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Beretta: «Sistema stadi non funziona, serve legge»

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ROMA, 28 novembre - Il maltempo torna di nuovo a condizionare il campionato. Il match Bologna-Chievo, rinviato per neve a data da destinarsi, riapre la polemica sulla disorganizzazione degli stadi italiani e la cause che tutto questo comporta: «Il sistema degli stadi non funziona, bisogna andare verso impianti di proprietà o profondamente ristrutturati». Lo ha detto il presidente della Lega Calcio Maurizio Beretta, intervenuto telefonicamente a Stadio Sprint-Rai 3, dopo la giornata di campionato che ha visto il rinvio per neve di Bologna-Chievo.


L'ANALISI DI BERETTA -
«La preoccupazione sugli stadi italiani è legittima, abbiamo gli stadi più obsoleti d'Europa - ha detto Beretta -. Bisogna andare a stadi di proprietà o di nuova generazione gestiti dalle società. Pochi campi al nord sono riscaldati. E la parte dell'accoglienza, della sicurezza non è all'altezza dei concorrenti europei e della qualità del calcio italiano».


LEGGE SUGLI STADI - Parlando della legge sugli stadi che sta seguendo il suo iter in Parlamento, il presidente della Lega ha dichiarato: «Ci conto, l'appuntamento è per martedì, siamo vicini a una soluzione. Il Senato approvò all'unanimità, mi auguro che alla Camera faccia lo stesso percorso». Infine una battuta sulla vertenza per il contratto collettivo dei calciatori: «Siamo molto meno distanti di come si vuole rappresentare. Mercoledì c'è la convocazione all'Alta Corte - ha detto Beretta -. Con tutto il rispetto per la Corte, è meglio essere padroni del proprio destino: dobbiamo costruire un accordo nuovo per la sostenibilità del calcio nel lungo periodo». Sulla trattativa tra Lega Calcio e Associazione calciatori, il presidente Beretta ha le idee molto chiare: «Io sono assolutamente fiducioso che l'incontro possa andare a buon fine. Dobbiamo costruire un nuovo accordo, creare nuove condizioni e vi posso assicurare che nonostante le voci che circolano, un accordo positivo è molto probabile».


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