta e Paratici vogliono riflettere bene: in fondo, coccolano Frederik Sorensen e Vincenzo Camilleri.

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