Ter Stegen, la Germania ha il portiere del futuro

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ROMA - La Germania vanta una nobile tradizione in materia di portieri. Ha sempre potuto contare, in questo ruolo, su interpreti di rilievo. Una lunga galleria di personaggi in grado di lasciare una traccia. Il capofila è Toni Turek: l’ex numero uno dell’Eintracht Francoforte e del Fortuna Düsseldorf consegnò ai tedeschi la prima Coppa del Mondo nel 1954, con una straordinaria prestazione nella finale vinta a Berna in rimonta per 3-2 contro l’Ungheria di Ferenc Puskas, Sandor Kocsis e Nandor Hidegkuti: dal 2-0 per i magiari, nel giro di appena otto minuti dal fischio d’inizio, al gol di Max Morlock e alla doppietta di Helmut Rahn, centravanti del Rot-Weiss Essen.


MAIER E SCHUMACHER - Più avanti, a dominare la scena, è stato Sepp Maier, una vita nel Bayern Monaco con 536 presenze in Bundesliga. Novantacinque partite in nazionale dal 1966 al 1979, quattro mondiali giocati e tre medaglie al collo: un oro (era il 1974, Germania Ovest padrona di casa), un argento (in Inghilterra nel 1966) e un bronzo (in Messico nel 1970). Tra i pali è considerato la migliore espressione del calcio tedesco: Maier ha conquistato anche un Europeo nel 1972 in Belgio e si è piazzato al secondo posto quattro anni più tardi, nel 1976, in Jugoslavia. L’unico rimpianto è legato al Pallone d’oro, che però è stato assegnato solo una volta - nel 1963 - a un portiere, al mitico Lev Jascin, gigante della Russia e della Dinamo Mosca. Per il resto, dal 1956 a oggi, l’ambito riconoscimento è stato sfiorato da Dino Zoff (secondo nel 1973, alle spalle di Johan Cruyff), dal cecoslovacco Ivo Viktor (terzo nel 1976, dietro a Franz Beckenbauer e a Rob Rensenbrink) e da Gianluigi Buffon (preceduto nel 2006 da Fabio Cannavaro). Una Germania che ha schierato più avanti altri fuoriclasse come Harald Schumacher e Oliver Kahn. E che oggi ha trovato due eredi importanti in Manuel Neuer (classe 1986) del Bayern Monaco e Renè Adler (1985) del Bayer Leverkusen.


LA RIVELAZIONE - Ma anche la nazionale Under 21 è in buone mani, considerando la brillante crescita di Marc-André Ter Stegen, diciannove anni, portiere del Borussia Moenchengladbach. E’ lui la sorpresa di questa prima parte della stagione: Ter Stegen è uno degli artefici della corsa spedita del Borussia Moenchengladbach, che è arrivato alla pausa invernale al quarto posto: quattro i punti che separano la squadra allenata dallo svizzero Lucien Favre dal Bayern Monaco. Il tecnico è stato chiamato dal Borussia Moenchengladbach nello scorso febbraio al posto di Michael Frontzeck. In precedenza aveva guidato l’Hertha Berlino e aveva vinto due scudetti e una coppa sulla panchina dello Zurigo. Sua la decisione di promuovere tra i pali Marc-André Ter Stegen, che ha esordito in Bundesliga il 10 aprile del 2011: novanta minuti da titolare contro il Colonia (5-1). Il contributo del ragazzino si è rivelato determinante per la conquista della salvezza, grazie ai tredici punti raccolti nelle ultime sei giornate e alle due prestazioni maiuscole nel doppio spareggio con il Bochum.


DA TERZO A TITOLARE - Ter Stegen, nella fase cruciale dello scorso campionato, era stato preferito al belga Logan Baily, ora al Neuchatel Xamax, e a Christofer Heimeroth. Una chiusura da protagonista e una partenza, ad agosto, in grande stile, a conferma che Ter Stegen può davvero rappresentare una risorsa importante per la Germania del futuro. Ha fatto parte di tutte le selezioni nazionali, dall’Under 16 all’Under 19 di Christian Ziege, ex terzino di Bayern Monaco, Milan e Tottenham. A livello federale, Ter Stegen è un nome conosciuto e apprezzato da tempo: fra i suoi estimatori c’è anche Horst Hrubesch, ex centravanti di quell’Amburgo che soffiò nel 1983 la Coppa dei Campioni alla Juventus (1-0, gol di Felix Magath).


IL SALTO DI QUALITA’ - Ter Stegen si prepara a farsi largo nell’Under 21, diretta da Rainer Adrion. E’ nato a Moenchengladbach il 30 aprile del 1992. E’ un colosso di un metro e 89, pesa 85 chili, ha una forza esplosiva, una presa plastica, ha l’istinto giusto nelle uscite, trasmette sicurezza al reparto, non ha cali di concentrazione. In Germania viene considerato molto simile, per caratteristiche fisiche e prospettive di carriera, a Oliver Kahn. Ha uno stile elegante, ma non è spettacolare, ha il potere di far apparire semplici anche gli interventi più impegnativi. E’ bravo tra i pali, si disimpegna con i piedi, quando viene chiamato in causa dai compagni. E’ cresciuto nel settore giovanile del Borussia Moenchengladbach. Ha scelto di diventare portiere da bambino: nel 1997, all’età di cinque anni, ha varcato la soglia della scuola- calcio. Il Borussia l’ha blindato con un contratto fino al 30 giugno del 2015.


LE SUE TAPPE - Prima di sbarcare in Bundesliga, era stato eletto miglior portiere della B-Junioren Bundesliga e della A-Junioren Bundesliga. Nelle giovanili del Borussia ha avuto, tra i suoi maestri, Sven Demandt, classe 1965, ex numero uno del Fortuna Düsseldorf, del Bayer Leverkusen, dell’Hertha Berlino, del Mainz, del Viktoria Colonia e dell’Union Solingen. Demandt ha allenato Ter Stegen dal 2008 al 2010 nel Borussia Under 19. Dopo aver scalato le classifiche di rendimento della Bundesliga, Ter Stegen è entrato nel giro dell’Under 21. In campionato ha subìto undici gol in diciassette partite: solo Manuel Neuer del Bayern Monaco ha fatto meglio, incassando dieci reti. In queste ultime cinque giornate di campionato, prima della pausa di Natale, il Borussia ha conquistato dieci punti. E Ter Stegen ha sfoderato una serie di brillanti parate: in 450 minuti ha preso solo un gol arrendendosi all’attaccante polacco Robert Lewandowski, nella gara con il Borussia Dortmund (1-1). Ha trovato un’ottima intesa con i due centrali di difesa, il brasiliano Dante (classe 1983), arrivato a Moenchengladbach nel 2009 dallo Standard Liegi, e l’austriaco Martin Stranzl (1980, ex Spartak Mosca).


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