Rossi: «Conquisto la Coppa. Poi parlerò del mio futuro»

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ROMA, 28 maggio - Il Palermo si prepara per una serata storica. Ecco la conferenza del tecnico Delio Rossi alla vigilia della grande sfida con l'Inter


Delio Rossi, nel 2009 era qui con la Lazio, adesso è tornato con il Palermo. Che sensazioni ha?


«La competizione è la stessa anche se sono passati 2 anni e le mie sensazioni sono belle anche se le realtà di Lazio e Palermo sono diversi. Noi adesso siamo una realtà emergente, mentre la Lazio aveva alle spalle più storia della Lazio di adesso».


Arriva a questo Palermo da separato in casa visto il rapporto con Zamparini?


«In questo momento gli interessi personali lasciano il tempo che trovano. Adesso è importante la partita di domani sera e i miei giocatori e io nel cuore abbiamo solo partita contro l'Inter. Per parlare del resto ci sarà tempo in futuro».


Cosa si aspetta dalla gente di Palermo domani sera?


«La Coppa Italia è importante per la nostra gente e c'è gente che ha fatto sacrifici per venire qua. Mi farebbe piacere regalare loro una gioia perché stanno vivendo un sogno».


Come sta il Palermo?


«Affrontiamo una squadra più forte che fino a stasera è campione d'Europa, ma da domani comunque rimarrà campione del mondo. Ci giocheremo la partita, consapevoli che a volte quello che c'è nella testa e nel cuore, si realizza».


Quante chances ha il Palermo di vincere?

«Percentuali non le do perché non faccio il farmacista. Sono uno dei pochi che non gioca la schedina e non fa scommesse».


Ha dei dubbi riguardo alla formazione titolare in vista di domani?


«Sì, dei dubbi li tengo sempre perché in una partita che può concludersi anche ai rigori, è giusto tenere delle alternative. Li scioglierò domani».


Cosa pensa del trofeo che verrà assegnato insieme alla Coppa Italia per i 150 anni dell'unità d'Italia? E' uno stimolo in più?


«Io ci credo ancora alla patria e mi emoziono quando sento l'inno nazionale. Per me l'Italia è unica e indivisibile perché ci sono persone che sono morte per l'unità del nostro paese. Sono nato al nord, ma mi sento sudista e al sud per ottenere qualcosa ci vuole più sacrificio che altrove. Ottenere qualcosa al sud però è più bello».


Acquah è recuperato al 100%? E' convocato e quindi è a disposizione. Che partita sarà quella di domani?


«Non gestiremo la gara perché non lo abbiamo fatto. Non è nelle nostre corde visto che siamo la squadra più giovane d'Italia e affronteremo una formazione che viceversa ha grande esperienza».


Si è parlato di un suo futuro sulla panchina della Roma. Ha remore a sedere sulla panchina giallorossa visto il suo passato alla Lazio?


«La domanda è bella e posta bene, ma oggi non ha senso rispondere. Qualsiasi cosa dica non sarebbe di primaria importanza. Le situazioni personali vanno messe dietro al bene collettivo che è il Palermo e si gioca qualcosa di importante. Dopo la partita di domani mi incontrerò con il presidente e decideremo quello che è più giusto per il Palermo e per me».


Cosa pensa di Leonardo che nei primi due anni della sua carriera ha già allenato Milan e Inter, senza fare gavetta?


«Non lo conosco bene, ma a pelle mi sembra una brava persona. Ha avuto queste due opportunità perché evidentemente è preparato».


Corsa, cuore e determinazione possono essere le chiavi di lettura che porteranno il Palermo a vincere?


«Anche contro il Milan eravamo inferiori, poi abbiamo tirato fuori il coniglio dal cilindro e siamo arrivati in finale. Dobbiamo ripeterci contro l'Inter. Come i tifosi sono venuti qui perché credono nella squadra, noi dobbiamo dare il 110% per portare a casa questo trofeo».


Firmerebbe per ripetere il primo tempo della gara di ritorno a San Siro chiuso sul 2-0 per voi?

«Ogni partita fa storia a sé. Si affrontano due squadre della stessa categoria, ma non dello stesso livello. Dipenderà da chi avrà più cuore caldo e testa fredda».


Quanto ha lavorato sotto il profilo psicologico in vista della finale?


«Praticamente niente perché i giocatori sanno già quanto è importante questa partita. E' la gara della vita per molti quindi l'allenatore ha poco da dire. L'importante sarà uscire con la maglia sudata: se poi vinciamo sarà anche meglio».


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