Il Tavecchio scrive i saluti di buon campionato e riesce a non smentirsi, anzi si mette a nudo. Ora qui in redazione non siamo intereressati alle altezze e rotondità corporee, tanto da apprezzare la nudità fisica del Tavecchio, ma quella intellettuale sì.
Voci sempre più insistenti raccontano dell'intervento in corso della Procura della Repubblica per via dei testi (“diffamatori” secondo alcuni) nei confronti di Abete, stilati dal lanciatore di frecce che a suo tempo Agenziacalcio aveva individuato nel collaboratore di Tavecchio sig. Tapinassi.
Probabilmente tutti coloro che hanno avuto la costanza ed il fegato di guardarsi le due interviste "in esclusiva!" al Tavecchio ed al vicepresidente Mambelli reperibili sull'emittente web di Professionecalcio si sono fatti due domande. Partiamo dal fegato. Ai giorni nostri dopo tanta televisione vista non riusciamo a guardare immagini mal fatte.
Con l'ultima settimana di agosto ricomincia l'attività sportiva e amministrativa, e il Tavecchio si trova subito al caldo di eventi apparentemente a lui esterni. Mentre qualche attuale presidente regionale ci ha mandato gli auguri di ferragosto, da noi graditi, quasi in sincrono un giudice ha reso nullo l'ultimo tentativo di pressione giudiziaria nei nostri confronti.
C'è un giornale che vive anche grazie ai contributi della Lnd, che per il fine di chi paga inventa delle "lettere al direttore" solo perchè poi il finanziatore possa dire la sua. Pagliacciate organizzate dove chi porta il megafono e la faretra adesso si dichiara dirigente... tanto la redazione si ergerà da garante suggerendone l'anonimato.
Le organizzazioni, le società e persino gli stati con aspirazioni di annessione, istituiscono delle organizzazioni parallele che vengono poi presentate come risorse per la difesa dello stato attuale. Negli stati uniti la Cia, in Italia alcuni Servizi, e si dice che per la Lnd, sia la Siva.
Che la compagnia assicurativa dovesse cambiare si sapeva da tempo, troppi articoli e domande sospese sul precedente contratto fatto con Carige che secondo molti quotidiani italiani era gestito dall'ex arbitro Di Cola (vedasi il Corriere, La stampa, La Repubblica... ecc.).
S'era dato da fare in ogni modo per bloccare l'elezione di Rivera, un uomo da lui mai sopportato perchè capace di dire no, di opporsi a qualsiasi politica se non condivisa. Aveva messo in campo il sottosegretario Crimi facendogli persino esprimere "perplessità" su quella candidatura.
Abbiamo visto che il lanciatore di frecce è tornato a fare il suo lavoro di servo del collinare, ad alludere, insinuare. Ormai c'eravamo tutti rassegnati ad averlo come urlatore dal palazzo e invece la sua faretra asservita si è ricomposta.