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Roma: Sensi, multa per dichiarazioni dopo Brescia

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ROMA, 25 ottobre - La Commissione disciplinare della Federcalcio ha inflitto un'ammenda di 9 mila euro sia al presidente della Roma, Rosella Sensi, sia alla società giallorossa per le frasi rilasciate dopo la sconfitta rimediata in trasferta sul campo del Brescia.
 
La Commissione Disciplinare Nazionale, presieduta dal professor Claudio Franchini, si era riunita oggi per decidere sul deferimento a carico della Sensi, chiesto dalla Procura federale "per aver espresso, nel corso di dichiarazioni pubblicate da organi di informazione, giudizi e rilievi lesivi della reputazione della classe arbitrale, in particolare di Carmine Russo, arbitro della gara Brescia-Roma, disputatasi il 22 settembre scorso, e delle Istituzioni Federali nel loro complesso, nonchè per aver adombrato dubbi sull'imparzialità e sulla buona fede degli ufficiali di gara e sulla regolarità del campionato a causa dell'operato degli arbitri".


La Sensi, affiancata dal legale Antonio Conte, si è difesa chiedendo il proscioglimento da ogni addebito e rilevando, da una parte, che alla base delle dichiarazioni vi sarebbe stato un "fatto storico vero e incontestato", cioè "clamorosi errori arbitrali" e, dall'altra, che le frasi si sarebbero concretizzate in "epiteti coloriti", espressi "a caldo", mai trascesi in offese o ingiurie. L'ammenda di 9 mila euro (la Procura aveva chiesto 15 mila euro di multa) è stata inflitta alla Sensi e alla Roma poichè la Commissione ha considerato le parole del presidente giallorosso oltre i limiti del "lecito diritto di critica, risolvendosi in una forma di denigrazione nei confronti della classe arbitrale e di tesserati e delle Istituzioni Federali, nonchè in una accusa di parzialità". "A nulla rileva che il comportamento in questione sia stato causato da una o più decisioni arbitrali ritenute ingiuste - si legge nel comunicato della Disciplinare -, posto che, in ogni caso, i tesserati sono tenuti a una condotta conforme ai principi sportivi della lealtà, della probità e della rettitudine, nonchà della correttezza morale e materiale in ogni rapporto di natura agonistica, economica e sociale. Deve conseguentemente affermarsi la responsabilità della Sensi, alla quale segue quella diretta della Società di appartenenza".

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