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Pepe: «Scudetto Juve? Parlarne ora è presto»

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TORINO, 28 novembre - Bloccati i campioni, si è bloccata la Juve. È bastata una serata storta, al di sotto degli standard abituali, di Aquilani e Krasic per far rallentare la marcia dei bianconeri, che non riducono il divario dal Milan pur restando al terzo posto (in attesa di Palermo-Roma) grazie allo scivolone del Napoli. Il pari con la Fiorentina, che va comunque un pò stretto alla formazione di Del Neri, capace di creare diverse occasioni e fermata soltanto dalle grandi parate di Boruc, ha evidenziato che il rendimento della Juve è ancora molto legato agli uomini di maggiore qualità. Per una sera Aquilani non è riuscito a dirigere come al solito l'orchestra juventina, mentre Krasic è rimasto bloccato nella morsa stretta da Pasqual e Vargas, e non ha sfondato con le sue accelerazioni.


SERVE UN BOMBER - Risultato: manovra prevedibile e con poche variazioni sul tema. Va ricordato comunque che sia l'ex romanista, sia il serbo sono reduci da problemi fisici: Aquilani ha recuperato in settimana da un affaticamento muscolare, Krasic è tornato domenica scorsa dopo due settimane di assenza, quindi un passaggio a vuoto rientra nelle eventualità. In questo scenario però emerge chiara anche la necessità di un bomber "pesante", in senso di gol e di forza fisica. Perchè è vero che la pericolosità non è mancata alla Juve di ieri sera, così come la capacità di costruire occasioni. Ma in serate in generale non particolarmente brillanti, un centravanti risolutivo, capace di vincere "da solo" la partita servirebbe. Non a caso Sinisa Mihajlovic ha sintetizzato in Ibrahimovic la differenza tra i bianconeri e il Milan, avendo provato sulla sua pelle non più tardi di una settimana fa che cosa significa essere battuti dallo svedese. È toccato così a Simone Pepe imitare i campioni. «Mi hanno descritto come un giocatore solo cuore e grinta: non avrò piedi eccelsi, ma ho delle qualità se sono alla Juve», ha detto oggi ai microfoni di Sky l'autore della splendida punizione del pareggio che ha permesso ai bianconeri di restare imbattuti in campionato per il decimo turno consecutivo.


PEPE SULLO SCUDETTO - Proprio questa striscia positiva lunga due mesi testimonia la crescita della formazione di Del Neri e la possibilità di ambire a traguardi prestigiosi. A patto di compiere il definitivo salto di qualità, magari con qualche innesto a gennaio: «Lo scudetto? Parlarne alla 14ª giornata è un po' presto - sottolinea Pepe - All'inizio si diceva che eravamo una squadra in costruzione e che non eravamo all'altezza delle favorite; con il tempo si stanno vedendo i risultati. Dobbiamo solo pensare a vincere tutte le partite perché alla Juve è normale pensare in grande». Nell'immediato bisognerà pensare all'Europa League e alla "finale", definizione di Del Neri, di mercoledì contro il Lech Poznan. In Polonia il tecnico si affiderà a molti giovani: bisognerà per forza vincere per non abbandonare anzitempo il palcoscenico europeo.


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