Zamparini conferma Rossi e su Cassano: «Costa troppo»

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PALERMO, 6 novembre - Ha scelto un pomeriggio caldo ed una vigilia infuocata, la sfida serale contro il Genoa, per illustrare i dettagli di un divorzio che poi si è scoperto per certo versi annunciato. Maurizio Zamparini ieri ha presieduto il Cda del Palermo, per ratificare le dimissioni del ds Walter Sabatini, oggi ha tenuto una conferenza stampa delle sue, durante la quale si è finito per parlare di tutto: di Luca Toni, dello stesso Sabatini, di Rossi, del progetto stadio, del mercato, del campionato, di Pastore. E di Cassano. Zamparini a tutto campo, insomma, che parla e fa scalpore (ma fino a che punto?) quando riconosce che la cessione di Luca Toni «è stato un errore delle ds Rino Foschi, come del resto quella del difensore Biava alla Lazio».


«SABATINI SI E' DIMESSO PERCHE' ORGOGLIOSO» - «Non a caso - ha aggiunto - Foschi è finito a fare il direttore sportivo del Padova, in B». E Sabatini? «È orgoglioso, per questo si è dimesso. Evidentemente non digeriva il suo presidente», ha spiegato Zamparini. Che poi ha aggiunto: «A tutti i miei collaboratori faccio degli appunti sul mercato e, se rispondessero come Sabatini, si dimetterebbero tutti. Il rapporto con i giocatori, però, non c'entra. A giugno deciderò il nome del suo sostituto, sarà una scelta ponderata. Perinetti? Preferisco un non fumatore».


FIDUCIA A ROSSI - Sul progetto del nuovo stadio, Zamparini, dopo avere confermato la propria fiducia a Rossi («Non rischia nulla, nonostante le 4 sconfitte di seguito, perchè il Palermo è stato penalizzato da episodi negativi, come il rigore che non ci hanno dato domenica contro la Lazio»), ammette che è tutto pronto, «ma siamo prigionieri della politica e della bucocrazia».


«MERCATO? A GENNAIO 4 NUOVI ACQUISTI» - «Il mercato? A gennaio arriveranno 4 rinforzi - aggiunge - lavoreremo bene ed anche con il contributo del mio nipotino di 17 anni che, grazie al computer, mi segnala tantissimi volti nuovi, giovani promesse». Tatticamente, il Palermo «deve migliorare la fase difensiva». «Se avessimo uno come Samuel - ammette Zamparini - potremmo giocare come ci pare, abbiamo Munoz che deve ancora essere addestrato bene, perchè è giovane. Il calcio italiano? In testa al campionato c'è una squadra come la Lazio che non gioca al calcio. Contro di loro siamo stati penalizzati dalla mancata concessione di un rigore e beffati nell'unica azione che hanno costruito durante la partita».


CASSANO COSTA TROPPO - Infine, Pastore. Zamparini se lo coccola, ammettendo che «per lui non esiste un tetto d'ingaggio». «In passato - spiega - abbiamo adeguato i contratti dei nostri giocatori più forti: è accaduto con Kjaer e la storia si ripeterà con Pastore. Stiamo trattando con lui un rinnovo contrattuale importante. Ma, attenzione: Pastore è al di sopra di qualsiasi tetto d'ingaggio. Cassano? Ho detto che lo comprerei, perchè mi piacciono certi giocatori, e lo confermo, ma non certo alle cifre di oggi».


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