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Juve, difesa martoriata: pronto il baby Sorensen

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TORINO,  5 novembre - Una squadra a pezzi, perseguitata dalla sfortuna. Costretta ad affrontare il Salisburgo senza quindici uomini, undici dei quali infortunati - una formazione intera, dal portiere (Buffon, se preferite Manninger) all’attaccante (Iaquinta) - e uscita dalla partita con due altri punti interrogativi, tanta paura, tante imprecazioni: s’è fermato Krasic, sostituito dal baby Buchel, e ha chiuso con una fitta di dolore Legrottaglie. Problemi muscolari, una novità nel campionario dei guai bianconeri: finora prevalevano i casi traumatici, che ben spiegavano l’accanimento del fato, assolvendo la preparazione.


DIFESA MARTORIATA - Un problemone, per Luigi Del Neri, con il Cesena dietro l’angolo: se Krasic, infatti, sarebbe stato comunque fuori dai giochi per squalifica, il crac di Legrottaglie svuota un reparto diventato particolarmente vulnerabile: De Ceglie operato giusto ieri mattina al San Giuseppe Hospital di Arezzo per la frattura alla rotula, Chiellini tradito da un affaticamento al polpaccio, Grygera alle prese con la lesione del collaterale, Rinaudo in convalescenza dopo l’operazione alla schiena... E persino i Primavera contagiati: Ferrero costretto a fermarsi dopo una botta al ginocchio e Camilleri non al top dopo l’intervento al menisco. Con Legrottaglie ko, Del Neri dovrà travestirsi da Merlino: largo al giovanissimo danese Frederik Hillesborg Sorensen, 18 anni, rilevato dal Lyngby, serie B danese, all’ultimo respiro del mercato. Oppure ma sono ipotesi remote, attardate - qualche cambio di ruolo come avvenuto in Europa League con Pepe terzino: Melo, di nuovo disponibile dopo essersi fermato ieri per affaticamento, che non difetta di grinta e nonostante la buona tecnica eccelle in copertura, potrebbe arretrare in linea accanto a Bonucci, dove potrebbe però anche essere spostato Grosso, se Pepe continuerà ad agire sulla fascia. Già, Grosso, pronto per dare una mano come Salihamidzic: dopo mesi di allenamenti intensi e domeniche vuote, entrambi gli esterni saranno abili arruolati, pazienza se non rientravano nei piani, l’emergenza è emergenza e la professionalità dimostrata è una scorciatoia.


CENTRALE SUPERSTITE - Leonardo Bonucci, l’unico centrale superstite, s’aggrappa all’ironia: «Da chi sarà formato l’asse difensivo domenica? Facile: da Bonucci e da... Leonardo. Battute a parte, dobbiamo essere fiduciosi sui tempi di recupero degli infortunati» . Non ha una spiegazione: «Mi viene in mente solo la sfortuna, almeno se ci riferiamo agli infortuni del passato, scaturiti da contrasti, scontri di gioco. Certo, ci sono anche gli impegni ravvicinati, ma questo è solo un momento negativo, una concatenazione di eventi sfavorevoli. Se vieni alla Juve, sai che le partite sono molteplici e che tutte vanno affrontate al massimo».


RIFLESSIONE - Una risposta alle domande dei cronisti che diventa anche una risposta a Marchisio, lui invece sicuro che il calendario fitto incida: «Siamo solo a novembre e già sentiamo le partite nelle gambe...». D’altra parte il fenomeno non è solo bianconero, solo che qui è elevato alla massima potenza, roba da fare incetta di corni rossi e ferri di cavallo. Del Neri sospira, guarda lontano: «Quando saremo al completo, sarà tutto diverso. Anche in Europa League». Intanto però c’è il Cesena, c’è la speranza di riabbracciare qualcuno: una sorpresa, un recupero lampo, un’indicazione positiva che spinga i medici ad anticipare i tempi d’un rientro. L’unica certezza, tuttavia, arriva da due calciatori che non hanno sfidato il Salisburgo non per infortunio, ma per impossibilità di partecipare a una manifestazione già affrontata con maglie diverse, Aquilani del Liverpool e Quagliarella del Napoli. Loro ci saranno, ma questa è un’altra storia. Davanti all’infermeria invece solo fiato sospeso, specie stamani quando saranno rese note le diagnosi di Legrottaglie e Krasic.

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