Serie D, il Pianura vince e vola in vetta

dall'inviato di agenziacalcio a Torre del Greco (Na)

Tre punti che luccicano come l'oro. Perchè, da oggi, valgono la vetta alla classifica seppur in condominio col Neapolis, costretto ai box dal calendario in questo turno di campionato. Il Pianura espugna Torre del Greco col minimo sforzo, senza fare sfoggio delle sue qualità ma con tanta, fondamentale esperienza. La Turris almeno un punticino lo avrebbe meritato per un secondo tempo in cui ha gettato il cuore oltre l'ostacolo. Eppure tanti sforzi non sono bastati. Il primo tempo non regala grandi emozioni. Alla staffilata di Vivona andata fuori di un niente (7'), risponde una conclusione a giro di Ventre che va alta sopra la traversa difesa da Sorrentino. Al 10' il patatrac corallino: Noviello, nel tentativo di spazzare il pallone dai piedi di Ventre, lanciato a rete, infila con un potente diagonale la porta difesa dal suo portiere. Un autogol, paradossalmente, di rara bellezza. Solo nel recupero un colpo di testa di Russo chiama Despucches ad una difficile parata. Ma è nella ripresa che cambia il copione tattico della gara. Mandragora fa entrare Prisco e Teta e, in seguito, l'ex Celiento, con l'intento di garantire al centrocampo più qualità e meno interdizione oltre ad una maggiore spinta sulle fasce senza rinunciare al 4-4-2. La Turris sale in cattedra ed il Pianura arretra visibilmente il baricentro: al 14' Noviello colpisce in pieno la traversa con un piattone su spizzata di Russo, poi Celiento da fuori area non centra la porta lasciata vuota da Despucches dopo un corta respinta (tiro alto sulla traversa), infine Russo, lasciato colpevolmente solo nell'area piccola, non inquadra di testa lo specchio avversario dopo un traversone di Visciano. Il Pianura non c'è più (da segnalare solo un'inzuccata senza pretese di Manzo su cross di Del Sorbo), e l'ultima emozione la regala Noviello con una sforbiciata che si spegne abbondantemente alta sul montante della porta difesa da Sorrentino. Non vince il migliore, ma solo la squadra che ha tanta più qualità dell'avversario. Di questi tempi non è poco. Noblesse oblige.

 

TURRIS (4-4-2): Sorrentino, Melcarne (46' Teta), Cuomo (46' Prisco), Coppola, Noviello, De Carlo, D'Ambrosio, Visciano, Vitale (56' Celiento), Vivona, Russo. A disp.: Prete, Gagliardi, Savino, Leccese.

PIANURA (4-4-2): Despucches, Carbonaro, Letizia, Mattera, Allocca, Galdean, Manzi (75' Ianniello), De Rosa, Del Sorbo, Manzo (75' Sibilli), Ventre (65' Scarparo). A disp.: Lima, Russo, De Luca, Scognamiglio.

ARBITRO: Taioli di Cesena

Rete: 10' aut Noviello (Turris)

Note: spettatori 700 circa. Ammoniti De Carlo, D'Ambrosio, Russo e Prisco. Allontanati Mandragora e Gaglione, rispettivamente tecnico e secondo della Turris.

 

SALA STAMPA

Domenico Gargiulo, tecnico del Pianura: "Nel primo tempo potevamo anche raddoppiare, poi nella ripresa abbiamo giocato al di sotto delle nostre possibilità più per merito della Turris che per demerito nostro. Loro sono una squadra che, come organico, potrebbe ambire come minimo alla zona a ridosso dei play off. E poi, essendo in svantaggio, avevano il dovere di tentare il tutto per tutto. Tuttavia va detto che gli unici pericoli che ci hanno creato sono arrivati da palle da fermo o da nostre disattenzioni. Poi non è che abbiano avuto tutte queste occasioni. Nessuno può dubitare delle nostre qualità: non dimentichiamo che a Francavilla avremmo dovuto vincere con uno scarto maggiore e che abbiamo rifilato quattro gol all'Ostuni: insomma, non è che vinciamo sempre in questo modo. Mi dispiace solo per le offese che ho ricevuto da parte di alcuni tifosi della Turris: pensavo di aver lasciato un buon ricordo qui. Non c'è mai stato alcun problema ed è una piazza che ho sempre rispettato. Quando arrivai, la Turris era in una posizione di classifica che quasi non appariva nell'ultimo rigo di un qualsiasi giornale....".

 

Bruno Mandragora, tecnico della Turris: "Perdere così fa male. Non lo meritavamo, perchè abbiamo giocato solo noi nel secondo tempo. Il Pianura è rimasto lì, timoroso e con l'unico obiettivo di difendersi. Uscire sconfitti in questo modo è una cosa che non merita questa squadra, che fa ogni giorno enormi sacrifici, i tifosi e la società. E' un peccato. La mia espulsione? Un equivoco. Non ce l'avevo con l'arbitro quando ho gridato dalla panchina dopo un fallo chiamatoci contro. Mi rivolgevo ad un mio giocatore. Pazienza".  

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